L’ultimo saluto a David Riondino nella chiesa degli artisti a Roma. Il musicista, attore, autore è morto domenica a 73 anni e oggi la bara con la salma è stata accolta da un lungo applauso
Molti amici, familiari e semplici ammiratori nella chiesa, Nichi Vendola, Dario Vergassola, Sabina e Corrado Guzzanti, Antonio Catania, Gianni Cuperlo, Stefano Bollani e Vincenzo Salemme.
"Nel mio caso David era quasi un parente perché è stato compagno di mia sorella per tantissimi anni – ha detto Corrado Guzzanti – quindi oltre ad aver lavorato insieme a lui a teatro, ci sono stati Capodanni, Natale, Pasqua, insomma. È veramente difficile accettare questa cosa. È una persona, lo conoscete tutti, estremamente autoironica ed era un grande poeta, io spero che venga anche un po’ riscoperto dalle generazioni più giovani. Ha sempre avuto, oltre che un talento incredibile, una grande leggerezza su tutto. Io lo ricordo così".
"Pur facendo 150mila spettacoli David Riondino era talmente intelligente che a volte inciampava in cose estremamente banali – ha detto Dario Vergassola – Perché forse i grandi son così, una volta mandai un fax, dovevamo andare a fare una serata e c'era scritto TN. Quindi Trento. E invece è andato a Terni. Infatti una battutaccia che faccio io è che questo deve essere l'unico giorno che arriva in orario. Era sempre in ritardo, è riuscito a stare una volta dieci giorni senza mettere l'ora indietro, come cavolo ha fatto a fare una settimana nei teatri con un'ora sempre in ritardo? Però lo aspettavano, lo aspettavano".