Non si ricorda, a memoria, il caso di un album rimasto sub iudice per una contesa legale. Nel caso di Miss Italia di Ditonellapiagail via libera per la pubblicazione deve arrivare dal Tribunale di Roma, interpellato da Patrizia Mirigliani, proprietaria del marchio del famoso concorso. Nell’attesa, il disco esce oggi nei negozi e sulle piattaforme con il titolo originale. «Al quale tengo molto perché per me è comunque legato alla mia libertà artistica e di espressione, alla possibilità di raccontare una questione personale, facendo riferimento a un’immagine universale, ormai entrata nel nostro immaginario comune», ha detto l’artista romana, vero nome Margherita Carducci, classe 1997, terza a Sanremo con il brano Che fastidio!, un enorme successo. In estate ci sarà il lungo tour nei festival, in autunno due date nei club.
Un momento di grande popolarità: che impatto ha sul suo privato?
«A parte i paparazzi che mi fotograf…
Non si ricorda, a memoria, il caso di un album rimasto sub iudice per una contesa legale. Nel caso di Miss Italia di Ditonellapiagail via libera per la pubblicazione deve arrivare dal Tribunale di Roma, interpellato da Patrizia Mirigliani, proprietaria del marchio del famoso concorso. Nell’attesa, il disco esce oggi nei negozi e sulle piattaforme con il titolo originale. «Al quale tengo molto perché per me è comunque legato alla mia libertà artistica e di espressione, alla possibilità di raccontare una questione personale, facendo riferimento a un’immagine universale, ormai entrata nel nostro immaginario comune», ha detto l’artista romana, vero nome Margherita Carducci, classe 1997, terza a Sanremo con il brano Che fastidio!, un enorme successo. In estate ci sarà il lungo tour nei festival, in autunno due date nei club.
Un momento di grande popolarità: che impatto ha sul suo privato?
«A parte i paparazzi che mi fotografano pure al supermercato con le buste in mano, non è che sia cambiato molto. Il fatto è che in tv o sul palco sono sempre molto truccata e tanti non mi riconoscono».
Non è stata travolta dal successo?
«Onestamente sono rimasta molto sorpresa, anche se non ero preoccupata, avevamo messo attenzione su tutti gli elementi, dalla coreografia alla partecipazione fisica di Carolina Bubbico, la direttrice d’orchestra. Abbiamo lavorato tanto su tutta l’estetica ma non mi aspettavo questo risultato: l’ultima sera sembravo ubriaca».
La scelta di duettare con TonyPitony era sembrata rischiosa, vista la fama controversa dell’artista.
«Su quello mi sono proprio imposta, avevo una visione che si è rivelata giusta. Mi ero preoccupata della sua immagine, ma non avrei potuto fare una cosa così con nessun altro. Sono andata oltre le polemiche, sapevo che dopo la performance si sarebbe risolto tutto. Ora è possibile che ci rivediate insieme in qualche concerto: la nostra collaborazione non è finita lì».
Questo disco sembra una confessione liberatoria.
«Sentivo l’urgenza di comunicare. Miss Italia è un disco quasi terapeutico, anche perché mentre scrivevo le canzoni ho iniziato la terapia. Mi ha aiutato a sentirmi più adeguata, mi sembrava sempre di non essere all’altezza. Mi dicevano che non ero abbastanza pop e nemmeno abbastanza indie, come se la mia identità non fosse chiara e questo mi ha messa più volte in crisi. A Sanremo ho capito meglio chi è Dito, e in qualche modo con questo disco ho raccontato tutto il mio disagio».
Soffre molto i giudizi?
«Ho scoperto di avere un rapporto patologico con il giudizio. Sono molto critica verso me stessa. Questo mi ha portato a interrogarmi sempre, in modo preventivo, su cosa potesse piacere agli altri invece che a me. La terapia mi ha aiutato a ricentrarmi».
E il suo centro qual è?
«Sono ossessionata dal contrasto tra la perfezione e l’errore. Per me l’autenticità è questa: mi sento vera quando sono ironica, teatrale, un po’ esagerata. Quando ho cercato di essere più normale mi sono sentita a disagio».
Ha conosciuto Ornella Vanoni. Che ricordo ne ha?
«Una grandissima intellettuale, aveva occhi e mente aperti sul mondo. Credo che abbia vissuto in anni in cui esistevano connessioni reali tra artisti, c’erano più contesti e legami. Oggi si comunica molto via social, ma c’è un filtro tra le persone che preferirei non ci fosse».