Da Achille Lauro a Marracash, il ritorno al quartiere è l’ultima ribellione delle popstar italiane
di Gino CastaldoI richiami a volte arrivano da direzioni inaspettate, talvolta perfino dal basso, anzi dalla terra, dai luoghi terreni nei quali ritrovare identità, contro l’astrattezza dei tempi, affetti da virtuali inconsistenze. Sarà un caso ma nel giro di 24 ore ben due artisti hanno immaginato eventi capaci di ricreare uno sfondo alla loro immagine. Achille Lauro, come al solito esageratamente “divo”, richiamando immagini di “dolcevite”, Anita Ekberg e Mastroianni, e magari anche Three coins in the fountain (che, non dimentichiamolo, è una canzone che parla di Roma, e di quella fontana, e ha vinto un Oscar nel 1955) ha convocato con un post semisegreto i fan regalando un miniconcerto a sorpresa nella fascinosa luce serale di Fontana di Trevi. Un modo originale per lanciare Comuni immortali, a un anno da Comuni mortali. Una semplice aggiunta sillabica, una “im” con in mezzo un mare.
I richiami a volte arrivano da direzioni inaspettate, talvolta perfino dal basso, anzi dalla terra, dai luoghi terreni nei quali ritrovare identità, contro l’astrattezza dei tempi, affetti da virtuali inconsistenze. Sarà un caso ma nel giro di 24 ore ben due artisti hanno immaginato eventi capaci di ricreare uno sfondo alla loro immagine. Achille Lauro, come al solito esageratamente “divo”, richiamando immagini di “dolcevite”, Anita Ekberg e Mastroianni, e magari anche Three coins in the fountain (che, non dimentichiamolo, è una canzone che parla di Roma, e di quella fontana, e ha vinto un Oscar nel 1955) ha convocato con un post semisegreto i fan regalando un miniconcerto a sorpresa nella fascinosa luce serale di Fontana di Trevi. Un modo originale per lanciare Comuni immortali, a un anno da Comuni mortali. Una semplice aggiunta sillabica, una “im” con in mezzo un mare.
Dall’altra parte, a Milano, Marracash è tornato alla Barona, nel suo quartiere, per organizzare un Block Party, una festa dell’isolato, per così dire, assecondando il migliore degli istinti che un artista di successo può avere, ovvero quello di restituire “al quartiere quello che mi ha dato”.
Allargando l’orizzonte, vuol dire essere riconoscenti e grati alle proprie origini. Sani istinti, soprattutto nell’era in cui tutto sembra disincarnarsi, liquefarsi nella finzione della rete. Roma, dove Lauro è cresciuto, è sempre presente in filigrana nella sua musica. Milano, o meglio la Barona, è dentro il rap di Marracash, questo accomuna due artisti così diversi. Fanno bene a fiutare le proprie tracce, a ritrovare i mondi da cui provengono e che li hanno fatti diventare quello che sono. È stata la più grande promessa, o profezia, del rock e si adatta benissimo al rap e al post-rap: “Working class hero is something to be”. Bisogna essere eroi della working class. Parola di John Lennon.