Michael Jackson, il biopic autorizzato cancella le ombre: la vera storia è tutta da raccontare
di Gino CastaldoJaafar Jackson, nipote di Michael Jackson e protagonista del biopic sullo zio
ll problema delle biografie “autorizzate” è che sono autorizzate e questo, nel caso di Michael Jackson, ha comportato un’infinità di complicazioni, ritardi, rimandi per questioni legate a differenti punti di vista. Anche perché poi gli eredi, e quelli che hanno qualcosa da dire sul concetto di “autorizzato”, sono in molti. Dunque in quanto “autorizzato” era difficile aspettarsi dal film qualcosa sulle ombre e sulle contraddizioni, anche piuttosto rilevanti, che hanno caratterizzato la sua vicenda. Comunque la si veda è una singolarità, un unicum nella storia del mondo dello spettacolo. Riesce Michael, diretto da Antoine Fuqua e interpretato per metà da Juliano Valdi e per l’altra metà, quella più corposa, da Jaafar Jackson, figlio del fratello di Michael Jermaine, a dare conto di questa eccezionalità?
Sì, inevitabilmente, e non potrebbe essere altriment…
ll problema delle biografie “autorizzate” è che sono autorizzate e questo, nel caso di Michael Jackson, ha comportato un’infinità di complicazioni, ritardi, rimandi per questioni legate a differenti punti di vista. Anche perché poi gli eredi, e quelli che hanno qualcosa da dire sul concetto di “autorizzato”, sono in molti. Dunque in quanto “autorizzato” era difficile aspettarsi dal film qualcosa sulle ombre e sulle contraddizioni, anche piuttosto rilevanti, che hanno caratterizzato la sua vicenda. Comunque la si veda è una singolarità, un unicum nella storia del mondo dello spettacolo. Riesce Michael, diretto da Antoine Fuqua e interpretato per metà da Juliano Valdi e per l’altra metà, quella più corposa, da Jaafar Jackson, figlio del fratello di Michael Jermaine, a dare conto di questa eccezionalità?
Sì, inevitabilmente, e non potrebbe essere altrimenti, anche solo giocando sugli elementi basici. Ma ovviamente non ci sono ambiguità, non ci sono inquietudini, se non quelle lecite, o meglio quelle legate al difficile rapporto col padre Joseph, tiranno e manesco, che poi è la sfida centrale intorno alla quale ruota tutta la storia: la crescita, la difficile conquista dell’indipendenza, la gestione di un talento talmente smisurato da farlo apparire come un predestinato. “Ho sempre saputo che eri speciale” gli dice la mamma teneramente, “fin da quando sei nato”, cercando di compensare le angherie paterne.
Non c’è neanche un piccolo fugace accenno al sesso. Il Michael Jackson del film è totalmente asessuato, non c’è neanche la più piccola allusione a una qualche attrazione sessuale, a un incontro con una ragazza, mai, neanche una tentazione, un bacio furtivo, niente di niente, a confermare una sensazione di irrealtà quasi fiabesca del personaggio, del resto sempre circondato da peluche, Peter Pan, e poi veri animali, lama, giraffe e una scimmietta, i suoi migliori amici. Il film si ferma prima della sua radicale trasformazione e decolorazione, ci si limita a un ritocchino al naso, un viso ingentilito con occhi da cerbiatto e un costante sottofondo di malinconia di infanzia perduta e mai più recuperata.
Il film è generosamente musicale (il 24 aprile uscirà anche il disco della colonna sonora con tutte le maggiori hit) appagherà i fan, con tanta musica e tante canzoni intere ben ricostruite fino all’ultimo dettaglio, Human nature, Billie Jean, Bad, Thriller. Memorabile, per gli appassionati di storie pop, la scena in cui il capo della CBS strapazza il capo di MTV, che all’epoca non passava videoclip di artisti neri e gli impone di passare Billie Jean.
Per il resto è una “autorizzata” santificazione di Michael, buono, sempre attento ai bambini malati, mai persecutore, casomai vittima di soprusi, genio della comunicazione, cosa che effettivamente era, talento strabordante e inarrestabile, e Jaafar fa del suo meglio per non far rimpiangere gli originali, vedi soprattutto le immagini, che sono diventate icone del Novecento: il balletto degli zombi di Thriller o lo scontro delle band rivali di Beat it, oppure ancora l’inevitabile moonwalk, tanto per mandare in visibilio i fan che anche nel film svengono a ripetizione di fronte a tanta bravura. La celebrazione è esaltante. Per conoscere la verità dovremo aspettare un’altra occasione, e una biografia “non autorizzata”.