✕

Diodato: “I più giovani mi hanno rigenerato, bisogna restare umani”

Il cantante italiano Diodato (Antonio Diodato) si esibisce sul Capital Stage al Castello Sforzesco durante la manifestazione del Party Like a Deejay. Milano (Italia), 9 Giugno 2024  

Ascolta l'audio

Il cantautore, da poco nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella, racconta il valore del palco del Primo maggio a Taranto che unisce musica e impegno civile
1 minuti di lettura

Antonio Diodato di recente è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Mattarella “per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle problematiche degli altri”. Insieme a Michele Riondino, Valentina Petrini e Roy Paci organizza l’Uno Maggio libero e pensante a Taranto, un palco che mette insieme musica e impegno civile e sociale.

Quest’anno l’evento sarà centrato sulla musica che resta umana.

«Questa è una manifestazione nata per denunciare una situazione inaccettabile, ma da sempre voleva diventare un luogo in cui poter radunare tutte le persone che condividono una visione diversa del Paese. È un palco che ha portato sempre attenzione alle tematiche sociali e globali, è inevitabile che si affrontino temi come la guerra, la disumanizzazione a cui sembriamo quasi costretti».

Quel palco è anche un megafono per parlare anche ai più giovani.

«Noi non abbiamo appoggi di partito o finanziamenti, il peso è sulle spalle di chi organizza, il che negli anni crea …

Antonio Diodato di recente è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Mattarella “per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle problematiche degli altri”. Insieme a Michele Riondino, Valentina Petrini e Roy Paci organizza l’Uno Maggio libero e pensante a Taranto, un palco che mette insieme musica e impegno civile e sociale.

Quest’anno l’evento sarà centrato sulla musica che resta umana.

«Questa è una manifestazione nata per denunciare una situazione inaccettabile, ma da sempre voleva diventare un luogo in cui poter radunare tutte le persone che condividono una visione diversa del Paese. È un palco che ha portato sempre attenzione alle tematiche sociali e globali, è inevitabile che si affrontino temi come la guerra, la disumanizzazione a cui sembriamo quasi costretti».

Quel palco è anche un megafono per parlare anche ai più giovani.

«Noi non abbiamo appoggi di partito o finanziamenti, il peso è sulle spalle di chi organizza, il che negli anni crea fatica perché finisci per sentirti un po’ solo. Spesso tra noi ci diciamo “questo è l’ultimo anno”, ma la presenza di tanti ragazzi, il modo in cui hanno partecipato, mi ha rigenerato e consolato. Mi rendo conto che spesso, quando mi faccio domande, sono proprio i giovani a fornirmi le risposte».

Diodato "cavaliere" da Mattarella per l'attenzione alle associazioni impegnate nelle periferie

Che effetto fa essere nominato Cavaliere della Repubblica?

«Sono rimasto spiazzato, mai mi sarei aspettato di ricevere una telefonata dal Quirinale. Pensavo a uno scherzo, al telefono sono rimasto quasi muto. All’inizio ho pensato che ci sarebbero tantissime persone che lo avrebbero meritato molto più di me, poi ho cercato di godermi la cerimonia con leggerezza».

È più fiducioso o più preoccupato per i tempi che stiamo vivendo?

«Non sono uno triste, ma sono un po’ sulle montagne russe. Non sto mai fermo, cerco sempre bellezza, vorrei vivere intensamente ma questo mi espone ancora di più alla violenza che abbiamo sotto gli occhi. I colpi che arrivano li sento forti, perché in questi anni ho dato spazio a una sensibilità che da ragazzo tenevo più nascosta. Mi capita a volte di sentirmi più vulnerabile. Ma resto positivo».

Leggi i commenti