Delia, “Bella Ciao” senza partigiani: “Fraintesa, era dedicata a tutti”
di Patrizio RuviglioniDelia durante il concerto del Primo Maggio
(ansa)ROMA – «Mi dispiace che il mio messaggio sia stato frainteso da una parte delle persone», «io prendo una posizione chiara contro chi si arroga il diritto di togliere la vita ad altri essere umani, oggi e sempre». Quindi cita i civili uccisi in Ucraina, quelli in Iran e il «genocidio» a Gaza, per dire che il brano è dedicato anche a queste vittime. È questa, in sintesi, la risposta di Delia alle polemiche per la sua esibizione in Bella ciao al Concerto del Primo Maggio di Roma, in cui ha cambiato il termine “partigiano” in “essere umano”. «Il “partigiano” era letteralmente un rivoluzionario che ha preso le armi e si è ribellato», si legge. «“Essere umano”’ era per i civili che vengono ammazzati dalle bombe mentre stanno cenando a casa o mentre stanno dormendo con i propri figli».
Eppure la bufera sulla 27enne cantautrice siciliana – all’anagrafe Delia Buglisi, finalista all’ultimo X Factor – non si placa, né lei compie davvero passi indietro, rivendicando la posizione espressa già nel…
ROMA – «Mi dispiace che il mio messaggio sia stato frainteso da una parte delle persone», «io prendo una posizione chiara contro chi si arroga il diritto di togliere la vita ad altri essere umani, oggi e sempre». Quindi cita i civili uccisi in Ucraina, quelli in Iran e il «genocidio» a Gaza, per dire che il brano è dedicato anche a queste vittime. È questa, in sintesi, la risposta di Delia alle polemiche per la sua esibizione in Bella ciao al Concerto del Primo Maggio di Roma, in cui ha cambiato il termine “partigiano” in “essere umano”. «Il “partigiano” era letteralmente un rivoluzionario che ha preso le armi e si è ribellato», si legge. «“Essere umano”’ era per i civili che vengono ammazzati dalle bombe mentre stanno cenando a casa o mentre stanno dormendo con i propri figli».
Eppure la bufera sulla 27enne cantautrice siciliana – all’anagrafe Delia Buglisi, finalista all’ultimo X Factor – non si placa, né lei compie davvero passi indietro, rivendicando la posizione espressa già nel backstage del Concertone, per cui l’espressione “partigiano” sarebbe stata troppo circostanziata alla Resistenza, mentre “essere umano” permette di rivolgersi a tutti. Scelta voluta (e difesa), errore di gioventù o malafede? Sui social le interpretazioni si sbizzarriscono, fatto sta che si torna sempre lì: al solito equivoco per cui Bella ciao – forse la canzone italiana più famosa tra quelle che raccontano la lotta al nazifascismo – sarebbe divisiva e, cambiando un termine, la si renderebbe più inclusiva, salvo rischiare di farle perdere senso.
Pochi, almeno a leggere dai commenti al post, i messaggi di solidarietà, compresi quelli dei colleghi (le stesse Levante e Serena Brancale, con cui è in radio con il singolo Al mio paese, cantato anche al Primo Maggio, non si esprimono, almeno pubblicamente). Tante invece le critiche, già divampate a mezzo social a ridosso dell’esibizione. Tra questi c’è Pierpaolo Capovilla, rocker da poco scopertosi attore in Le città di pianura (con cui è candidato ai David), che già nei giorni scorsi non era stato tenero nei confronti della manifestazione di Cgil, Cisl e Uil, criticando la scelta di Arisa di «non ammorbare il pubblico con pipponi». Ora aggiunge: «Delia è figlia dei nostri tempi, della mancata istruzione, della mancata costruzione di strumenti intellettuali per comprendere il presente». Quindi attacca X Factor – dove la cantautrice aveva già riletto Bella ciao sostituendo “partigiano” con “siciliano”, dedicandola ai Vespri Siciliani, ma non era il palco dei sindacati – e la definisce «un’analfabeta funzionale», «vittima delle circostanze storiche e del decadimento culturale della Nazione».
Durissimo anche Alessandro Gassmann – il figlio Leo aveva cantato Bella ciao al Concertone 2025 – per cui «le parole non si cambiano, hanno un senso ed una importanza». Poi conclude: «Il partigiano è un essere umano che, rischiando e a volte perdendo la propria vita, ti ha ridato la libertà».