È andata come è andata, ma il sospetto che Tu mi piaci tanto di Sayf avrebbe potuto spaccare all’Eurovision è più vivo che mai. Il cantautore genovese è un artista vero e lo era anche prima di Sanremo. Musicista, rapper, tutto insieme e tutto in armonia. Santissimo è un disco che lo rappresenta in pieno: è la trasfigurazione in musica di un’estetica che si guarda intorno e indietro senza per questo sembrare una copia. Ascoltando la title track, per esempio, si entra in un mondo immaginifico, quasi psichedelico, dominato dalla chitarra elettrica.
Ma poi nel disco ci sono momenti reggae, ci sono le rime condivise con Geolier di Ricordi, ci sono i ritmi urban di Sex on la santa, il rap irresistibilmente pigro di Money cantata con Guè e Artie 5ive (frase chiave: “Guarda quanta rabbia si nasconde in un sorriso / la classe operaia va in paradiso”), il contagioso duetto con Bresh per cantare i sentimenti in Parlar d’amore, il …
È andata come è andata, ma il sospetto che Tu mi piaci tanto di Sayf avrebbe potuto spaccare all’Eurovision è più vivo che mai. Il cantautore genovese è un artista vero e lo era anche prima di Sanremo. Musicista, rapper, tutto insieme e tutto in armonia. Santissimo è un disco che lo rappresenta in pieno: è la trasfigurazione in musica di un’estetica che si guarda intorno e indietro senza per questo sembrare una copia. Ascoltando la title track, per esempio, si entra in un mondo immaginifico, quasi psichedelico, dominato dalla chitarra elettrica.
Ma poi nel disco ci sono momenti reggae, ci sono le rime condivise con Geolier di Ricordi, ci sono i ritmi urban di Sex on la santa, il rap irresistibilmente pigro di Money cantata con Guè e Artie 5ive (frase chiave: “Guarda quanta rabbia si nasconde in un sorriso / la classe operaia va in paradiso”), il contagioso duetto con Bresh per cantare i sentimenti in Parlar d’amore, il rap più ironico con Nerissima Serpe (Bratz) e quello più oscuro con Kid Yugi (Perché piango).
In mezzo a tanta ispirazione, anche le discutibili barre con Tedua (certi linguaggi inutilmente espliciti sembrano davvero invecchiati) in F.I.$., ma in generale Sayf è un artista ispirato, positivo, capace di surfare tra i generi, ammesso che esistano ancora. Quando scherza col jazz suonando la tromba in Ronda baraonda mette in scena la sua musica come un libro a fumetti, dove conta il sorriso e non il denaro.