REGGIO EMILIA – Dopo trent’anni di carriera sono ancora possibili dei debutti. Così l’11 settembre 2027 Elisa sarà la prima donna a esibirsi a Campovolo in un concerto tutto suo. «Ne sono onorata, ma sottolinearlo troppo è come insistere a evidenziare una differenza tra uomini e donne dello spettacolo di cui io, nel mio essere naive, non mi sono mai molto accorta: l’ingenuità mi ha protetta e aiutata nell’andare per la mia strada», racconta Elisa, annunciando l’evento dal prato della Rcf Arena di Reggio Emilia. Una festa per i trent’anni di carriera «nel mio momento migliore, ho imparato ad avere più autostima, sto anche seguendo un percorso di terapia e direi che sta funzionando». La giornata sarà una lunga festa (biglietti disponibili da oggi) al via alle 9 di mattina con spazi yoga, karaoke, skate, una zona famiglie e un cinema con live e filmati inediti. E un’area dibattiti, perché Elisa vuol dimostrare che i mega-eventi possono essere ecosostenibili, o un po’ meno insostenibili.
…REGGIO EMILIA – Dopo trent’anni di carriera sono ancora possibili dei debutti. Così l’11 settembre 2027 Elisa sarà la prima donna a esibirsi a Campovolo in un concerto tutto suo. «Ne sono onorata, ma sottolinearlo troppo è come insistere a evidenziare una differenza tra uomini e donne dello spettacolo di cui io, nel mio essere naive, non mi sono mai molto accorta: l’ingenuità mi ha protetta e aiutata nell’andare per la mia strada», racconta Elisa, annunciando l’evento dal prato della Rcf Arena di Reggio Emilia. Una festa per i trent’anni di carriera «nel mio momento migliore, ho imparato ad avere più autostima, sto anche seguendo un percorso di terapia e direi che sta funzionando». La giornata sarà una lunga festa (biglietti disponibili da oggi) al via alle 9 di mattina con spazi yoga, karaoke, skate, una zona famiglie e un cinema con live e filmati inediti. E un’area dibattiti, perché Elisa vuol dimostrare che i mega-eventi possono essere ecosostenibili, o un po’ meno insostenibili.
Elisa, le grandi produzioni possono essere attente all’ambiente, al di là dei proclami?
«Cerco di usare la mia posizione per fare qualcosa di concreto. Abbiamo scelto Campovolo anche come contenitore più attrezzato in Italia per creare eventi sostenibili, in una delle regioni più virtuose per mentalità e politiche d’avanguardia. Useremo un biocombustibile speciale sperimentato nei live di San Siro che riduce al 70% le emissioni. Speriamo ispiri anche altri: è vero che costa di più e si guadagna di meno, ma se lo facciamo tutti il prezzo scenderà. Quando cambi le cose per la prima volta bisogna scardinare un sistema ma poi apri una strada nuova».
Con chi condividerà la sua festa?
«A Campovolo cantai la prima volta nel 2005 ospite di Ligabue e una cosa così non l’avevo mai vista. Nel 2027 proporrò il racconto definitivo di quel che ho fatto e sicuramente porterò degli amici. Ma giuro che ancora non so chi, mi auguro di poter avere con me tutte le persone che hanno fatto parte della mia storia e io un po’ della loro».
Nel frattempo uscirà il disco nuovo, di cui ha già cantato live “Fomo 2”, un pezzo molto battagliero: con chi se la prende?
«Sarà un concept album su dolore, ricostruzione e rinascita, e alcune canzoni erano così attuali che non potevo aspettare per farle conoscere al pubblico. Fomo 2 è tra queste, si rivolge ai poteri forti che influenzano le masse, nei governi ma anche nelle multinazionali; a quelle pillole di dopamina dei social che stanno pian piano cambiando i nostri processi cognitivi e il modo di pensare. E a un’intelligenza artificiale che ci vuole deboli e divisi e ha come scopo che l’individuo prevalga, non che sopravviva la specie».
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La strofa “mi arresteranno se manifesto” è significativa per lei che è stata in corteo per la Flotilla.
«Per il supporto agli attivisti della Flotilla ho subito anche la mia prima “shitstorm”, questo brano possiamo vederlo come la mia versione di un dissing a chi mi ha attaccata. Ma democrazia significa anche manifestare e quando si dice di volerlo rendere illegale e si manganellano ragazzine sedicenni in un corteo per la pace o per la difesa dell’ambiente significa che abbiamo sbagliato come società, è una cosa pericolosa e da musicista mi sono sentita di dover rispondere».
L’ha sorpresa l’attacco di Francesco De Gregori agli artisti che influenzano il pubblico con le proprie opinioni sociali?
«Sì, opinione curiosa per lui, ma magari è una provocazione. La sua generazione ha vissuto un momento in cui la musica è stata cardine dei movimenti giovanili più rivoluzionari di sempre, per una volta non sono d’accordo con Francesco a cui guardo come un riferimento e ascolto come fosse un filosofo. Se c’è una questione che conta è importante ci siano tante voci diverse a sottolinearla e farne parlare, artisti compresi».
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La musica non deve essere solo intrattenimento, insomma?
«Ho sentito il produttore okgiorgio dire una frase bellissima: “Balliamo responsabilmente”. Ci ricorda quanto vale essere qui a fare festa senza bombe sopra la testa, senza che ti arrestino per un’idea o donne private dei diritti. E allora dobbiamo ballare e celebrare l’arte, la bellezza, la condivisione, consapevoli che c’è chi non può».
Trent’anni di carriera a Campovolo: che effetto fa ripensando ai precedenti anniversari?
«Nel decennale del 2007 ci fu la svolta coi palasport pieni ma ci arrivai dal tour per il secondo disco in cui suonavo in club semivuoti. Ma è stato un passo importante, perché quando canti davanti a pochi ti accorgi di chi sei e capisci perché lo fai, questo mestiere. Quindi che siano benedetti i fallimenti».
Qual è stato il momento migliore di questi trent’anni?
«Forse adesso. Ho avuto traumi che hanno influenzato negativamente l’autostima e non mi sono mai sentita arrivata, davvero rilevante. Ultimamente me ne rendo conto di più, vedo che mi stima anche chi non mi segue assiduamente, qualcosa ho lasciato».