ROMA – "De Gregori? Penso che abbia perso una buona occasione per non dichiarare nulla. Io sono assolutamente contrario alle sue parole. Ognuno ha le sue opinioni, ma credo che la mia storia chiarisca abbastanza bene le mie: non penso sia un obbligo per un artista prendere posizione per forza, ma per come sono fatto io, per quello che ho sempre pensato, non sono capace, nel descrivere il mondo, di non dare un'interpretazione. È l'unico modo in cui sento vero quello che scrivo". Non è nuovo, Daniele Silvestri, alle dichiarazioni d’impegno, d’altronde l’unica nuova dell’album Canzoni a sdraio si intitola Sana e robusta Costituzione, con la C maiuscola, "nata nei giorni del referendum: era un tema molto presente nella mia testa e nei nostri discorsi appassionati. Non era previsto, ma quando sono arrivato in studio per me era diventata un'esigenza raccontare quel momento. Fissarlo. E raccontare la storia meravigliosa che c'è dietro la nostra Costituzione".
E raccontare anche la sua, di storia, prendendo canzoni rimaste in qualche angolo del proprio repertorio, togliere da esse quel che c’è di troppo e restituire loro nuova vita, facendone affiorare l’essenza più pura. In controtendenza con l’attitudine all’usa e getta, per riscoprire il valore di quel che esiste già. Registrato live in studio, Canzoni a sdraio (Epic Records/Sony Music Italy) esce il 12 giugno. "È un disco che in qualche modo è capitato. In trio, con Davide Savarese alla batteria e percussioni e Marco Santoro al fagotto e alla tromba, abbiamo deciso di fissare queste canzoni. Da sdraio, perché per riposare ci sedevano su una sdraio e quando eravamo lì sembrava che le cose avessero più senso - racconta il cantautore, impegnato in questi giorni anche come direttore artistico del festival Roma in musica – ci sono brani del 1985 e altri più recenti, ma non ci sono le hit". Un disco di "canzoni di seconda mano, ma sembrava brutto come titolo".
Nella filosofia del recupero, della non urgenza, sta proprio il senso di questa operazione. Che contravviene, com’è evidente, alle regole del mercato così com’è oggi: "Nessuno ci ha ordinato di farlo – spiega Silvestri – e il suo perché sta nella sua non urgenza. Ha un ritmo diverso. Che esula dalla rincorsa ai numeri, al sold out. Una dinamica che non mi appartiene, non mi è mai appartenuta e me ne posso tirare fuori con facilità". Ne esce un lavoro che invita a fermarsi, a prestare attenzione alle parole, alle storie, alle emozioni. Impegno, si diceva: il disco è stato presentato a Roma, a Trastevere, negli spazi di Humana Vintage, brand dell'organizzazione non profit Humana people to people Italia che grazie alla vendita di capi usati realizza progetti di cooperazione internazionale.
Tra le dodici canzoni scelte, anche Il secondo da sinistra (2002), scritta in origine per Mina ma mai pubblicata ufficialmente nella sua versione definitiva e finita quasi per caso nell'album, "non doveva esserci, poi abbiamo iniziato a suonarlo, per fortuna il nostro fonico ha fatto partire la registrazione. Buona la prima". Poi Illuso, nata quando il cantautore aveva solo 17 anni ma già faceva i conti con la vita, le promesse mancate, la distanza tra aspettative e realtà. Ci scherza lui per primo, "a rileggerla oggi sembra scritta da un settantenne che si proiettava in riflessioni che non appartenevano a quell'età. Per assurdo ho scritto cose molto più giovanili parecchi anni dopo. Oggi avere 17 anni significa molti strumenti in più ma vivere in un mondo più omologato, dove manca l'originalità e dove riconoscersi all'interno di un linguaggio non è così facile. La massificazione è più accentuata: c'è tanto che si assomiglia troppo".
In estate Silvestri porterà il disco live in tour, partenza il 26 giugno da Porto Torres e in giro fino all'inizio di ottobre. "Poi ci sono altre 2-3 cose in ballo, anche grosse – anticipa – una in particolare è un format musicale per la tv al quale lavoro da quattro, cinque anni. Abbiamo parlato con la Rai, con alcune piattaforme, ma per ora nulla di concreto e allora ho pensato che lo realizzerò da solo, magari pubblicandolo su YouTube. Dopo l'estate vedremo. Intanto ho anche scritto un po’ di cose nuove: scrivere continua a essere una necessità, non un'imposizione del mestiere".