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Lizzo, la rabbia del soul senza centro di gravità

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La recensione. La cantante ha pubblicato il nuovo album “Bitch”
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Sto facendo del mio meglio», canta Lizzo nel primo brano del suo nuovo album Bitch. Che il momento per lei sia un po’ complicato è piuttosto evidente: è ancora alle prese con le accuse di tre ex ballerine e una costumista, che la accusano di molestie e discriminazioni, accuse che lei ha sempre respinto con forza rifiutandosi di patteggiare. Aveva annunciato un album che poi ha abbandonato per riscriverne uno nuovo ma il tocco magico di qualche anno fa sembra un po’ smarrito. Gran parte di Bitch è piacevole, eseguito con classe, ma quello che manca è un vero centro, quella capacità di essere riconoscibile e, soprattutto, originale.

Quello che emerge da questo album è una sorta di esplorazione delle tante pieghe del soul contemporaneo e addirittura del rock, scelta che i fan considerano sciagurata. Così si passa dallo stile alla Tame Impala di Happy 2 be alla new wave di She stole my man: in mezzo c’è il jazz di Too nice …

Sto facendo del mio meglio», canta Lizzo nel primo brano del suo nuovo album Bitch. Che il momento per lei sia un po’ complicato è piuttosto evidente: è ancora alle prese con le accuse di tre ex ballerine e una costumista, che la accusano di molestie e discriminazioni, accuse che lei ha sempre respinto con forza rifiutandosi di patteggiare. Aveva annunciato un album che poi ha abbandonato per riscriverne uno nuovo ma il tocco magico di qualche anno fa sembra un po’ smarrito. Gran parte di Bitch è piacevole, eseguito con classe, ma quello che manca è un vero centro, quella capacità di essere riconoscibile e, soprattutto, originale.

Quello che emerge da questo album è una sorta di esplorazione delle tante pieghe del soul contemporaneo e addirittura del rock, scelta che i fan considerano sciagurata. Così si passa dallo stile alla Tame Impala di Happy 2 be alla new wave di She stole my man: in mezzo c’è il jazz di Too nice (molto efficace), il richiamo alla Tina Turner anni 80 di Don’t make me love u (deludente), la ballata classica Like a crime, il superbo soul di Whose hair is this. Complessivamente, un disco tanto radiofonico quanto scollegato. C’è anche il messaggio di body positivity in Sexy ladies, ma quella sensazione di essere un’antenna sintonizzata sul sentimento di un’intera comunità sembra un po’ annacquato in un mix di stili che diverte ma non buca davvero l’anima.

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