Milano – Si parte alle 21.10 e dopo due ore di concerto (niente parterre: platea con sedie) viene in mente che la differenza tra Eros Ramazzotti e molti artisti contemporanei è che il suo pop è dritto. Contaminato, variegato, ma dritto. Non equivocabile. Come è dritta e coesa la sua band, nove musicisti e tre coriste. Forse è anche per questo che, con 40 anni di carriera alle spalle, riempie San Siro per il suo tour Una storia importante così come ha riempito i palazzetti di tutta Europa (800.000 presenze totali, 51.000 qui a Milano prima di altri stadi in Italia) e tutti lo amano, compresi colleghi illustri come Elisa, Giorgia e Max Pezzali, ospiti sul palco dello stadio milanese.
Lui torna a San Siro dopo quasi 30 anni, Milano è la sua seconda città, «l’emozione è forte, sono arrivato con un peso al centro dello stomaco», per offrire uno show con tante canzoni che per i fan sono un regalo, tutte da cantare a squarciag…
Milano – Si parte alle 21.10 e dopo due ore di concerto (niente parterre: platea con sedie) viene in mente che la differenza tra Eros Ramazzotti e molti artisti contemporanei è che il suo pop è dritto. Contaminato, variegato, ma dritto. Non equivocabile. Come è dritta e coesa la sua band, nove musicisti e tre coriste. Forse è anche per questo che, con 40 anni di carriera alle spalle, riempie San Siro per il suo tour Una storia importante così come ha riempito i palazzetti di tutta Europa (800.000 presenze totali, 51.000 qui a Milano prima di altri stadi in Italia) e tutti lo amano, compresi colleghi illustri come Elisa, Giorgia e Max Pezzali, ospiti sul palco dello stadio milanese.
Lui torna a San Siro dopo quasi 30 anni, Milano è la sua seconda città, «l’emozione è forte, sono arrivato con un peso al centro dello stomaco», per offrire uno show con tante canzoni che per i fan sono un regalo, tutte da cantare a squarciagola. Si parte con Taxi Story, che in fondo è una parabola semplice, il sogno di andare oltre i confini della metropoli per volare un po’ più in alto e che fotografa la storia di un cantante di periferia diventato una star globale. «La vita, la vita non l’ho mai capita. – dice sul palco - Arriva, va, inizia, finisce, scorre, pulsa, cresce, meraviglia, stupisce, sconvolge, avvolge, coinvolge, confonde, cura, ferisce, costruisce, distrugge la vita. Moltiplica, sorprende, accompagna, tradisce, perdona, diverte, gioca, reclama, ricomincia, genera, fiorisce, illumina, svanisce, ama. Io non l’ho mai capita. Voi?».
Quello di Eros è un viaggio, un tappeto volante a tinte pop che ha attraversato 4 generazioni che oggi si abbracciano in un omaggio che culmina con una coreografia organizzata dai fan club: a ogni spettatore è stato consegnato un pezzo di plastica arancione e nero e tutto lo stadio si trasforma in una specie di gigantesco striscione con la scritta “Eros la nostra storia importante 1986-2026” proprio durante Una storia importante, mentre in platea i colori sono quelli del Tricolore. Parte E ci sei e in platea non c’è nessuno che resta seduto. Ci sono Un’emozione per sempre, Un cuore con le ali, Stella gemella, L’aurora, accompagnata come sempre dai video con le foto di famiglia e dalla presenza virtuale di Alicia Keys.
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Sui megaschermi scorrono immagini floreali, giochi grafici e richiami al cambiamento climatico, come in Musica è. Ci sono Adesso tu, Una storia importante con la sorpresa dei fan e poi arriva Giorgia, accolta da un boato, per duettare in Quanto amore sei. «Un maestro e un fratello, è un onore stargli accanto», ha detto la cantante romana prima dello show.
L’onda dei fan surfa su Dove c’è musica (con un fuori programma: in tribuna va in scena una promessa di matrimonio), La luce buona delle stelle e poi arriva Max Pezzali, protagonista in Come nei film e legato a Ramazzotti, come racconta lui stesso, dai tempi di un lontano Festivalbar.
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E mentre si discute tanto di brani impegnati e proclami, Ramazzotti introduce Se bastasse una canzone con una punta di commozione: «Cosa stiamo vivendo? Cosa stiamo passando? Ma questa è umanità? Non penso… - dice mentre alle sue spalle compare la scritta Pace - Penso che ci sia ancora gente meravigliosa al mondo, non disperiamo, non molliamo. L’amore vincerà sempre». Prima dello show aveva affrontato il tema: «Io ho sempre cantato brani più leggeri ma ho sempre avuto a cuore temi come la guerra e l’infanzia maltrattata. C’è bisogno di giustizia, penso che nel mondo molta gente la cerchi». Ma la festa non è finita: c’è tempo per Un’altra te, Buona stella con Elisa («Eros è un regalo della vita», ha detto la cantante friulana), Terra promessa, Fuoco nel fuoco, Cose della vita, Un attimo di pace e il delirio di Più bella cosa, ultimo atto di una serata che è stata interamente ripresa per «creare uno show tv mondiale per la prima serata – come rivela il promoter Ferdinando Salzano – hanno già aderito dieci Paesi. Il prodotto verrà distribuito in tutto il mondo da ottobre 2026 fino a settembre 2027».