ROMA – C’è un nuovo inquilino ai piani alti della nostra musica, ma stavolta in pochi l’hanno visto arrivare. «Ho fatto parlare le canzoni». Risultato: riempie gli stadi, ma è difficile da decifrare, da associare a una moda. E soprattutto, si sa poco di lui. È Irama, che ieri si è esibito per la prima volta a San Siro, a Milano (si replica nei palasport a dicembre), e da settembre sarà un nuovo giudice di X factor.
I numeri — 55 dischi di platino, cinque volte tra i Big a Sanremo dal 2019 a oggi, mai fuori dai primi dieci — e l’affetto di uno stadio pieno lasciano intendere che non è lì per caso, anzi che è arrivato il momento di passare da chi, i talent, li ha fatti — vincitore di Sanremo Giovani nel 2015 e di Amici nel 2018 — a chi dà consigli.
«Più che buono o cattivo, vorrei essere un giudice onesto. I “no” servono a crescere: le cose accadono e basta, anche i rifiuti; occorre reagire. Il consiglio? Prendersi del te…
ROMA – C’è un nuovo inquilino ai piani alti della nostra musica, ma stavolta in pochi l’hanno visto arrivare. «Ho fatto parlare le canzoni». Risultato: riempie gli stadi, ma è difficile da decifrare, da associare a una moda. E soprattutto, si sa poco di lui. È Irama, che ieri si è esibito per la prima volta a San Siro, a Milano (si replica nei palasport a dicembre), e da settembre sarà un nuovo giudice di X factor.
I numeri — 55 dischi di platino, cinque volte tra i Big a Sanremo dal 2019 a oggi, mai fuori dai primi dieci — e l’affetto di uno stadio pieno lasciano intendere che non è lì per caso, anzi che è arrivato il momento di passare da chi, i talent, li ha fatti — vincitore di Sanremo Giovani nel 2015 e di Amici nel 2018 — a chi dà consigli.
«Più che buono o cattivo, vorrei essere un giudice onesto. I “no” servono a crescere: le cose accadono e basta, anche i rifiuti; occorre reagire. Il consiglio? Prendersi del tempo, a volte c’è il rischio di bruciarsi».
Del suo percorso, Filippo Maria Fanti — questo il nome, trent’anni, originario di Carrara — dice che «è costruito con costanza», ma i tormenti e le tenebre che mette nei brani non trovano riscontro in una vita privata blindata. «Per ora posso dire solo che la voglia di migliorarmi non mi fa dormire la notte». Cambia maschera spesso, passando dalle ballate come Ovunque sarai (il suo vero cavallo di battaglia: «Cantarla a San Siro mi commuove, mi fa pensare a come la gente l’abbia fatta sua») alle sonorità urban di No stress, l’album realizzato con Rkomi nel 2023, dopo il quale si era parlato di un litigio. Ieri era tra gli ospiti dello show, con Arisa, Giorgia e Annalisa. «C’è grande stima tra noi, non ci siamo persi». E poi la confessione che non t’aspetti: «Avrei voluto Guccini per ringraziarlo, perché ci sono cresciuto». Già, perché intorno è di nuovo dance, rap e ballate: Tu no, Lentamente, Mediterranea, Nera, Arrogante e la nuova Cabana, hit estiva «ispirata al flamenco, ma i tormentoni sono un po’ al tramonto».
X Factor, Irama entra in giuria. Confermati Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi. Giorgia conduttrice
Insomma, Irama per tutte le stagioni e i gusti, tradizionale e moderno. «Un segreto non c’è, se non la ricerca della verità. Ho paura di farmi male, certo, ma San Siro non è un punto d’arrivo, solo un passaggio. Ne parlavamo da tempo, me ne sono convinto soltanto ora. In questi anni ho cercato di proteggermi restando vicino alla vita reale, silenziando il rumore intorno a questo lavoro».
Irama da maggioranza silenziosa, però trasparente, troppo trasparente. «Sono empatico, ma non si direbbe». Non si dice, in effetti. Ecco, X factor — conduce Giorgia, dividerà il tavolo con Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi, «una famiglia che mi ha accolto» — sarà un’opportunità anche per lui. «Di me si sa poco e mi spiace. Vorrei far conoscere la persona dietro le canzoni». Ha appena cominciato.