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Jovanotti è la prima sorpresa del festival segreto di Rick Rubin. E appare pure Snowden

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In Toscana il Festival of the Sun tra indizi online, concerti improvvisati e telefoni spenti: Lorenzo suona sul sagrato di una chiesa davanti a poche centinaia di persone, tra cui Riccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli e Alessandro Borghi
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Colle Val d’Elsa- Sole a picco in val d’Elsa, località Monteriggioni, in centinaia hanno accettato la sfida della segretezza e seguono, senza sapere cosa vedranno e dove, le poche tracce lasciate in rete dagli organizzatori del Festival of The Sun. E poi la più grande popstar italiana raggiunge il produttore rock più importante degli ultimi quaranta anni. Jovanotti è la grande sorpresa del primo giorno della rassegna organizzata da Rick Rubin per riunire, intorno a una celebrazione del solstizio d’estate, quelle energie artistiche in grado se non di deviare, quanto meno di mostrare che il grande fiume della musica contemporanea è ricco di rivoli e affluenti, preziosi perché nascosti.

Rick Rubin e Jovanotti 

Fare musica diversamente, modificare il rapporto con i fan, mostrare che il senso di una canzone è l’ineffabile che sfugge a strategie industriali e dinamiche algoritmiche. Jovanotti mett…

Colle Val d’Elsa- Sole a picco in val d’Elsa, località Monteriggioni, in centinaia hanno accettato la sfida della segretezza e seguono, senza sapere cosa vedranno e dove, le poche tracce lasciate in rete dagli organizzatori del Festival of The Sun. E poi la più grande popstar italiana raggiunge il produttore rock più importante degli ultimi quaranta anni. Jovanotti è la grande sorpresa del primo giorno della rassegna organizzata da Rick Rubin per riunire, intorno a una celebrazione del solstizio d’estate, quelle energie artistiche in grado se non di deviare, quanto meno di mostrare che il grande fiume della musica contemporanea è ricco di rivoli e affluenti, preziosi perché nascosti.

Rick Rubin e Jovanotti 

Fare musica diversamente, modificare il rapporto con i fan, mostrare che il senso di una canzone è l’ineffabile che sfugge a strategie industriali e dinamiche algoritmiche. Jovanotti mette da parte - da artista sempre e comunque libero gli servono si e no due secondi - l’aura da star e sul placo improvvisato e infinitamente più piccolo rispetto a quelli che calca di consueto, ci mette la stessa energia e la stessa passione. La stessa cura. Non c’è una scaletta, Lorenzo si lascia andare all’istinto in un set che si svolge sul sagrato della piccola chiesa intitolata a Santa Maria Assunta. “È la prima volta che sono così vicino al pubblico -dice – Guardarvi negli occhi è uno dei doni più belli del mio lavoro”. In piazza ad ascoltarlo anche Ghali, Riccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli e Alessandro Borghi.

Rick Rubin 

L’apertura con Devendra Banhart

Prima di Jovanotti, a Mensano, qualche chilometro di distanza, il Festival era stato aperto da Devendra Banhart, altro cantautore per cui musica è sinonimo di esplorazione: canzoni che non prevedono paletti stilistici e recinti di genere. Solo voce e chitarra, nel primo pomeriggio, il sound check che si trasforma nel concerto, senza soluzione di continuità. Invita a mettere in tasca i telefonini, chiede se tra il pubblico c’è qualche giovane cantautore che vuole farsi ascoltare.

Devendra Banhart 

Non si fa avanti nessuno e allora Banhart lascia il microfono a Victoria Trumbull, filosofa: per venti minuti parla dell’Io alle prese con l’intelligenza artificiale, della coscienza come strumento per svelare e decifrare il codice della virtualità che ci circonda. “Riconnettiamoci al mondo cercando lo sguardo che hanno i bambini”. Annuiscono tutti prima della sosta al Circolo Ricreativo di Mensano. Birre, una partita a biliardino, qualche sigaretta e poi via a cercare le tracce del prossimo concerto.

E in serata appare Snowden in collegamento

E non c’è solo musica. In serata nel giardino panoramico di Abadia Isola è prevista la proiezione di un documentario dedicato a Julian Assange. Prima della proiezione il collegamento, a sorpresa dalla Russia, di Edward Snowden che viene introdotto da Jack Dorsey, il fondatore di Twitter. Snowden dice: “I governi eletti non regolano i social media. E lo fanno in modo consapevole. Ci vogliono come delle marionette nelle loro mani. La loro agenda è precisa: dobbiamo conoscere il meno possibile. E l’uso dell’intelligenza artificiale è solo un’altra arma nelle loro mani. Ci vogliono manipolare e controllare. L’AI ci illude di essere produttivi ma in realtà annulla l’indipendenza del nostro pensiero.” La soluzione è l’impegno: “Siate attivi, siate lucidi, usate il vostro voto”, dice Snowden, appellandosi alla società civile.

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