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Jovanotti al Festival di Rick Rubin senza palco né confini: “Mai stato così vicino alla gente”

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In Val d’Elsa l’evento del grande produttore per celebrare l’estate: nessuna scaletta, concerti nei borghi e meditazioni. E fra gli ospiti anche Riccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli, Brunori e Ghali
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Colle Val d’Elsa – Accadono stranger things in val d’Elsa, Toscana a 40 gradi all’ombra che, come la Hawkins della serie Netflix, diventa portale d’accesso al Sottosopra. Solo che qui i demogorgoni non ci sono e l’unico suono è quello della musica. Rick Rubin, produttore da oltre cento milioni di dischi venduti, conduce il pubblico del suo Festival of The Sun in un razionale e metodico stravolgimento di ciò che si da per assodato quando si pensa a concerti e rassegne musicali. Nessuna line-up annunciata con mesi d’anticipo: da Jovanotti a Devendra Banhart, gli artisti che partecipano, quando va bene, vengono annunciati mezz’ora prima delle rispettive esibizioni.

Nessuna strategia di comunicazione convenzionale, le informazioni date con il contagocce. Nessuna separazione tra artista e pubblico. “Non guardavo così da vicino le persone che mi ascoltano da decenni”, dice Jovanotti dopo aver concluso il suo set sul sagrato d…

Colle Val d’Elsa – Accadono stranger things in val d’Elsa, Toscana a 40 gradi all’ombra che, come la Hawkins della serie Netflix, diventa portale d’accesso al Sottosopra. Solo che qui i demogorgoni non ci sono e l’unico suono è quello della musica. Rick Rubin, produttore da oltre cento milioni di dischi venduti, conduce il pubblico del suo Festival of The Sun in un razionale e metodico stravolgimento di ciò che si da per assodato quando si pensa a concerti e rassegne musicali. Nessuna line-up annunciata con mesi d’anticipo: da Jovanotti a Devendra Banhart, gli artisti che partecipano, quando va bene, vengono annunciati mezz’ora prima delle rispettive esibizioni.

Nessuna strategia di comunicazione convenzionale, le informazioni date con il contagocce. Nessuna separazione tra artista e pubblico. “Non guardavo così da vicino le persone che mi ascoltano da decenni”, dice Jovanotti dopo aver concluso il suo set sul sagrato della chiesa di Monteriggioni, un palco molto diverso da quelli che calca di solito. “È un regalo essere qui. Rubin mi ha fatto riscoprire la scintilla che mi ha portato a questo lavoro”. E poi rivolto al produttore: “Sta reinventando l’idea di festival. Ed è bello che lo faccia nel nostro Paese, dove l’arte e la bellezza sono cose importanti”. Prossimità mai vista prima anche tra pubblico e ospiti d’onore.

Brunori, Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli passeggiano tra la gente. Ghali si siede tra chi, nella piccola frazione di Abbadia a Isola, guarda The six billion dollar man, documentario dedicato a Julian Assange. Stringe mani, sorride, poi si mette in fila per il cocktail dietro ad Alessandro Borghi prima di restare a bocca aperta come tutti quando sul maxischermo appare il volto di Edward Snowden, collegato “da qualche punto della Russia” per salutare il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, lì per introdurre la visione del film. Protagonista assoluto è il pubblico, sottoposto alla deriva, come direbbero i situazionisti, qui - più o meno consapevolmente - tanto amati: migliaia di persone che vagano felici, tra location che cambiano all’ultimo minuto e inviti a cogliere la magia del solstizio d’estate.

La riconnessione con la Natura funziona ma qualche esito surrealistico è matematico: come quando il Circolo Ricreativo del borgo di Mensano, che per tutto l’anno è tornei di briscola e calcio balilla, viene invaso da neo hippie alla ricerca dello spritz perduto. E se la maggior parte dei residenti interpellati si dichiara “felice: finché c’è gente i nostri borghi sono salvi”, un’esigua minoranza si disinteressa al tutto: “Noi si va a fare il bagno alle Caldane”, le vasche naturali dell’Elsa: “Oggi il borgo lo lasciamo ai grulli”, nell’accezione di massa agìta dall’insensatezza. Dal “flow”, dicono loro, il flusso che “non bisogna interrompere: spegnere i telefoni e restare nel momento”. La maggior parte ascolta il consiglio. Piccole eccezioni, come chi non riesce a fare ameno di controllare i risultati delle partite dei mondiali. E la festa va avanti fino a notte con i dj-set, le meditazioni guidate nella Cripta della misericordia e i concerti di Yann Tiersen, La Nina e M.I.A. E con migliaia di persone che vogliono restare un altro po’ nel flow prima che l’accesso al Sottosopra di Rick Rubin si richiuda. Fino al prossimo solstizio d’estate.

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