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Schubert e i valzerdella libertà

Rudolf Buchbinder 

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La recenzione / Nella Vienna della Restaurazione si ballava per soffocare inquietudini e desideri proibiti. Il pianista Rudolf Buchbinder riscopre nei “Treasures”, il lato più segreto del compositore austriaco
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Nella Vienna della Restaurazione i giovanotti della borghesia danzavano per non pensare. Apparivano scapestrati e felici. Non lo erano. Covavano un desiderio di libertà, politiche e perfino sessuali, che sotto quel governo poliziesco dovevano forzatamente reprimere. Franz Schubert ne era l’aedo. Sembra rassicurante la sua musica. Invece spesso dissimula irrequietezze inesprimibili a voce alta. Nei ritrovi con i coetanei – che in omaggio all’animatore di quelle serate prendevano il nome di ‘Schubertiadi’ – bisogna figurarselo sempre al pianoforte. Loro a ballare, lui che faceva il juke-box, snocciolando un pezzo dietro l’altro. Galop. Scozzesi. Ländler. Soprattutto valzer, la danza più alla moda. Improvvisazioni che poi fissava su carta e gli editori smerciavano. Sono miniature di pochi secondi, tutte dal passo ben scandito, molte d’impronta popolareggiante. Alcune di queste danze già lasciano indovinare qualcosa dei loro futuri sviluppi pianistici, dato che cominciano a prendervi form…

Nella Vienna della Restaurazione i giovanotti della borghesia danzavano per non pensare. Apparivano scapestrati e felici. Non lo erano. Covavano un desiderio di libertà, politiche e perfino sessuali, che sotto quel governo poliziesco dovevano forzatamente reprimere. Franz Schubert ne era l’aedo. Sembra rassicurante la sua musica. Invece spesso dissimula irrequietezze inesprimibili a voce alta. Nei ritrovi con i coetanei – che in omaggio all’animatore di quelle serate prendevano il nome di ‘Schubertiadi’ – bisogna figurarselo sempre al pianoforte. Loro a ballare, lui che faceva il juke-box, snocciolando un pezzo dietro l’altro. Galop. Scozzesi. Ländler. Soprattutto valzer, la danza più alla moda. Improvvisazioni che poi fissava su carta e gli editori smerciavano. Sono miniature di pochi secondi, tutte dal passo ben scandito, molte d’impronta popolareggiante. Alcune di queste danze già lasciano indovinare qualcosa dei loro futuri sviluppi pianistici, dato che cominciano a prendervi forma i profili di Chopin e Schumann. Rudolf Buchbinder, custode della tradizione pianistica viennese, ne raccoglie quasi duecento nei due cd dell’album Treasures, etichetta Deutsche Grammophon. Le suona con gusto squisito. Una delizia dopo l’altra. E sebbene mai si presentino stucchevoli, c’è solo da far attenzione a non ascoltarne troppe di seguito: rischio d’indigestione in agguato.

Il disco

Franz Schubert Treasures

Rudolf Buchbinder, piano

Voto: 4/5

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