Debutta in Italia, alla Fenice, la quindicesima opera di Salvatore Sciarrino, Venere e Adone del 2023 – a cui nel frattempo ne è seguito un altro paio. Viene da Amburgo la produzione, firmata dal regista Georges Delnon: stesso cast, compreso il direttore Kent Nagano. Sciarrino ripensa il melodramma barocco (del resto il soggetto deriva dall’“Adone” di Giovan Battista Marino), sebbene declinato con i suoi soliti stregoneschi manierismi che alle espressioni dell’antico, musicale e letterario, sono sempre ancorati: orchestra sbriciolata in soffi, fruscii, rigature, graffi, e le voci flesse in un ‘recitar cantando’ plissettato, a sbalzi, simile al tracciato di un elettrocardiogramma.
E come nell’opera secentesca, si dischiudono situazioni comiche: Vulcano zoppo e gobbo sfotte Marte, entrambi resi cornuti da Venere (Layla Claire). L’Adone prescelto è un ragazzone gonfiato dalla palestra, però con l’ugola femminea di controte…
Debutta in Italia, alla Fenice, la quindicesima opera di Salvatore Sciarrino, Venere e Adone del 2023 – a cui nel frattempo ne è seguito un altro paio. Viene da Amburgo la produzione, firmata dal regista Georges Delnon: stesso cast, compreso il direttore Kent Nagano. Sciarrino ripensa il melodramma barocco (del resto il soggetto deriva dall’“Adone” di Giovan Battista Marino), sebbene declinato con i suoi soliti stregoneschi manierismi che alle espressioni dell’antico, musicale e letterario, sono sempre ancorati: orchestra sbriciolata in soffi, fruscii, rigature, graffi, e le voci flesse in un ‘recitar cantando’ plissettato, a sbalzi, simile al tracciato di un elettrocardiogramma.
E come nell’opera secentesca, si dischiudono situazioni comiche: Vulcano zoppo e gobbo sfotte Marte, entrambi resi cornuti da Venere (Layla Claire). L’Adone prescelto è un ragazzone gonfiato dalla palestra, però con l’ugola femminea di controtenore (Randall Scotting). Macho ridicolo, vanesio, pure irriso dal testo che spreme ovunque (omo)erotismo. Il protagonista vero è il mostro che l’ammazza (Evan Hughes). Essere sensibile. Vorrebbe stare in pace nella sua solitudine pensierosa, invece il pavido cacciatore Adone lo trafigge con una freccia di Cupido, e lui, infoiato, gli salta addosso per baciarlo, smembrandolo involontariamente. Morale: l’amore è pericoloso e la morte spesso gli è compagna.
***
Venere e Adone, di Salvatore Sciarrino. Voto: 4,5/5