Spettacoli

“Microcosmi”, il ritorno dell’utopia. Finardi e Cosma: “Riscopriamo la collettività come nei 70”

“Microcosmi”, il ritorno dell’utopia. Finardi e Cosma: “Riscopriamo la collettività come nei 70”

Il festival ideato da Vittorio Cosma, in programma nel Cilento dal 6 al 12 luglio, propone eventi multidisciplinari: tra gli ospiti, oltre al cantautore milanese, Emma Nolde, Giorgio Gherarducci, Margherita Vicario e tanti altri

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Un festival come si faceva una volta. Non un mucchietto di nomi che attirano grandi folle, ma un’idea di scambio culturale in mezzo alla gente. Microcosmi è un festival multidisciplinare e partecipativo ideato da Vittorio Cosma, un gigante della scena musicale (dalla Pfm alla Notte della Taranta, dalla direzione d’orchestra a Sanremo alla collaborazione con artisti del calibro di Mannoia, Pino Daniele, Bersani e tanti altri) con la curatela di Annarita Masullo, progettista culturale co-fondatrice di The Goodness Factory, che si svolgerà dal 6 al 12 luglio in Cilento, tra le spiagge e i luoghi di San Giovanni a Piro, Bosco e Scario. Le peculiarità sono tante, dalla presenza di personalità di discipline differenti (musica, arte contemporanea, scienza, giornalismo, letteratura, pensiero politico, teatro e molto altro, si incontrano tra concerti, performance, laboratori, mostre, proiezioni, talk, percorsi enogastronomici); le esperienze collettive che vedono tutte le arti animare spiagge, piazze, giardini di alcune delle località più suggestive del Cilento; l’organizzazione realizzata in collaborazione tra gli organizzatori e le istituzioni locali, i cui dialoghi hanno reso possibile un diretto intervento e una forte interazione sul territorio.

Vittorio Cosma
Vittorio Cosma 

Il cast prevede la partecipazione, tra gli altri, Emma Nolde e Roberto Mercadini, Giorgio Gherarducci, Margherita Vicario, Eugenio Finardi e Malik Djoudi, Telmo Pievani, Fabrizio Barca, Susy Laude, Annalisa Camilli, Emanuele Bevilacqua, Gea Scancarello e tante e tanti altri sono tra i protagonisti della nuova edizione. Ne abbiamo parlato con Vittorio Cosma e Eugenio Finardi.

Cosma, come è nata l’idea di mettere insieme un comitato artistico con le istituzioni del territorio?

"L’idea è nata anni fa, volevo fare un festival nel mio paesino vicino Varese. Pensavo a un progetto non solo artistico, che coinvolgesse tanti elementi. Poi ho incontrato il sindaco di S.Giovanni a Piro: gli ho detto “Voglio fare qualcosa che serve”, non solo un’esposizione di belle cose ma una interazione col territorio anche con la logistica. Un esperimento di unione sociale. Da lì è nato tutto”.

Giorgio Gherarducci
Giorgio Gherarducci 

Finardi, lei è un testimone di eventi anni 70 come il festival di Parco Lambro o l’omaggio a Demetrio Stratos. Cosa è cambiato rispetto a quegli anni?

"Io ho iniziato con il festival dell’Isola di Wight, nel 1970, ero lì. Rispetto a quegli anni, c’è un’enorme differenza. I pop festival di allora nascevano da un’idea utopistica, che prevedeva non solo un godimento musicale ma una comunità in cui ci si aiutava. L’esperimento era quello di creare una collettività ampia. Oggi ci sono grandi concertoni, sono situazioni nelle quali il pubblico celebra l’appartenenza, un po’ come nello sport. C’è una competizione di numeri, il pubblico non ascolta ma canta insieme, è bello ma è un evento che non ha crescita. Quello che avvicina Microcosmi a quegli eventi è il cercare il senso del collettivo, un po’ quello di immaginare un futuro in cui esiste un pubblico che gode di quello che sta vivendo, più che cercare una celebrazioni, senza divismi. Cercare di scambiare ciò che hai sognato con i sogni degli altri”.

Cosma: “E’ esattamente il nostro obiettivo: non dobbiamo “vendere” qualcosa, nessuna logica del profitto”.

Quello che colpisce è l’interazione tra le arti. In fondo, Cosma, è anche un atto politico, almeno nella situazione che stiamo vivendo.

"Umilmente, parlo da operatore culturale, credo ci sia bisogno di un’idea diversa di mondo: vorremmo provare a creare un microcosmo diverso per poter dire che può esistere un altro modo di convivere. In un società in cui non si può prescindere dal denaro, dagli sponsor, è ovviamente complicato. Però c’è una rete capillare che si è creata in un attimo, non è il pensiero di una persona sola ma c’è una rete di supporto che è stata molto gratificante. Tutti coloro che partecipano non vengono per soldi, e voglio ringraziarli tutti, il loro entusiasmo è stato rinfrancante. Danno una mano a un’idea”.

Per Finardi che esperienza sarà?

"Oggi non sarebbe più possibile fare un altro Parco Lambro. Quello che possiamo dimostrare è che la rivoluzione la faranno i giovani proprio nei microcosmi. Oggi i giovani sono imprigionati in un meccanismo di mercato in cui i concerti costano un patrimonio e le condizioni di fruizione sono umilianti. Lo scopo di questa iniziativa è cercare di liberarci dalla paura dell’altro per fiorire con l’altro”.

Cosma: “Microcosmi non è contro qualcosa, è la creazione di un meccanismo che vorremmo fosse replicabile. Vorremmo essere un cavallo di Troia che sfrutta la piacevolezza e poi tocca l’anima più profonda”.

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