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“Timeless”, l’archivio senza tempo di Prince

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Esce il quarto album postumo che attinge a tutti i decenni della carriera dell’artista
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Era una furia creativa. Prince scriveva per sé, per gli altri, suonava sempre, in pubblico, in privato, per migliorare, per testare nuovi musicisti. Secondo i fan più zelanti i brani composti sarebbero 1.472. E questi sono quelli noti. Chissà quanti altri sono sepolti nel leggendario “vault”, l’archivio personale che continua a sfornare inediti. È una gestione, quella del Prince Estate, molto più disinvolta rispetto a quella dell’eredità artistica di J.D. Salinger, che lasciò disposizioni su cosa pubblicare e quando, cosa revisionare e cosa cestinare.

Timeless, quarto album postumo, attinge a tutti i decenni della carriera di Prince (1958-2016), segnata da capolavori (immacolata la sequenza da 1999 a Lovesexy) e non, tutto però sempre sublimato in concerti mai poco meno che incredibili. I am you (1977), Heaven (1985) e I wonder (1989) hanno poco da invidiare ai classici. Nel funk indiavolato di Calabama (2003) e nel roc…

Era una furia creativa. Prince scriveva per sé, per gli altri, suonava sempre, in pubblico, in privato, per migliorare, per testare nuovi musicisti. Secondo i fan più zelanti i brani composti sarebbero 1.472. E questi sono quelli noti. Chissà quanti altri sono sepolti nel leggendario “vault”, l’archivio personale che continua a sfornare inediti. È una gestione, quella del Prince Estate, molto più disinvolta rispetto a quella dell’eredità artistica di J.D. Salinger, che lasciò disposizioni su cosa pubblicare e quando, cosa revisionare e cosa cestinare.

Timeless, quarto album postumo, attinge a tutti i decenni della carriera di Prince (1958-2016), segnata da capolavori (immacolata la sequenza da 1999 a Lovesexy) e non, tutto però sempre sublimato in concerti mai poco meno che incredibili. I am you (1977), Heaven (1985) e I wonder (1989) hanno poco da invidiare ai classici. Nel funk indiavolato di Calabama (2003) e nel rock’n’roll di The guilty ones (2007) si sente il mestiere. Tick Tick Bang, qui nella versione primordiale del 1981, fu reinventata quando uscì nel 1990, With this tear fu incisa da Céline Dion. Si chiude con la più nota How come you don’t call me anymore registrata live pochi giorni prima della morte. Timeless è altalenante, come inevitabile in quarant’anni di musica. Eppure, che gioia perversa sapere che si potrà ascoltare musica inedita di Prince ancora a lungo.


Timeless

Prince

Voto: tre stelle su cinque

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