✕

Da Antonacci a Cosmo, l’alba conquista i concerti dell’estate

Cosmo durante il La Fonte Matinee Tour 2026, il 30 agosto 2026, a Roma (agf)

Ascolta l'audio

Sempre più artisti portano i live al mattino: una sfida per musicisti e pubblico che rompe la routine dei calendari affollati e riaccende il rapporto tra palco e platea
2 minuti di lettura

Il mattino ha l’oro in bocca, anche nei concerti. L’estate 2026 della musica dal vivo, in Italia, è stata nel segno degli eventi all’alba o immediatamente successivi. Caffè, cornetto e suonata, insomma. È la novità di stagione, trasformata in fenomeno da Cosmo: l’artista di Ivrea – già avvezzo a colpi di scena e mosse spericolate – è stato il primo a organizzare un intero tour alle 7 di mattina, una decina di date da giugno ad agosto per presentare l’ultimo album, La fonte. C’entrano la natura più “distesa e luminosa”, parole sue, del disco, ma anche la voglia di cambiare prospettiva: “È come se, per una vita, si fosse sempre visto un panorama da terra. Bene, dico, ora proviamo a osservarlo dal tetto”.

(agf)

Spostare i live dalla sera alla mattina, infatti, è una modifica radicale, che non riguarda solo l’orario o la natura dello show, ma altri fattori: dall’organizzazione stessa – i permessi, la logi…

Il mattino ha l’oro in bocca, anche nei concerti. L’estate 2026 della musica dal vivo, in Italia, è stata nel segno degli eventi all’alba o immediatamente successivi. Caffè, cornetto e suonata, insomma. È la novità di stagione, trasformata in fenomeno da Cosmo: l’artista di Ivrea – già avvezzo a colpi di scena e mosse spericolate – è stato il primo a organizzare un intero tour alle 7 di mattina, una decina di date da giugno ad agosto per presentare l’ultimo album, La fonte. C’entrano la natura più “distesa e luminosa”, parole sue, del disco, ma anche la voglia di cambiare prospettiva: “È come se, per una vita, si fosse sempre visto un panorama da terra. Bene, dico, ora proviamo a osservarlo dal tetto”.

(agf)

Spostare i live dalla sera alla mattina, infatti, è una modifica radicale, che non riguarda solo l’orario o la natura dello show, ma altri fattori: dall’organizzazione stessa – i permessi, la logistica, il fatto che si può suonare solo nel weekend e che le maestranze spesso debbano allestire il palco a notte fonda – alle abitudini dei musicisti (dormire prima, sì o no? La voce ne risente) e del pubblico, che è chiamato alla levataccia, comunque a un atto di fede. Viene da sé: una sfida, da giocarsi data per data, senza una rete di salvataggio né dei precedenti alle spalle. Da Cosmo il colpo d’occhio è stato sia spiazzante sia familiare, ma alla fine ampiamente incoraggiante: l’artista era in scena per un dj-set già all’apertura dei cancelli (l’attesa, di fatto, non può esserci), in parterre c’erano sia reduci da una notte bianca sia chi aveva dormito, il caldo è stato a volte un problema – sono stati allestiti gazebo per i più fragili, le alte temperature hanno preso in contropiede, all’inizio, gli stessi organizzatori – ma guai a pensare che i cappuccini abbiano sostituito i cocktail e che la gente non avesse voglia di ballare.

(agf)

C’è stato solo da prenderci le misure, tutti. Perché un tour, in questo senso, è una novità in assoluto, al contrario dei singoli appuntamenti, che comunque negli ultimi tre mesi si sono moltiplicati rispetto allo scorso anno. Ha fatto scuola il matinée del CaterRaduno, all’interno del raduno annuale degli ascoltatori del programma Caterpillar, di cui lo stesso Cosmo era stato ospite e da cui ha tratto l’idea per La fonte, mentre tra i vari appuntamenti a Riccione quest’estate è tornato Albe in controluce, con in calendario, per esempio, Venerus e Giovanni Truppi. Cosmo, dice, vorrebbe stabilire un precedente; altri festival – come il Color Fest di Lamezia Terme – per lui hanno aperto uno spazio all’alba e magari lo manterranno per le prossime edizioni.

'Vivere l'alba insieme' con Biagio Antonacci a Tindari 

Da nord a sud, intanto, si muovono in tanti: Dimartino a luglio si è esibito all’ora in cui ci si sveglia a Udine, ad agosto, a Scicli (Ragusa), è toccato ad Alberto Ferrari dei Verdena. Solo artisti indie, quindi? Non proprio. Il 18 luglio, infatti, anche un’istituzione del cantautorato italiano come Biagio Antonacci si è esibito con rigoroso inizio alle 5:15, nell’ambito del tour con cui quest’estate gira per gli storici anfiteatri in cerca di una dimensione più raccolta e simbolica. L’appuntamento era al Teatro Greco di Tindari, con Viviamo l’alba insieme, fuori programma – che poi fuori programma non era – della sua residenza artistica nel polo monumentale in provincia di Messina. E anche Pacifico, per due delle tre date del suo tour Collezioni – a giugno a Jesolo, a luglio a Bollate – ha scelto la mattina.

Perché? I motivi sono tanti, il successo di queste iniziative fa presagire che, almeno nella prossima estate, le albe possano moltiplicarsi. In generale, le ragioni sono varie ma spesso, sembra, unite da un fattore: la lotta all’inflazione della musica dal vivo. Oggi che – da comunicazione – ogni evento è forzosamente “imperdibile”, “unico”, “da record”, i concerti di mattina da un lato costituiscono una boccata d’aria in uno scenario altrimenti asfittico (calendari fittissimi di show, si capisce, tutti troppo simili, forse prossimo alla saturazione), dall’altro rafforzano il legame tra artista e pubblico. Può essere meno comodo, di certo è meno ordinario: mentre in tanti denunciano di sentirsi trattati come carne da macello, con biglietti sempre più costosi e appuntamenti in cui non si è altro che numeri, pure lontani dal palco, in un concerto all’alba, con tutte le difficoltà del caso, ci si sceglie. E il patto di fiducia tra musicista e pubblico resta intatto.

Leggi i commenti