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Lasciateci cantare: com’è triste l'estate senza tormentone

Serena Brancale in concerto 

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Quest’anno non c’è il brano perfetto per celebrare sole e mare. Se la musica ha scelto il disimpegno, che almeno garantisca l’evasione
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Neanche i tormentoni estivi sono più quelli di una volta. Forse anche perché sono le estati a non essere più come quelle di una volta. E che la situazione sia così drasticamente precipitata me lo ha fatto capire un classico esempio di quella che per definizione intendiamo per vox populi, ovvero il barbiere. Il quale, senza che io gli chiedessi alcunché, si è apertamente lamentato, con voce accorata, del fatto che non riusciva a trovare neanche per sbaglio un tormentone come si deve, una cosina da cantare, così, per distrarsi un poco, e se lo dice lui dobbiamo credergli, e infatti a scorrere le top list delle piattaforme c’è davvero poco.

I Righeira, con "Vamos a la playa", hanno creato uno dei tormentoni più longevi della storia 

Il danno c’è, e peggiora di anno in anno, perfino in quella surreale e ondivaga categoria delle canzoni confezionate espressamente per la stagione delle vacanze. Si…

Neanche i tormentoni estivi sono più quelli di una volta. Forse anche perché sono le estati a non essere più come quelle di una volta. E che la situazione sia così drasticamente precipitata me lo ha fatto capire un classico esempio di quella che per definizione intendiamo per vox populi, ovvero il barbiere. Il quale, senza che io gli chiedessi alcunché, si è apertamente lamentato, con voce accorata, del fatto che non riusciva a trovare neanche per sbaglio un tormentone come si deve, una cosina da cantare, così, per distrarsi un poco, e se lo dice lui dobbiamo credergli, e infatti a scorrere le top list delle piattaforme c’è davvero poco.

I Righeira, con "Vamos a la playa", hanno creato uno dei tormentoni più longevi della storia 

Il danno c’è, e peggiora di anno in anno, perfino in quella surreale e ondivaga categoria delle canzoni confezionate espressamente per la stagione delle vacanze. Si nota, anche nelle situazioni in cui il tormentone è un fattore operativo e funzionale all’intrattenimento da spiaggia: baby club, villaggi, rotonde sul mare. Si arranca, si fa fatica a celebrare l’estate in corso con i pezzi del momento, forse ci riesce appena il merengue ostinato della “testa che gira” di Fred De Palma, forse anche Al mio paese di Brancale, Levante e Delia, e poco altro.

Fred De Palma è in cima alle classifiche con "La testa gira" insieme a Anitta e Emis Killa 

Insomma un imbroglio, un garbuglio, anche perché non stiamo parlando del destino della musica del mondo, stiamo parlando di quella piccola ma insidiosa formula detta dei “tormentoni estivi”, e quindi c’è qualcosa che non va, perché se più in generale la musica ha scelto il totale disimpegno, lo scollamento più assoluto dalla realtà che ci circonda, che almeno faccia bene lo sporco lavoro dell’evasione. Se non riesce a fare neanche quello, allora siamo davvero nei guai, è deserto totale. Bisogna ricorrere a scampoli di Sanremo, vedi l’Ossessione di Samurai Jay, o andare indietro nel tempo, qualcosa di almeno due, tre, o quattro anni fa, una Italodisco che funziona sempre, la Annalisa dei tempi d’oro, o ancora più indietro: Riccione, dei Thegiornalisti, L’esercito del selfie e via dicendo.

"Ossessione" di Samurai Jay è partita da Sanremo e non si è ancora fermata 

Quest’anno proprio non ci siamo, e anche a scorrere le classifiche dell’EarOne, ovvero dei pezzi più programmati dalle radio, non cambia di molto, c’è appena qualche bollicina in più, altre vaghezze stagionali, e ci si aggrappa disperatamente a Bossa nostra di Gaia come fosse un faro nella tempesta, un momento di rara eleganza in una tormenta selvaggia combattuta a colpi di merengue e reggaeton. A meno che non vogliamo assumere per il nostro piacere estivo il successone di Anna, White girl wasted che, malgrado il titolo, ha un testo in buona parte italiano che dice in un profluvio di auto-tune: “lasciami stare sono white girl wasted, stasera la tua lei diventa la mia baby. Non mi so, non mi so, non mi so comportare da lady, de-de-dentro il club vado hard, turn the speakers up”, ma non è detto che sia proprio l’ideale d’ascolto tra un bagno e l’altro.

Gaia ha pubblicato "Bossa nostra" il primo maggio 

Ovviamente nei pezzi dell’estate 2026 non c’è alcun riferimento alla catastrofe ambientale che stiamo vivendo e infatti bisognerà che qualcuno avverta gli autori dei supposti tormentoni mirati al consumo estivo che, se andiamo avanti di questo passo, le parole come spiaggia, caldo, estate diventeranno sinonimi di sofferenza, e quindi per ritrovare condivisione e successo bisogna forse cambiare registro, recuperare le antiche malinconie di chi nella preistoria della moderna canzone italiana, Bruno Martino docet, ha avuto il coraggio di cantare “odio l’estate”, anche se in quel caso era per motivi puramente sentimentali e del riscaldamento globale non si sospettava neanche la possibilità.

Nico Fidenco: con lui "Legata a un granello di sabbia" spopolò a inizio anni 60 

Non saremo qui a ricordare che il genere delle canzoni fatte apposta per l’estate è un’invenzione squisitamente italiana, con dei natali più che illustri a iniziare dal primo, dal fondatore, dal nobile Nico Fidenco che lanciò Legata a un granello di sabbia a Gino Paoli che scalò la classifica con Sapore di sale. La verità che col genere “estivo” si sono cimentati anche i giganti, magari per gioco, magari per scommessa, o solo perché l’estate in fin dei conti non è proibito cercare di cantarla con elevate intenzioni, e basterebbe citare Battiato che decise di iniziare il suo disco capolavoro La voce del padrone con un pezzo intitolato Summer on a solitary beach. Ma non c’è bisogno di sognare così in alto. Il fatto è che al punto in cui siamo anche Vamos a la playa sembra un finissimo pezzo d’arte.

La copertina di "Sapore di sale": era il 1963 

E allora, in dichiarata caduta nostalgica, verrebbe da chiedere ad alcuni ex dell’estate che sono ancora in piena fioritura creativa di farlo per pietà, per favore, per empatia nei confronti di tutti noi: di scrivere un decente tormentone per un po’ di autentica spensieratezza estiva, che so, a Jovanotti (che fece Estate addosso), ai Negramaro (che scrissero Estate) a Max Pezzali (che si divertì con La lunga estate caldissima). Mettetevi una mano sul cuore: il mondo cade a pezzi, dateci almeno qualcosa da cantare in questa estate rovente.

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