«Cerco sempre di preservare il rock’n’roll nonostante lo show». Le parole di Ligabue, protagonista di Luciano, prima di tutto, il doc in onda il 4 settembre su Sky Documentaries e Now, suonano come una risposta ai tanti dubbi sollevati sulla deriva gigantista che ha invaso la musica live. Non siamo di fronte a un film concerto: la musica resta un po’ sullo sfondo, accompagnata da immagini di ieri e di oggi. Il doc è piuttosto una lunga riflessione sul musicista e sull’uomo, e sul contrasto che le due immagini, quella pubblica e quella privata, scatenano in chiunque affronti la carriera d’artista.
L’occasione per queste riprese (la regia è di Paolo Bonfandini) è il concerto del 6 maggio 2026 con cui Ligabue ha inaugurato l’Arena Milano Santa Giulia, che fa da sfondo a tutto il monologo dell’artista emiliano, sollecitato dalle domande “invisibili” di Vera Spadini. Luciano racconta quasi tutto, dai concerti davanti a otto…
«Cerco sempre di preservare il rock’n’roll nonostante lo show». Le parole di Ligabue, protagonista di Luciano, prima di tutto, il doc in onda il 4 settembre su Sky Documentaries e Now, suonano come una risposta ai tanti dubbi sollevati sulla deriva gigantista che ha invaso la musica live. Non siamo di fronte a un film concerto: la musica resta un po’ sullo sfondo, accompagnata da immagini di ieri e di oggi. Il doc è piuttosto una lunga riflessione sul musicista e sull’uomo, e sul contrasto che le due immagini, quella pubblica e quella privata, scatenano in chiunque affronti la carriera d’artista.
L’occasione per queste riprese (la regia è di Paolo Bonfandini) è il concerto del 6 maggio 2026 con cui Ligabue ha inaugurato l’Arena Milano Santa Giulia, che fa da sfondo a tutto il monologo dell’artista emiliano, sollecitato dalle domande “invisibili” di Vera Spadini. Luciano racconta quasi tutto, dai concerti davanti a otto persone agli show all’estero, dalla sua impossibilità di diventare cinico di fronte al mondo, al rapporto con suo padre, dall’avventura di Radiofreccia, un salto mortale artistico e umano, al rapporto col figlio Lenny, che oggi è il suo batterista. «Volevo essere un cantautore con il suono di una band», racconta, mentre davanti alla videocamera sfilano i volti di quella folla che nasconde a sua volte storie e dolori, gioie e delusioni, e che canta senza pudore le canzoni del suo idolo. È quella gente, alla fine, la spiegazione di tutto.
Luciano, prima di tutto
Regia di Paolo Bonfadini
Voto: tre stelle e mezza su cinque