✕

“Hard life”, all’indie dei The Tubs non serve il glamour. La recensione

Ascolta l'audio

La band gallese di Cardiff, torna il terzo album: un concentrato di energia tra pub rock, folk ad alta velocità e richiami alla grande scena alternativa degli anni ’80
1 minuti di lettura

La stampa britannica e i social hanno lanciato una lunga ola per il terzo album di questa band di Cardiff, Galles, considerato un’ancora di salvezza per tutto il mondo indie. Riferimenti: pub rock, folk ad alta velocità, gli indimenticabili La’s e, in molti momenti, i Counting Crows più scatenati e senza le ombre malinconiche di Adam Duritz. Un album che parte a cento all’ora con Hard life e Who’s gonna love you now? e che a un certo punto propone un brano di Prince, Do yourself a favor, mai inciso dalla popstar. Partendo dai nove minuti dell’originale, The Tubs restringono tutto a poco più di 4 minuti, scegliendo di utilizzare uno stile anni 80, una sorta di disco new wave che rimanda a certa produzione dei Cars. Curiosamente, in molti li hanno paragonati agli Hüsker Dü, band di Minneapolis centrale nella scena rock alternativa degli anni 80: ora vanno a esplorare la Minneapolis travolgente e un po’ folle di quegli stessi anni. Hard life è un disco che riapre un immaginario indie che…

La stampa britannica e i social hanno lanciato una lunga ola per il terzo album di questa band di Cardiff, Galles, considerato un’ancora di salvezza per tutto il mondo indie. Riferimenti: pub rock, folk ad alta velocità, gli indimenticabili La’s e, in molti momenti, i Counting Crows più scatenati e senza le ombre malinconiche di Adam Duritz. Un album che parte a cento all’ora con Hard life e Who’s gonna love you now? e che a un certo punto propone un brano di Prince, Do yourself a favor, mai inciso dalla popstar. Partendo dai nove minuti dell’originale, The Tubs restringono tutto a poco più di 4 minuti, scegliendo di utilizzare uno stile anni 80, una sorta di disco new wave che rimanda a certa produzione dei Cars. Curiosamente, in molti li hanno paragonati agli Hüsker Dü, band di Minneapolis centrale nella scena rock alternativa degli anni 80: ora vanno a esplorare la Minneapolis travolgente e un po’ folle di quegli stessi anni. Hard life è un disco che riapre un immaginario indie che sembrava un po’ dimenticato: niente glamour, molta passione e tanta sostanza. La band rimanda l’immagine di una band da bar, di quelle abituate a qualsiasi palcoscenico e qualsiasi pubblico, spirito folk e interazione totale con quelli che ballano sotto al palco. Nessuno può dire se saranno loro a salvare il rock indie britannico. La certezza è che quello che cantano e suonano è tutto vero,per fortuna.

__________________________________________________________________

The Tubs

Hard life

Voto: quattro stelle e mezzo su cinque

Leggi i commenti