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Battista, il rapper fenomeno sui social con un seguito di fan illustri

Dal profilo Instagram di Battista 

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Comparso dal niente la scorsa settimana è diventato virale in meno di sette giorni. E ha già ammiratori illustri come Marracash, Gemitaiz, Frankie hi-nrg Mc, Serena Brancale, Roy Paci e Diodato, oltre a Roberto Saviano
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Su Instagram Marracash, Gemitaiz, Inoki e Frankie hi-nrg Mc – alcune tra le istituzioni del rap italiano – si sono già complimentati con lui. Ma ci sono anche Serena Brancale, Roy Paci e Diodato, oltre a Roberto Saviano, per il quale “è nato un poeta hip hop”.

È Battista, il rapper casertano comparso sui social, dal niente, la scorsa settimana e diventato virale in meno di sette giorni. Il videoclip dell’omonima canzone Battista, uscita anche su YouTube e Spotify, ha già superato le 100mila visualizzazioni: un traguardo, considerando che è un debutto e in merito si sa ancora poco (oltre al brano, l’unico post visibile sul suo profilo riguarda proprio l’annuncio della sua pubblicazione).

Il merito? Di essere un pezzo atipico e spi…

Su Instagram Marracash, Gemitaiz, Inoki e Frankie hi-nrg Mc – alcune tra le istituzioni del rap italiano – si sono già complimentati con lui. Ma ci sono anche Serena Brancale, Roy Paci e Diodato, oltre a Roberto Saviano, per il quale “è nato un poeta hip hop”.

È Battista, il rapper casertano comparso sui social, dal niente, la scorsa settimana e diventato virale in meno di sette giorni. Il videoclip dell’omonima canzone Battista, uscita anche su YouTube e Spotify, ha già superato le 100mila visualizzazioni: un traguardo, considerando che è un debutto e in merito si sa ancora poco (oltre al brano, l’unico post visibile sul suo profilo riguarda proprio l’annuncio della sua pubblicazione).

Il merito? Di essere un pezzo atipico e spiazzante, senza ritornello, con una base violenta costruita con strumenti della tradizione – la ciaramella e la zampogna – e un testo crudo, in dialetto, che è una sorta di autobiografia in cui Battista parla di sé: dal possibile aborto suggerito ai genitori perché il feto presentava delle anomalie (“Avrà la sindrome di Down se il test è corretto, e c’è un buon 90%”, rappa nell’unico passaggio in italiano, citando le parole del medico in questione) fino alla nascita e all’infanzia del protagonista, per il quale le previsioni si sono rivelate inesatte e che si professa già come il “più forte” della scena. Uno schiaffo, insomma, che per dirompenza ricorda 7 miliardi di Massimo Pericolo (2019) e alla cui diffusione ha contribuito il videoclip di Alfredo Maddaluno, produttore e direttore creativo già al lavoro con La Niña.

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Girato nella Chiesa Cristiana Evangelica Emmanuele di Castel Volturno, con la partecipazione del pastore Simone Malerba, il video ha sullo sfondo scene che ripercorrono la vita di Battista, mentre il rapper – sguardo spiritato – canta in primo piano. Alla fine s’intravede una data, l’11 maggio 1999, che dovrebbe corrispondere al giorno in cui è nato Battista, 27 anni fa.

Il nickname usato su Instagram (dov’è accreditato come @battista81030) fa pensare invece che sia del Casertano, visto che 81030 è il Cap della zona. Per il resto, niente: nessun indizio su un possibile seguito, nessuna informazione personale, niente concerti o album in programma. Solo, va detto, un team creativo alle spalle di tutto rispetto, per un artista senza alcun precedente, forte della presenza dello stesso Maddaluno, che oltre ad averne curato l’immaginario e le riprese – di alta qualità – ha co-prodotto il brano insieme a Michele Parisi.

Tra l’altro, Battista è uscita in un momento di generale caccia alle streghe sui social contro i cosiddetti industry plant, quegli artisti cresciuti in provetta dalle case discografiche, che dal niente – grazie a grandi investimenti – vengono sottoposti all’attenzione del grande pubblico, “dopandone” la crescita. È l’altra faccia di un genere, il rap, prossimo alla saturazione e alla ricerca disperata di eroi. Battista, di cui a livello discografico non si sa niente, di per sé potrebbe prestare il fianco alla polemica ma, vuoi per la forza della proposta, stavolta nessuno, tra i commenti, si è sbilanciato in negativo. È presto per dire se il suo stile, che per ora non ha simili, sia davvero un punto e a capo per il rap italiano: di certo, Battista cercava prima di tutto attenzione e, meritatamente, l’ha avuta.

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