Laura Pausini, il tour riparte dall’Italia: “La violenza è una catena che si può spezzare”
di Marco CastrovinciLaura Pausini è un moto perpetuo. È un'artista che non ama l'immobilità e guarda sempre al passo che deve dare. E adesso che ha riportato il tour di Io canto/Yo canto nel Vecchio continente, quella stessa strada passa ora dall'Italia, toccando i palazzetti e altre grandi arene al chiuso prima di dare appuntamento negli stadi italiani per la prossima estate. Giovedì 1 ottobre nella data zero di Mantova, al PalaUnical, ha tolto il velo sul suo nuovo show. «Fosse per me vivrei sul palco, è il mio habitat», dice lei, e c'è da crederle, anche considerando il numero di canzoni che ha messo sul piatto a questo giro, compresse a più riprese dentro medley in cui mettere insieme pezzi di storia, vecchie passioni e classici personali.
Pausini è salita sul palco con una band corposa – sette musicisti e cinque coristi – e ha aperto lo spettacolo con una sorta di manifesto dai toni enfatici in cui asserisce che «non sono io la regina…
Laura Pausini è un moto perpetuo. È un'artista che non ama l'immobilità e guarda sempre al passo che deve dare. E adesso che ha riportato il tour di Io canto/Yo canto nel Vecchio continente, quella stessa strada passa ora dall'Italia, toccando i palazzetti e altre grandi arene al chiuso prima di dare appuntamento negli stadi italiani per la prossima estate. Giovedì 1 ottobre nella data zero di Mantova, al PalaUnical, ha tolto il velo sul suo nuovo show. «Fosse per me vivrei sul palco, è il mio habitat», dice lei, e c'è da crederle, anche considerando il numero di canzoni che ha messo sul piatto a questo giro, compresse a più riprese dentro medley in cui mettere insieme pezzi di storia, vecchie passioni e classici personali.
Pausini è salita sul palco con una band corposa – sette musicisti e cinque coristi – e ha aperto lo spettacolo con una sorta di manifesto dai toni enfatici in cui asserisce che «non sono io la regina in questo castello», ovvero il palco pensato scenograficamente come una fortezza, «ma la musica». E che lei e i suoi musicisti sono qui per proteggerla: «Per questo io sono qui, per questo io canto». Quindi la musica, quella suonata e cantata, ha inizio appunto con una didascalica Io canto seguita da Ritorno ad amare di Biagio Antonacci e dal primo medley di Ascolta il tuo cuore, Benedetta passione, Il primo passo sulla luna. Passando poi per Quanno chiove di Pino Daniele, brano inserito nel disco di cover Io canto 2/Yo canto 2, uscito lo scorso marzo (l'album nella versione spagnola le è valsa la dodicesima nomination in carriera ai prossimi Latin Grammy di novembre). Ma anche per le sue Tra te e il mare e Come se non fosse stato amore, La prospettiva di me, Frasi a metà e Una storia che vale (con un ricordo al primo stadio, a San Siro nel 2007, bagnato dalla pioggia), giusto per dare una direzione e un'identità chiara al viaggio appena cominciato.
Un viaggio che continua con un medley latino (tra La mia banda suona il rock, La isla bonita e Livin' la vida loca), uno più pop con dentro Simili e Primavera in anticipo, e un altro ancora dedicato ai colleghi che di volta in volta omaggerà: a Mantova la scelta è caduta su Il cielo in una stanza di Gino Paoli, Scrivimi di Nino Buonocore, Nei giardini che nessuno sa di Renato Zero e Immensamente di Umberto Tozzi. Fino a uno dei momenti più solenni dello show dedicato al tema della violenza contro le donne, con la canzone Io sì: «La violenza è un urlo sordo che si traveste da amore, si nutre del silenzio e lascia a terra ali spezzate, senza voce per chiedere aiuto», sono le parole che risuonano in un video mentre ricorda il gesto internazionale e il numero per chiedere aiuto. «La violenza è una catena che si può e si deve spezzare, ma si annulla solo se nessuno resta invisibile».
Laura Pausini infine non si fa mancare nemmeno una Hai scelto me di Zucchero cantata adagiata su un letto sospeso a mezz’aria, 16 marzo di Achille Lauro e Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è di Raf, chiudendo lo show con un medley dei suoi più grandi successi anni Novanta, Strani amori, La solitudine e Incancellabile. «Costruire la scaletta di un tour vuol dire rispettare gli equilibri del mio repertorio seguendo la mia storia in ogni Paese che mi ha accompagnata in questi anni», dice Pausini. «Anche rispetto agli omaggi ai miei colleghi ho deciso di variare nelle città in cui suoneremo, per avere la possibilità di far ascoltare quanti più brani possibili tra quelli che ho cantato per omaggiarli. Il mio disco di cover, così come è stato per il primo capitolo del 2006, è di fatto composto dai titoli e dagli artisti che io stessa da vera fan ho cantato di più a casa, in macchina e ai tempi del pianobar», continua. «Faccio questo lavoro perché prima di tutto amo la musica, è la mia vita, e la amo indipendentemente dal fatto che sia mia o di altri».
Pausini replicherà il 2 ottobre a Mantova per poi spostarsi, considerando solo l'Italia, a Milano il 4, 6 e 7 ottobre al Forum; a Torino il 17 e 18 ottobre all'Inalpi Arena; a Bologna il 3 e il 4 novembre all'Unipol Arena; a Firenze il 6 e il 7 novembre al Nelson Mandela Forum. Portandosi dietro un palco dal grande impatto visivo tra visual, effetti luce, laser – la regia dello show è firmata da Luca Tommassini – e una narrazione scenica accompagnata da diversi cambi d'abito. Che, immaginiamo, rivoluzionerà in estate con le date negli stadi di Lignano Sabbiadoro (2 giugno), Messina (12), Bari (19), Pescara (26) e l'Olimpico a Roma il 3 luglio 2027. «Volevo essere io questa volta a raggiungere il mio pubblico in varie parti d’Italia per festeggiare 20 anni da quel 2 giugno 2007 in cui da tutta Italia i miei fan mi hanno raggiunta a San Siro, rendendomi la prima donna italiana a riempire uno stadio, un’emozione che non posso e non voglio dimenticare», dice oggi. «Non sarò sola. Sui palchi delle varie città verranno a trovarmi tanti amici, con cui farò dei duetti inediti».
Poi il moto perpetuo la riporterà nell'autunno 2027 di nuovo on the road, verso altre città d'Europa. «Sento una responsabilità enorme nei confronti di ciò che la musica mi ha dato e che il pubblico attraverso di lei mi ha restituito», afferma ancora Pausini. «Il mio obiettivo resta quello di fare di tutto per meritare ciò che ho ricevuto, dando tutta me stessa sul palco».