Allevi, a Milano la prima italiana della “Sinfonia del tempo perduto”
a cura di a cura della redazione SpettacoliPrima italiana, questa sera a Milano, per la Lost time symphony di Giovanni Allevi. La nuova composizione per orchestra sinfonica, rivelata per la prima volta lo scorso 2 ottobre allo Stadtpark Schützenhof di Herford, in Germania, sarà eseguita dalla Nordwestdeutsche Philharmonie, diretta dal Maestro Jonathan Bloxham, alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, nell'ambito della stagione concertistica della Fondazione La Società dei Concerti di Milano, che ha commissionato l'opera.
Nell’opera Allevi si confronta con il tempo, la memoria e la perdita, traducendo in linguaggio sinfonico un'esperienza personale che si apre a una riflessione universale sulla fragilità dell'esistenza e sulla capacità della musica di dare nuova forma alle emozioni, costruendo un itinerario musicale nel quale il ricordo diventa materia sonora e il dolore si trasforma progressivamente in possibilità di rinascita.
Un concetto che racchiude in sé la stessa vicenda umana di Allevi, tornato a comporre e a esibirsi dal vivo dopo il mieloma multiplo diagnosticatogli nel 2022 e un percorso intrapreso di cure, sofferenza e speranza. Ma è ancor più stretta la connessione con il destino toccato invece alla sorella Stella, a cui l’opera è dedicata, musicista, pedagogista e filosofa esperta di bioetica, scomparsa nello stesso anno, il 2022.
Un percorso anche emotivo che, tradotto in musica, “approda a un pensiero profondamente universale” con Lost time symphony, spiega lo stesso Allevi: “Il tempo perduto non è mai veramente perso, perché continua a vivere dentro di noi. E nessuna persona è perduta per sempre, finché rimane custodita nei nostri ricordi più luminosi”.
Musicalmente, la composizione prende avvio da una melodia intensa e dolente affidata agli archi, per svilupparsi attraverso paesaggi sonori che evocano la luminosità dell'infanzia, la vitalità dei ricordi e la dimensione più intima degli affetti. A queste atmosfere si contrappongono dissonanze e tensioni orchestrali, espressione della paura, della sofferenza e del conflitto interiore. Si approda così a una progressiva riconquista della luce, in un dialogo tra inquietudine e speranza che attraversa l'intera opera.
Con questa nuova partitura, Allevi rinnova la sua ricerca compositiva, affidando all'orchestra la capacità di esplorare le contraddizioni dell'animo umano e di trasformare un'esperienza individuale in un racconto musicale condivisibile. La Lost time symphony si inserisce così nel percorso di un autore che ha fatto della musica uno strumento di indagine esistenziale, capace di mettere in relazione dimensione intima e riflessione filosofica.