La guerra dei rapper. Marracash: “Sto con i duri”. Fedez replica: “Non credetegli”
di Lucia LandoniMILANO– Un maxi dissing che sta coinvolgendo tutti, in cui ciascuno vuole dire la propria, in un confronto serrato a colpi di Instagram stories: il mondo del rap italiano prende posizione dopo i disordini dello scorso weekend nel centro di Milano.
Uno dei primi a esporsi – per la gioia dei suoi fan, che hanno commentato su X «lui non ha mai deluso» – è stato Ghali, cresciuto a Baggio, una di quelle periferie milanesi da cui si può ipotizzare provengano molti dei giovanissimi manifestanti: «Continuate a lottare per ciò in cui credete, anche a costo di sembrare pesanti» ha scritto sui social nei giorni scorsi, ribadendo poi ieri il concetto a margine della proiezione di A mare, il film di Alessandra Cutolo presentato alla Festa del Cinema di Roma. «Pensiamo a coloro che stanno manifestando pacificamente perché è quello che conta. Sono due cose ben distinte chi sta usando la violenza e c…
MILANO– Un maxi dissing che sta coinvolgendo tutti, in cui ciascuno vuole dire la propria, in un confronto serrato a colpi di Instagram stories: il mondo del rap italiano prende posizione dopo i disordini dello scorso weekend nel centro di Milano.
Uno dei primi a esporsi – per la gioia dei suoi fan, che hanno commentato su X «lui non ha mai deluso» – è stato Ghali, cresciuto a Baggio, una di quelle periferie milanesi da cui si può ipotizzare provengano molti dei giovanissimi manifestanti: «Continuate a lottare per ciò in cui credete, anche a costo di sembrare pesanti» ha scritto sui social nei giorni scorsi, ribadendo poi ieri il concetto a margine della proiezione di A mare, il film di Alessandra Cutolo presentato alla Festa del Cinema di Roma. «Pensiamo a coloro che stanno manifestando pacificamente perché è quello che conta. Sono due cose ben distinte chi sta usando la violenza e chi scende in piazza a manifestare per i propri diritti in questo momento. Non distraiamoci troppo» ha detto.
È stato addirittura più esplicito Marracash, originario del quartiere Barona: «Con le buone non cambi le cose. Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio» è il suo messaggio affidato alle stories. Una presa di posizione che evidentemente non è piaciuta a Fedez: «Sento dire che è giusto sfondare le vetrine da qualcuno che, alla Prima della Scala, si è fatto fotografare con Beppe Sala e mi vengono dei dubbi – ha scritto su Instagram il rapper originario di Rozzano, alludendo proprio a Marra – Perché non hai ca**to in mezzo al palco mentre eri lì? Perché hai accettato di addomesticarti in quel momento? Perché era opportuno farlo, lo capisco. E ora perché sostieni il saccheggio? Perché oggi è opportuno fare questo. Questo lo capisco di meno».
Secondo Fedez, che si autodefinisce «uno che in vetrina ci ha messo anche più del lusso», dietro alle vetrine distrutte dai ragazzi «a promuovere quell’idea di vita e di successo ci siamo noi».Pronta la controreplica, sempre via web, di Marracash, al quale stanno bene «le centinaia di insulti, commenti sterili e minacce», ma non l’accusa di aver inneggiato alla violenza – «Siamo tutti d’accordo nel condannarla» – né «la retorica del ‘Tu hai i soldi, non puoi parlare’. Aver fatto i soldi non cancella più di metà della mia vita e soprattutto non mi impedisce di desiderare un mondo più equo e giusto per tutti, né di lottare per questo».
Sayf ricorda invece ciò che accadde nel 2001 a Genova, la sua città: «Come allora, da sempre chi fa casino nelle manifestazioni è chi ha bisogno di delegittimarle, di un pretesto per usare altra violenza». Secondo lui, «la violenza delle manifestazioni non è e non sarà mai paragonabile a quella con cui si permettono di togliere dignità alle vite delle persone», perché «siamo uniti in quanto persone, non c’è destra o sinistra, ma c’è un sotto e un sopra. E noi siamo tutti sotto».