Sir-Cenerentola a Mumbai, in streaming su MYmovies una sorprendente storia d’amore
di Pedro ArmocidaA volte il cinema è un passe-partout che consente allo spettatore di entrare in mondi molto distanti dal proprio e di conoscere usi e costumi peculiari. È questo il caso di Sir-Cenerentola a Mumbai di Rohena Gera – disponibile in streaming su MYmovies ONE - felice esordio nel lungometraggio di finzione della regista indiana del documentario What's Love Got to Do with It? sui matrimoni combinati in India. Anche il film, che è stato presentato nella prestigiosa Semaine de la critique di Cannes 2018, parte proprio da questo assunto per arrivare a descrivere l’impossibilità di seguire l’amore che, si ripete spesso da noi, non ha confini. Mentre invece in India, nella rigida differenza delle classi sociali così ben delineata dal film, i confini sono tracciati con cura e i muri che servono per dividerli possono essere molto spessi.
«I genitori hanno tanta fretta di sposarci», dice, sospirando, Ratna che a 19 anni è già vedova e che lavora come domestica per Ashwin (Vivek Gomber), un giovane e ricco architetto nella società di costruzioni del padre in una Mumbai in piena espansione edilizia. In realtà Ratna, interpretata da una strepitosa Tillotama Shome che aveva esordito in Monsoon Wedding - Matrimonio indiano, doveva fare la domestica per la coppia formata da Ashwin e da quella che sarebbe diventata da lì a poco sua moglie se solo non lo avesse tradito e il matrimonio, di conseguenza, saltato.
Sir-Cenerentola a Mumbai, scritto dalla stessa regista, mette in scena una storia apparentemente semplice che vive però di annotazioni minuziose e profonde tutte da scoprire per la delicatezza con cui sono raccontate. Nel momento in cui il protagonista si ritrova scapolo nel suo lussuoso appartamento, Ratna continua a lavorare da lui anche se le altre persone di servizio del palazzo la mettono in guardia per la convivenza con un uomo solo: «Che cosa dirà la gente?». E lei risponde che importa, tanto quella gente è la stessa che pensa che sia stata colpa sua se è diventata vedova così giovane. Una condizione che l’avrebbe condizionata a vita, senza possibilità di risposarsi, nel paese della provincia profonda da cui proviene. Ma la bellezza del personaggio di Ratna, in un’India ancora influenzata dall’atavico sistema delle caste, è il suo impegno per emanciparsi attraverso il lavoro e il sogno di diventare una designer di moda. Ma certamente il legame con il suo paese di origine è sempre forte anche perché è lei a sostenere economicamente gli studi della sorella sempre in una sua personale ottica di emancipazione femminile.
Il film riesce a mostrare tutto questo senza tante parole ma attraverso uno stile sobrio fatto di osservazioni minime come quando vediamo la protagonista tornare nel suo paese priva dei braccialetti molto colorati e vistosi che indossa invece nella grande metropoli, la seconda al mondo per densità di popolazione. Anche questo aspetto, di una città viva e brulicante, viene mostrato attraverso lo sguardo della protagonista che si confida con una sua collega, parlando sul tetto del palazzo, un luogo che il suo “Sir”, il suo “signore”, neanche conosce.
L’architettura, che è la professione del protagonista Ashwin, è fondamentale nel racconto sia perché sottolinea nello stesso appartamento, la distanza tra i mondi della domestica e del padrone di casa, che vediamo spesso fisicamente vicini, spalla a spalla, ma separati da un muro che divide un amore impossibile, sia perché Ashwin, passeggiando all’interno del grattacielo che l’impresa edile del padre sta costruendo, scopre decine di operai viverci e dormire in stanze di fortuna.
Insomma è chiaro che lo spunto della storia d’amore di una moderna Cenerentola con il principe azzurro, non così scontata (fatevi sorprendere!), è solo lo spunto che consente alla regista di raccontare con leggerezza e precisione la differenza sociale tra i ricchi e i poveri, tra progresso urbano e arretramento provinciale, della società indiana.
In occasione dell’inaugurazione della sezione Spettacoli di Repubblica.it dedicata a MYmovies ONE approfitta dell’offerta per entrare a far parte della community più cinefila del pianeta.
SCOPRI MYMOVIES ONE
Dopo la prova € 1 al mese per 3 mesi poi € 3,90