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Bangarang in prima visione streaming su MYmovies. Un affresco etnografico dell’infanzia tarantina

Bangarang in prima visione streaming su MYmovies. Un affresco etnografico dell’infanzia tarantina

Ora disponibile sulla piattaforma streaming MYmovies ONE il racconto di un'infanzia all'ombra della fabbrica.

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Dei cavalli, delle pecore, delle lumache - in una masseria che sembra così lontana ma in realtà così vicina. Dei bambini, delle bambine - Kikka, Checco e Checca, Gianni, Matilde, Silvia, Aldo e Cataldo. Dei quartieri, delle piazze - Tramontone, Tamburi, Paolo VI, Taranto Vecchia, piazza Fontana. È estate, gli animali pascolano, i ragazzi giocano e le vie sono vuote.

Ogni elemento di questa equazione deve qualcosa all'altro, e dalla loro sommatoria se ne ricava Taranto, la città dei due mari, scuola pitagorica e principato di fede rossoblu.

Eppure c'è qualcosa che rimane sempre fuori come è sempre dentro, abbarbicata sull'orizzonte e allignata nel respiro - il IV Centro Siderurgico italiano, l'acciaieria più grande d'Europa, l'ex-Italsider, l'ex-ILVA. Sempre e comunque, "fabbrica di malattia e di morte".

Prodotto dalla Zen Movies dello stesso regista Giulio Mastromauro e di Virginia Gherardini, Bangarang ha vinto il premio speciale della giuria ad Alice nella città 2023.

Mastromauro voleva acconciare un affresco etnografico dell’infanzia tarantina, e quello ha raggiunto – perché come si può fare etnografia in quella città senza sputare fuori la posa dell’ILVA?

Quello che però fa strizzare gli occhi è il modo con il quale Bangarang è tenuto insieme: ad una prima riflessione sembrerebbe che la macchina da presa si sia limitata a scontornare la presenza dei bambini all’interno del profilo ferroso della Fabbrica – così, con la maiuscola –, e invece pian piano emerge quanto l’operazione sia di segno inverso, cioè sono i più giovani a cercare una rappresentazione diversa che li stacchi da quel fondale.

Così i più piccoli divengono la misura di tutto, la loro storia è la storia di tutto, non c’è nessun adulto. Taranto è la città necessaria della lotta in Italia, ma Taranto dovrebbe essere solo quello dice il piccolo Gianni: “Il mare. Il pesce. Le cozze”.

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