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Il lunedì del cinema: Vera sogna il mare in streaming per tutti solo il 19 ottobre

Il lunedì del cinema: Vera sogna il mare in streaming per tutti solo il 19 ottobre

Il film scelto per questa settimana è il ritratto di una donna in lotta per i propri diritti. Disponibile sulla piattaforma di MYmovies dalle 20 a mezzanotte.

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Lunedì 19 ottobre, grazie alla rassegna Il Lunedì del Cinema nata dalla collaborazione tra Repubblica e MYmovies, sarà per tutti disponibile in streaming il film Vera sogna il mare. Dalle 20 alla mezzanotte online su MYmovies ONE si potrà assistere e commentare insieme questa opera prima della regista kosovara Kaltrina Krasniqi.

Pristina, capitale della Kosovo postbellica. Vera è una donna sulla sessantina, con una vita tranquilla, un buon lavoro come interprete nel linguaggio dei segni, una figlia adulta che fa l'attrice di teatro e un marito giudice stimato. Ma il marito commette improvvisamente suicidio e Vera, che si immaginava già su una spiaggia a godere della sua terza età lambita dalle onde, si ritrova a combattere con una serie di personaggi equivoci che le girano per casa con l'intento di mettere le mani su un'abitazione che lei riteneva sua, e che invece le viene tolta di mano. Ma Vera non subisce passivamente: sceglie di combattere per difendere i suoi diritti, scoprendo che in realtà, nella società patriarcale kosovara, sono ben pochi. Una volta sparita la tutela economica e sociale garantita dal defunto marito, Vera deve infatti confrontarsi con una realtà che vede le donne cittadini di seconda (o anche ultima) classe.

Il film è stato presentato nel 2021 nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia e prende spunto dalla storia vera della madre della regista che dopo il divorzio si trovò a combattere in tribunale per i suoi diritti in una società fortemente patriarcale.

Il fulcro del film è infatti lo scontro tra una società che continua a considerare la dominanza maschile come un pilastro e una donna a poco a poco trova la determinazione di reagire alla corruzione che la circonda anche se si trova a capire fin da subito che non è un mondo pensato per lei.

Cosi ha descritto il film la regista: “Mia madre Vera aveva trentacinque anni quando divorziò da mio padre. Cresciuta nella Jugoslavia socialista, credeva nel sistema giudiziario. Per garantire la nostra eredità, si batté duramente in tribunale ma ne uscì sconfitta. Fu questa la prima volta in cui, misurandosi con i limiti di una società di cui desiderava far parte, capì che il sistema legale seguiva una dinamica fortemente patrilineare che, avendo storicamente discriminato le donne in merito a questioni come il diritto alla proprietà, le costringeva per tutta la vita alla dipendenza economica dagli uomini. Mi interessava sfidare il tradizionale tema dell’eroe maschile, personaggio il cui arco di trasformazione spesso non corrisponde all’esperienza delle donne e di altre figure emarginate. Allo stesso tempo ho cercato di non replicare il tropo della donna repressa e priva di obiettivi.”.

Un film che guarda al femminile anche nella scrittura e nella produzione oltre che nella regia: sintomo che i paesi Balcanici hanno consapevolezza e voglia di cambiamento.

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