Un’esperienza di visione fuori dagli schemi quella che ci propone Albert Serra con il suo Pacifiction – Un mondo sommerso, ora disponibile in streaming su MYmovies ONE.
Siamo a Tahiti, dove i tramonti sono di colore rosso fuoco, e le autorità locali sono in fermento a seguito di una voce che si è sparsa in giro: il governo francese sta per ricominciare i test nucleari in Polinesia, che tanto male hanno fatto alle isole nel ventesimo secolo. Al centro della vicenda c'è l'esponente di spicco del governo francese sul posto, l'alto commissario De Roller, che intrattiene rapporti diplomatici sia con i funzionari che con la gente qualunque, in un delicato equilibrio politico e personale.
Un film che assomiglia a un trattato esistenziale e post-coloniale con sfumature da thriller sopito, come di un intrigo inquietante che però serpeggia appena fuori dall’inquadratura.
La voce del protagonista, interpretato in maniera sublime da Benoît Magimel, è una presenza costante nel film e nel corso dei pachidermici 165 minuti di durata assume contorni ipnotici, così come ipnotico è tutto il resto, dai rumori della natura di Tahiti alla musica d'ambiente del night club gestito da Sergi Lopez. Si parla per parlare, e il potere diventa auto-descrizione prima che azione. Il linguaggio di Serra, che spesso improvvisa e varia sul momento l'impostazione della scena, è un tour de force dialogico completamente fine a se stesso che però, nel suo cambiare significato da un momento all'altro, rivela anche verità profonde.
Mentre la paranoia umida e insidiosa prende possesso dell'isola, facendo spuntare ammiragli, spie e sottomarini in questi luoghi stupendi ancora segnati da eventi come quelli del 1995 a Mururoa, Serra ne approfitta per farne una dissertazione filosofica sulla geopolitica e sul colonialismo, la cui eco però è stranamente attutita dalla distanza a cui si trova la Francia e l'occidente tutto. Distanza che, come le forme che ci sembra di distinguere nell'oceano, finisce per far sembrare tutto più surreale e illuminante.