Bouchet, settant'anni di fascino (e grinta)
<em class="author">CLAUDIA MORGOGLIONE</em>L'attrice festeggia un compleanno speciale. La carriera e la personalità di un'icona sexy all'italiana: dagli esordi a Hollywood alla fiction tv, resta un simbolo dei b-movies di casa nostra. Rivalutati dal grande Tarantino
INTERPELLATA qualche tempo fa sul suo mantenersi in grande forma fisica, Barbara Bouchet ha dato una risposta che ne svela bene la personalità: "Mi hanno insegnato che se hai una Ferrari e non la mantieni, rischi di ritrovarti fermo in mezzo a una strada". Parole dirette, sincere, sfrontate, pronunciate da una donna sicura di sé e della propria bellezza. Anche adesso, alla soglia dei fatidici settant'anni - li compie 15 agosto - l'attrice sex symbol del cinema italiano anni Settanta e Ottanta, sogno erotico di milioni di maschi grazie alle commedie sexy nonché idolo di Quentin Tarantino per i suoi ruoli nei poliziotteschi dell'epoca, mostra di meritare l'aura cult che la circonda. Per quel mix di sensualità e ironia, di perfezione fisica e di simpatia, che le impediscono di finire nel cassetto delle reliquie del passato. E che l'hanno portata, dopo la scelta di abbandonare il grande schermo e i b-movies, a una doppia nuova carriera. Una nazionalpo…
INTERPELLATA qualche tempo fa sul suo mantenersi in grande forma fisica, Barbara Bouchet ha dato una risposta che ne svela bene la personalità: "Mi hanno insegnato che se hai una Ferrari e non la mantieni, rischi di ritrovarti fermo in mezzo a una strada". Parole dirette, sincere, sfrontate, pronunciate da una donna sicura di sé e della propria bellezza. Anche adesso, alla soglia dei fatidici settant'anni - li compie 15 agosto - l'attrice sex symbol del cinema italiano anni Settanta e Ottanta, sogno erotico di milioni di maschi grazie alle commedie sexy nonché idolo di Quentin Tarantino per i suoi ruoli nei poliziotteschi dell'epoca, mostra di meritare l'aura cult che la circonda. Per quel mix di sensualità e ironia, di perfezione fisica e di simpatia, che le impediscono di finire nel cassetto delle reliquie del passato. E che l'hanno portata, dopo la scelta di abbandonare il grande schermo e i b-movies, a una doppia nuova carriera. Una nazionalpopolare, in tv; e una imprenditoriale, come produttrice.
Il personaggio, del resto, ha una tempra bella tosta. Grinta da vendere, determinazione fuori dal comune. Nasce da famiglia tedesca nel 1943, nei Sudeti cecoslovacchi occupati da Hitler; ma già da adolescente, dopo aver spopolato nei concorsi di bellezza, si trasferisce a Hollywood: vuole studiare recitazione, per sfondare nella Mecca del cinema. Qualche anno dopo, comincia a ottenere ruoli, più o meno di contorno; nel 1965, ad esempio, appare in Prima vittoria di Otto Preminger, accanto a mostri sacri come John Wayne, Kirk Douglas, e Henry Fonda. La vediamo anche - splendente, in bikini - nell'ironico 007 Casino Royale. E in un episodio della serie tv Star Trek.
FOTORACCONTO: UN'ATTRICE ICONA
Ma l'italia è il suo destino. Ci si trasferisce nel 1969 (insieme all'allora fidanzato Omar Sharif), e comincia a lavorare nelle produzioni cinematografiche tricolori. E' il momento in cui sta per nascere quel cinema di genere considerato sempre minore, ma che nel nuovo Millennio miti come Quentin Tarantino rivaluteranno. Barbara recita in polizieschi dai titoli famosi, come Milano Calibro 9: la sua lap dance in quel film è tuttora un cult. E poi, naturalmente, ci sono i film sexy, pruriginosi, che faranno diventare celebri, insieme a lei, colleghe come Edwige Fenech e Gloria Guida: tra quelli interpretati dalla Bouchet ci sono La moglie in vacanza l'amante in città, Amore vuol dir gelosia, Tutti possono arricchirsi tranne i poveri. E così lei, tedesca dal fisico e dal volto perfetti, diventa un simbolo arci-italiano: come Lino Banfi, tanto per intenderci. E a coronamento della popolarità raggiunta, appare anche nel ruolo di se stessa in Sono fotogenico di Renato Pozzetto, il comico più gettonato di allora.
La sua stagione da sex symbol culmina quando appare nuare nuda, a 40 anni, sulla rivista Penthouse. Ma più o meno in quel periodo decide di lasciare il cinema ("L'ho fatto prima che il cinema abbandonasse me", ha spiegato recentemente). Diventa una promotrice della ginnastica aerobica, sull'esempio di Jane Fonda; e si dedica alla tv, di cui è presenza assidua anche negli ultimi anni grazie a serie come Quelli della speciale, Incantesimo 6, Un posto al sole, Capri. Comincia l'attività da produttrice. Ma si concede ancora al grande schermo per un grande regista: Martin Scorsese, per cui lavora in Gangs of New York.
Niente male, per una donna in carriera che si è sempre orgogliosamente dedicata anche alla famiglia. E' stata sposata per tanti anni allo stesso uomo, Luigi Borghese, da cui ha poi divorziato. Ma il matrimonio le ha lasciato i due figli, Alessandro (noto chef televisivo) e Massimiliano. Quanto agli altri amori, ammette di aver avuto un antico flirt hollywoodiano con Steve McQueen, di aver ricevuto avances da William Shatner (il capitano Kirk di Star Trek) e di aver tentato invano di sedurre David Niven sul set di Casino Royale.
Ma il suo ammiratore più grande è e resta Quentin Tarantino, noto appassionato della cinematografia tricolore anni Settanta. L'incontro tra i due avviene nel 2004 alla Mostra di Venezia: lui è il "padrino" della rassegna sui b-movies italiani, lei l'ospite d'onore. E si trasforma anche in intervistatrice d'eccezione, in un faccia a faccia televisivo proprio col regista di Pulp Fiction. E per non smentirsi, la prima domanda che gli pone è egocentrica ed esilarante quanto basta: "Mr Tarantino, quando ha visto per la prima volta Barbara Bouchet al cinema?".
Una passione professionale, quello tra la diva Barbara e l'onnivoro Quentin, che qualche anno dopo subisce un brutto colpo. La Bouchet infatti non gradisce il piccolo ruolo che lui le offre in Bastardi senza gloria e lo rifiuta subito, lui la liquida sbrigativamente, lei in seguito spiega: "Come persona mi ha deluso moltissimo, non rispetta il prossimo". Classico esempio di amore-odio tra un regista e la sua Musa.
Il personaggio, del resto, ha una tempra bella tosta. Grinta da vendere, determinazione fuori dal comune. Nasce da famiglia tedesca nel 1943, nei Sudeti cecoslovacchi occupati da Hitler; ma già da adolescente, dopo aver spopolato nei concorsi di bellezza, si trasferisce a Hollywood: vuole studiare recitazione, per sfondare nella Mecca del cinema. Qualche anno dopo, comincia a ottenere ruoli, più o meno di contorno; nel 1965, ad esempio, appare in Prima vittoria di Otto Preminger, accanto a mostri sacri come John Wayne, Kirk Douglas, e Henry Fonda. La vediamo anche - splendente, in bikini - nell'ironico 007 Casino Royale. E in un episodio della serie tv Star Trek.
FOTORACCONTO: UN'ATTRICE ICONA
Ma l'italia è il suo destino. Ci si trasferisce nel 1969 (insieme all'allora fidanzato Omar Sharif), e comincia a lavorare nelle produzioni cinematografiche tricolori. E' il momento in cui sta per nascere quel cinema di genere considerato sempre minore, ma che nel nuovo Millennio miti come Quentin Tarantino rivaluteranno. Barbara recita in polizieschi dai titoli famosi, come Milano Calibro 9: la sua lap dance in quel film è tuttora un cult. E poi, naturalmente, ci sono i film sexy, pruriginosi, che faranno diventare celebri, insieme a lei, colleghe come Edwige Fenech e Gloria Guida: tra quelli interpretati dalla Bouchet ci sono La moglie in vacanza l'amante in città, Amore vuol dir gelosia, Tutti possono arricchirsi tranne i poveri. E così lei, tedesca dal fisico e dal volto perfetti, diventa un simbolo arci-italiano: come Lino Banfi, tanto per intenderci. E a coronamento della popolarità raggiunta, appare anche nel ruolo di se stessa in Sono fotogenico di Renato Pozzetto, il comico più gettonato di allora.
La sua stagione da sex symbol culmina quando appare nuare nuda, a 40 anni, sulla rivista Penthouse. Ma più o meno in quel periodo decide di lasciare il cinema ("L'ho fatto prima che il cinema abbandonasse me", ha spiegato recentemente). Diventa una promotrice della ginnastica aerobica, sull'esempio di Jane Fonda; e si dedica alla tv, di cui è presenza assidua anche negli ultimi anni grazie a serie come Quelli della speciale, Incantesimo 6, Un posto al sole, Capri. Comincia l'attività da produttrice. Ma si concede ancora al grande schermo per un grande regista: Martin Scorsese, per cui lavora in Gangs of New York.
Niente male, per una donna in carriera che si è sempre orgogliosamente dedicata anche alla famiglia. E' stata sposata per tanti anni allo stesso uomo, Luigi Borghese, da cui ha poi divorziato. Ma il matrimonio le ha lasciato i due figli, Alessandro (noto chef televisivo) e Massimiliano. Quanto agli altri amori, ammette di aver avuto un antico flirt hollywoodiano con Steve McQueen, di aver ricevuto avances da William Shatner (il capitano Kirk di Star Trek) e di aver tentato invano di sedurre David Niven sul set di Casino Royale.
Ma il suo ammiratore più grande è e resta Quentin Tarantino, noto appassionato della cinematografia tricolore anni Settanta. L'incontro tra i due avviene nel 2004 alla Mostra di Venezia: lui è il "padrino" della rassegna sui b-movies italiani, lei l'ospite d'onore. E si trasforma anche in intervistatrice d'eccezione, in un faccia a faccia televisivo proprio col regista di Pulp Fiction. E per non smentirsi, la prima domanda che gli pone è egocentrica ed esilarante quanto basta: "Mr Tarantino, quando ha visto per la prima volta Barbara Bouchet al cinema?".
Una passione professionale, quello tra la diva Barbara e l'onnivoro Quentin, che qualche anno dopo subisce un brutto colpo. La Bouchet infatti non gradisce il piccolo ruolo che lui le offre in Bastardi senza gloria e lo rifiuta subito, lui la liquida sbrigativamente, lei in seguito spiega: "Come persona mi ha deluso moltissimo, non rispetta il prossimo". Classico esempio di amore-odio tra un regista e la sua Musa.