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Giuliano Gemma, il saluto degli amici

Volti famosi del cinema e maestranze, tecnici, stuntman, fan e una corona, "La Spagna saluta Giuliano", oltre a tanti finanzieri che lo ricordano fra i protagonisti della serie tv "Il capitano": in Campidoglio la camera ardente per l'attore scomparso

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ROMA - "Era proprio bello". Lo dicono in molti, uomini e donne, guardando il sorriso luminoso di Giuliano Gemma, morto in un incidente d'auto quattro giorni fa, nel ritratto posto davanti al feretro, nella sala della Protomoteca al Campidoglio, mentre su un grande schermo scorrono le immagini dei suoi personaggi, il cowboy Ringo, il prefetto, il mafioso, il Titano, l'amante, Tex Willer. Sono venuti in tanti a salutarlo nella camera ardente allestita dalla mattinata, a cominciare dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, con l'assessore alla Cultura Flavia Barca.
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L'INTERVISTA: Settant'anni da Gringo


"Sono rimasto molto scosso dalla perdita di Giuliano Gemma e parlo soprattutto come persona appartenente a una generazione che, nel nostro Paese, è cresciuta assieme ai suoi film - ha detto Marino - vedendo proiettare gli spezzoni la memoria è andata ai momenti della mia vita e del nostro Paese. Io non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente ma, come tanti di noi, attraverso le sue opere. Ho avuto sempre la sensazione di una persona limpida, trasparente, gentile. Certamente è una grande perdita per l'arte nel nostro Paese".

Fin dal mattino è un viavai di amici, colleghi, tanto cinema, volti famosi e maestranze, tecnici, stuntmen, truccatori e tante persone comuni che lo avevano conosciuto o semplicemente amato come attore. Non solo i romani o la folta rappresentanza di Cerveteri, dove Gemma viveva con la moglie, la giornalista Baba Richerme. Gruppi di ammiratori arrivano da varie città, da Udine e da Caltanissetta, salutano il feretro, si soffermano con gli occhi lucidi davanti allo schermo. "Mi aspettavo che il cinema fosse presente, nell'ambiente era molto amato", dice la vedova, che per tutta la giornata, insieme a Vera e Giuliana, le figlie del primo matrimonio di Gemma, è rimasta accanto al feretro, a ricevere strette di mano, abbracci, parole di conforto, riuscendo a controllare il dolore con una forza straordinaria.
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Intorno alla bara c'è la bandiera olimpica del Coni e su una delle corone di fiori si legge la scritta "La Spagna saluta Giuliano": "La sua agente spagnola è venuta a salutarlo a Roma. Giuliano era molto popolare in Spagna", dice Baba Richerme. Che, se si aspettava la presenza di tanti della generazione del marito, Franco Nero, Nino Benvenuti, Carlo Verdone, Carla Gravina solo per citarne alcuni, è rimasta piacevolmente sorpresa della partecipazione di giovani attori, come Alessio Boni o Alessandro Preziosi che le ha inviato un messaggio commovente. Ed è commossa Stefania Sandrelli, arrivata nel pomeriggio con Giovanni Soldati. Ricorda il film insieme, Delitto d'amore di Luigi Comencini: "Era un bel film, ci portò a Cannes e fu molto apprezzato dai critici francesi. Stavamo per essere premiati, ma per noi il premio era già essere al festival. Sono passati tanti anni, ma il rapporto con Giuliano è rimasto nel tempo, era generoso, onesto, gentile, un amico".

Colpisce la presenza delle uniformi, carabinieri e rappresentanti di tutti i corpi, molti i finanzieri, per alcuni dei quali Gemma era "il colonnello", il personaggio del comandante della Guardia di Finanza che aveva interpretato nella serie tv Il capitano. I funerali dell'attore si terranno domani alle 10 nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli in piazza del Popolo. "Ci saranno interventi di Walter Veltroni e di Rutelli - dice Richerme - è il sindaco che ci ha sposati".