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Lindsay Lohan in "The Canyons": la sirena imperfetta di Hollywood

È nelle sale il film di Paul Schrader sulle conseguenze della ricerca ossessiva del successo. L'attrice-starlette è la protagonista con il pornodivo americano James Deen. Ventisette anni e una vita di eccessi, fra carcere, droga, alcol e rehab. "Ma io non ho mai aspirato all'etichetta di cattiva ragazza"

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LINDSAY modella dall'età di tre anni. Lindsay icona Disney. Idolo delle teenager, cantante pop, testimonial di beneficenza. Lindsay agli incontri di alcolisti anonimi, licenziata per comportamento irresponsabile, in rehab, agli arresti. Le versioni più eccessive di se stessa, Lindsay Lohan, 27 anni, le ha indagate tutte, o quasi. Fuori e dentro le comunità di recupero, sopra e sotto le colline-mausoleo di Los Angeles. Oppure al fresco, in cella, per 84 minuti prima, due settimane poi. Con la macchina spinta contro un ceppo d'albero, o con le caviglie intrappolate da un cappio elettronico che ne monitora i passi. Lindsay è uno dei casi umani e commerciali del decennio, nell'era dei braccialetti per la libertà vigilata e dei paparazzi col teleobiettivo. Il suo multicarcerario blackout le ha fruttato la stessa popolarità di altri angeli in caduta libera: Miley Cyrus, Britney Spears.

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Sirena imperfetta nella New Hollywood intossicata da droga e edonismo, Lindsay entra nel mirino di un "autore-35mm" come Paul Schrader, cronista d'ascese e cadute di animi umani nerissimi. Ora è protagonista del discusso The Canyons, scritto dall'american psycho Bret Easton Ellis e distribuito in Italia da Adler Entertainment, dopo la proiezione all'ultima Mostra di Venezia. Il personaggio scisso, sfatto, estremamente suggestivo di ex aspirante attrice - Tara - nella fauci di Christian, produttore trash-web protetto dall'attore superdotato James Deen, è quanto di più vicino e reale si possa fantasticare per Lindsay. Bugiarda, vamp piena di mascara, ritratto nel ritratto. Schrader sembra suggerirci: guardatela bene, l'ex mascotte disneyiana, la Bambi umana (e per famiglie) di Genitori in trappola, remake di Il cowboy con il velo da sposa del '61, guardate bene la fantapilota di Herbie - Il super maggiolino, guardatela bene, perché potreste non rivederla mai più.

Il suo corpo gettato in pasto a filmini porno hi-tech - da consumare su iPhone e iPad, in piscina, sul divano - è lo specchio di quello, in carne e ossa, che vediamo accartocciato sui giornali di gossip che ne documentano lo stile di vita ad alta gradazione alcolica, tra una causa legale e un padre che molesta la figlia ma su Twitter giura di aver ritrovato il senso della vita e Dio. "Mio padre? Non cambierà mai", ha detto la Lohan in un'intervista al giornalista Piers Morgan. "Io non ho mai avuto paura di lui, temevo solo per la vita di mia madre e l'incolumità dei miei fratelli più piccoli. Il primo istinto è sempre stato quello di proteggere loro. Lui crea il caos e lo rigira a modo suo, per trarne vantaggio", il riferimento è ai fittizi appelli paterni per salvare Lindsay e al tradimento della madre.

Il rapporto con la stampa non è di grande supporto, ha recentemente spiegato Lindsay al Daily Mail: "Sono stata arrestata per guida sotto effetto di sostanze all'età di 20 anni. Mi hanno beccato con la coca. Da allora, giornalisti e fotografi si sono sempre scagliati contro di me. Dicono che io assuma cocaina in continuazione, invece sarà accaduto altre quattro o cinque volte al massimo". Per sanare i vuoti, la starlet spericolata ha accettato, l'agosto scorso, di farsi intervistare da Oprah Winfrey in Oprah's Next Chapter. Quattro giorni dopo essere uscita dalla sua sesta rehab, l'intervista va in onda su OWN, network che ha acquistato i diritti di un reality docu-seriale sul tentativo di Lindsay di tornare in carreggiata. La Lohan indossa un vestito attillato color mandarino. I capelli portati dietro al collo, volto chiaro. La parola "addict" le esce dopo pochi minuti dall'inizio. Oprah le ricorda che il 6 luglio 2010 ha violato la condizionale: "Ero circondata dal caos, segretamente volevo andare in prigione, solo per avere un po' di pace, non dover fare altro che sedermi ed 'essere'. Non scorderò mai il momento della sentenza". Lindsay fa autoanalisi e prende atto che la vera dipendenza, in lei, non è la droga, ma l'alcol. Ritratta sulle occasioni in cui ha assunto droga: ora stazionano sulle 10-15: "La cocaina era come un party. La gente ne voleva e io pure. Andava a braccetto con il bere".

Ora le uniche pillole che prende sono vitamine e Nexium per limitare il reflusso gastrico. "Non ho aspirato all'etichetta di cattiva ragazza. Fino a quando sarò onesta con me stessa non ci sarà nulla che potrà mettersi in mezzo. So di essere il mio peggior nemico". Grazie ai successi di film per ragazzi, e dopo l'exploit di Mean Girls nel 2004, Lindsay valeva sul mercato oltre 7 milioni di dollari a film. Da quando si è trasferita a Los Angeles, a 18 anni, carriera, reputazione e compenso hanno preso una brutta piega. "Oggi sono una persona molto spirituale. Mi sento in contatto sia con la preghiera che con la meditazione. Ci sono così tanti poteri più grandi di me nel mondo. Sono stata già abbastanza fortunata da poter condividere questo dono con altre persone".

Lindsay sembra persino aver perdonato il padre, Michael Lohan, nonostante abbia segretamente registrato una telefonata in cui la figlia accusava sua madre di essere dipendente da droghe, e ne abbia fatto uso pubblico (poco dopo, la telefonata è diventata virale in rete). Quello che si augura Lindsay è che la sua vita privata rimanga tale, a cominciare dagli errori commessi in famiglia. Sotto questo profilo, non è promettente il gesto compiuto dalla sorellastra Ashley Horn che, di nascosto, ha speso più di 25.000 dollari per somigliare alla Lindsay pre-rehab, con una rinoplastica. "Sono una persona diversa" continua a ripetere Lindsay. "Sono differente", "Voglio rimettermi al lavoro e guadagnare la fiducia della gente. So che ne ho persa ed è giusto così. Penso a un viaggio in Europa, ora". Il viaggio doveva condurla a Venezia per presentare The Canyons; Lindsay, però, sceglierà di restare ferma a casa, nel suo caos, non più pronta a prostituirsi davanti alle telecamere.