NEW YORK - La lezione non gli è servita. Justin Bieber ha già dimenticato l'arresto (e poi il rilascio su cauzione di 2.500 dollari) per guida in stato di ebbrezza ed eccesso di velocità, una settimana fa. Ora, la sua ultima bravata sarebbe stata in collaborazione nientemeno che con suo padre, e ad alta quota, e con l'ausilio di qualche spinello. Più di "qualche", visto che (secondo quanto scritto in un rapporto ufficiale del quale dà notizia la Nbc) il comandante e il secondo pilota dell'aereo sul quale Bieber viaggava verso New York per partecipare al SuperBowl avrebbero addirittura dovuto indossare maschere per l'ossigeno per evitare di inalare il fumo, con il rischio di non superare i test antidroga.
Euforici, evidentemente, Bieber padre e figlio hanno anche ripetutamente importunato un'assistente di volo. E a poco sono serviti i ripetuti appelli del comandante. La donna, alla fine, è stata costretta a rifugiarsi nella cabina di pilotaggio. All'arrivo all'aeroporto di Teterboro, nel New Jersey, Bieber è stato fermato dalla polizia. Ma nonostante i cani antidroga abbiano accuratamente "ispezionato" i suoi bagagli, non è stata trovata alcuna traccia di marijuana. Alla fine, nessun membro dell'equipaggio ha voluto sporgere denuncia nei confronti della 19enne popstar canadese, che ha potuto lasciare l'aeroporto dopo i controlli.
[[ge:rep-locali:repubblica:76819885]]
Non che gli sia andata meglio la serata post-SuperBowl: una discoteca newyorkese e due feste private gli hanno negato l'ingresso, invitandolo ad andare a divertirsi altrove. Insieme a papà.
Euforici, evidentemente, Bieber padre e figlio hanno anche ripetutamente importunato un'assistente di volo. E a poco sono serviti i ripetuti appelli del comandante. La donna, alla fine, è stata costretta a rifugiarsi nella cabina di pilotaggio. All'arrivo all'aeroporto di Teterboro, nel New Jersey, Bieber è stato fermato dalla polizia. Ma nonostante i cani antidroga abbiano accuratamente "ispezionato" i suoi bagagli, non è stata trovata alcuna traccia di marijuana. Alla fine, nessun membro dell'equipaggio ha voluto sporgere denuncia nei confronti della 19enne popstar canadese, che ha potuto lasciare l'aeroporto dopo i controlli.
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Non che gli sia andata meglio la serata post-SuperBowl: una discoteca newyorkese e due feste private gli hanno negato l'ingresso, invitandolo ad andare a divertirsi altrove. Insieme a papà.