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Isabella Ferrari, cinquant'anni e il caos: "Niente festa ma un anno tutto per me"

L'attrice taglia il traguardo del mezzo secolo. "Non me ne sono accorta, sono un fiume in piena da sempre". Dal debutto in tv ai primi successi sul grande schermo al cinema d'autore e l'Oscar a "La grande bellezza": "Ma se c'è una cosa che mi riempie d'orgoglio è fare l'ambasciatrice di Save the Children"

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ROMA - Isabella Ferrari compie cinquant'anni: "Non me ne sono accorta. Sono un fiume in piena da sempre, tanto che non ho il tempo di pensare, non mi sono mai fermata. In questo periodo non sono a teatro ed è già un'annata diversa dalle ultime". L'attrice nata in provincia di Piacenza, dove si trasferisce ragazzina, ha iniziato a lavorare giovanissima e non si è fermata più. A quindici anni aveva già vinto il concorso Miss Teenager e il contratto per incidere un disco. Ma la carriera passa per la tv, nel 1960 una piccola parte nel programma Sotto le stelle di Gianni Boncompagni, dove viene notata da Carlo Vanzina che la vuole nel 1981 Sapore di mare, il suo primo film. A diciott'anni si stabilisce a Roma per fare l'attrice. Nell'88 la vuole Marco Tullio Giordana per Appuntamento a Liverpool, l'anno dopo è in Willy Signori e vengo da lontano, nelll'95 è l'ora di Cronaca di un amore violato di Giacomo Battiato. Nel 1996 alla Mostra del cinema di Venezia vince la Coppa Volpi come migliore attrice non protagonista per Romanzo di un giovane povero di Ettore Scola con Alberto Sordi. Da allora è una delle attrice più richieste del cinema italiano. Tra i film anche La lingua del santo di Carlo Mazzacurati, Saturno contro di Ferzan Ozpetek, Caos calmo di Antonello Grimaldi. Un piccolo cameo in To Rome with Love con Woody Allen. E un bel ruolo in La grande bellezza al fianco di Toni Servillo. "Sono felice e orgogliosa di aver lavorato con Paolo Sorrentino".
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Altro che festeggiamenti: "In questo momento sono nel pieno dell'essere madre. Ho due figli al liceo e uno alla medie. La femmina quest'anno ha la maturità. Ce ne è per tutte le salse, una rumba pazzesca. Ma sono stata fortunata, poteva andarmi peggio. Ho il controllo di tutto e tutti e non voglio nessuna festa. Sarebbe davvero una grande sorpresa se riuscissero a organizzare qualcosa di nascosto, i miei figli. Magari mi detestano per questo, dovreste intervistare loro". Il regalo che vorrebbe, se lo sta già facendo. "Mi sono regalata un anno per me e la mia famiglia. Ma mi sono sempre potuta permettere il lusso di portare i miei bimbi sul set e nei viaggi di lavoro, mi sono sempre accordata con le produzioni che li hanno accolti. Ho preso premi con un bimbo nella pancia e quando allattavo: quando vinsi la Coppa Volpi arrivai con mia figlia attaccata al seno. Ho mollato il premio a un mio amico e l'ho allattata subito dopo".

Si descrive così: "Sono imprendibile, anche da me stessa, disordinata con i soldi. Mi ritrovo con i rossi in banca in un'età in cui non è consentito". Malgrado il barcamenarsi tra set e famiglia, si stupisce dell'uscita lamentosa di Gwyneth Paltrow che "invidia" le donne comuni che con la routine dell'ufficio possono dedicarsi ai figli. "Sono una persona terrena, anche se l'immagine è eterea. Sono consapevole di quanto sia fortunata e molto vicina alle madri che lavorano e che oggi sono in difficoltà più che mai. Però in quest'anno, in cui è morto Carlo Mazzacurati, scomparsa che mi ha dato tanto dolore, mi sono letta alcune sue cose e c 'è una frase meravigliosa che ho detto ai miei figli: ognuna delle persone che incontri combatte la sua battaglia. A me capita di svegliarmi pensando al crollo dell'Italia, alle migliaia di persone che perdono il lavoro. Mi sento fortunata e ho voglia di proteggere gli altri. Ho avuto la fortuna di avere la vita che ho voluto fare. Non penso tanto al passato ma al futuro. Ho fatto tanti film, e altrettanti ne vorrei fare".
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"Cinquant'anni? Non ha significato, questa età per me - dice la Ferrari - quand'ero giovane pensavo che ai cinquant'anni come un momento di bilancio, ora mi ritrovo nel totale caos: tutto è incompiuto e forse è la vita stessa a essere così". Orgogliosa della sua carriera? "Io sono sempre stata spinta dalla paura, quella di non essere all'altezza del ruolo, della situazione. Mi sento sempre inferiore a chiunque abbia davanti. È un modo di stare al mondo. Però c'è una cosa che mi riempie d'orgoglio: è fare l'ambasciatrice di Save the Children, i viaggi per l'Onlus".

Sul fronte della bellezza, che finora non l'ha mai abbandonata, scherza: "Mi porto avanti facendo palestra e yoga e i miei figli mi fanno sentire ragazza matura ma gli anni ci sono". E del marito, il regista Renato de Maria, "anche lui è un ragazzo maturo, quindi siamo una bella coppia". Nessun rimpianto, "sono felice di tutti i film che ho fatto, cerco sempre ancora la pepita d'oro, il ruolo perfetto. Nella vita invece ci sono amicizie finite, sono i pensieri della vita, i piccoli fallimenti qui e là che vivo anch'io, come tutti":

E se le chiedi quali sono i suoi momenti da ricordare, ne elenca tre. La scoperta. "Quando sono venuta a Roma la prima volta sul camion di mio zio che era camionista, nella cuccetta come un cagnolino, da Piacenza verso questa Roma, non ero ancora maggiorenne. Alla ricerca della grande bellezza". La crisi. "Dopo l'enorme successo con il mio primo film e il secondo Sapore di mare avevo vent'anni ed ero popolare. Non c'era luogo dove rintanarmi dai paparazzi e dalla popolarità. Ero impreparata, troppo giovane. E quindi ho vissuto un forte esaurimento. Quindi ho passato un periodo in cui volutamente non sono stata sul set, mi sono rintanata". La felicità. Il più delle volte non è prendere premi ma per me è stare sul palco. Ogni sera che ho fatto Susanna in teatro in Il catalogo di Valerio Binasco sono stata felice, per il ritorno dalla platea. E quando ho fatto Due partite per Cristina Comencini, ogni volta che strappavo risate al pubblico era felicità pura. Peccato mi sia capitato troppo poco al cinema, dove mi hanno affidato sempre ruoli dolenti".