Gabriel Garko, 40 candeline per il sex symbol della tv italiana
Alessandra Vitali, ALESSANDRA VITALIÈ il volto delle serie Mediaset, super-melò trash da grandi ascolti. Un compleanno da festeggiare in un anno d'oro, fra il successo in tv e gli applausi a Cannes. E una vita privata da difendere a tutti i costi
ROMA - È il signore del melò, della fiction strappacore, del trash da prima serata, personaggi che oscillano fra il cattivo il perfido il sensualone, sciupafemmine sempre ma con quel fisico e quegli occhi cos'altro dovrebbe fare? Titoli come Angelo nero, L'onore e il rispetto, Il sangue e la rosa, Il peccato e la vergogna, intrecci alla Grand Hotel e ascolti boom, perché le serie di cui è protagonista vantano uno zoccolo durissimo di appassionati ma pure uno zoccoletto di quelli che le vedono e non lo dicono o le vedono e ci ridono su.
Gabriel Garko, vero nome Dario Oliviero, cresciuto a Settimo Torinese, compie quarant'anni (il 12 luglio) e festeggia un anno d'oro in cui ha pure sfilato sul red carpet del Festival di Cannes insieme all'amica Asia Argento che l'ha diretto nel suo Incompresa, applaudito nella sezione Un certain regard. Poco prima era andato in onda su Canale 5 (con sbandierata scena di nudo integrale, anche se quella cosa lì era coper…
Gabriel Garko, vero nome Dario Oliviero, cresciuto a Settimo Torinese, compie quarant'anni (il 12 luglio) e festeggia un anno d'oro in cui ha pure sfilato sul red carpet del Festival di Cannes insieme all'amica Asia Argento che l'ha diretto nel suo Incompresa, applaudito nella sezione Un certain regard. Poco prima era andato in onda su Canale 5 (con sbandierata scena di nudo integrale, anche se quella cosa lì era coper…
ROMA - È il signore del melò, della fiction strappacore, del trash da prima serata, personaggi che oscillano fra il cattivo il perfido il sensualone, sciupafemmine sempre ma con quel fisico e quegli occhi cos'altro dovrebbe fare? Titoli come Angelo nero, L'onore e il rispetto, Il sangue e la rosa, Il peccato e la vergogna, intrecci alla Grand Hotel e ascolti boom, perché le serie di cui è protagonista vantano uno zoccolo durissimo di appassionati ma pure uno zoccoletto di quelli che le vedono e non lo dicono o le vedono e ci ridono su.
Gabriel Garko, vero nome Dario Oliviero, cresciuto a Settimo Torinese, compie quarant'anni (il 12 luglio) e festeggia un anno d'oro in cui ha pure sfilato sul red carpet del Festival di Cannes insieme all'amica Asia Argento che l'ha diretto nel suo Incompresa, applaudito nella sezione Un certain regard. Poco prima era andato in onda su Canale 5 (con sbandierata scena di nudo integrale, anche se quella cosa lì era coperta da un'ombra) Rodolfo Valentino. La leggenda, regia di Alessio Inturri, in cui con complicate coreografie e un sacco di kajal ha restituito appeal al seduttore di Castellaneta.
Per il riservatissimo Garko (difficile conoscere dettagli della sua vita privata) la storia comincia con il titolo di Mister Italia, insomma il più bello del paese, fascia tricolore e coroncina. Ma - colpo di scena - lui il titolo lo rifiuta perché vuole fare l'attore e vuole che la sua carriera vada da un'altra parte. Dove poi, di fatto, è andata. "L'ho voluto in Incompresa perché credo che sia l'unico attore italiano dotato dello charme internazionale che avevano gli uomini di un tempo" ha detto Asia Argento, che al suo fianco ha messo Charlotte Gainsbourg che nel film lo gonfia di botte.
FOTO Quarant'anni da bellissimo (e non solo)
L'esordio sullo schermo è con il corto Troppo caldo, con Francesca Dellera, regia di Roberto Rocco, in concorso alla Mostra del cinema di Venezia nel 1995. L'anno dopo Rocco lo dirige ancora, il film è Una donna in fuga ma la grande popolarità arriva con la tv. Nel '98 è protagonista di Angelo nero, su Canale 5, in cui è un giovane restauratore vittima di una maledizione legata a un'opera d'arte. Nello stesso anno è nel cast di Paparazzi di Neri Parenti e poi nel film tv Rai Mashamal - Ritorno al deserto. E alla fine degli anni Novanta diventa il volto di punta di Mediaset: Tre stelle, Villa Ada, Il morso del serpente, Occhi verde veleno, Il bello delle donne (tre stagioni, dal 2001 al 2003, e un Telegatto per lui). Torna al cinema nel 2001, è bravo nell'interpretare un malato terminale di Aids in le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek.
Nel 2002 Ronconi lo dirige al Piccolo di Milano in Quel che sapeva Maisie con Mariangela Melato, nello stesso anno gira due film, Senso '45 (coraggioso rifacimento in chiave erotica del Senso di Luchino Visconti) di Tinto Brass, è un ufficiale nazista sedotto da un'Anna Galiena particolarmente disinibita, e Callas Forever di Zeffirelli, è un giovane cantante lirico, nel cast Fanny Ardant e Jeremy Irons. Passa pure per il doppiaggio (nel 2004, la versione italiana di Il principe di Persia nell'omonimo videogioco). La consacrazione - dopo I colori della vita di Stefano reali - è con L'onore e il rispetto a cui seguiranno Io ti assolvo (boom di ascolti) e Il sangue e la rosa di Salvatore Samperi, ambientata nella Roma dell'Ottocento. Torna al cinema con Una moglie bellissima di Leonardo Pieraccioni e subito dopo in Aspettando il sole di Ago Panini che lo mette alla prova nel ruolo di Samuel, ragazzo disadattato e dedito alla delinquenza. Nel 2010 veste i panni di un ufficiale fascistissimo e cattivissimo, Nito Valdi, nella serie Il peccato e la vergogna. Sempre nel 2010 esce il thriller Caldo criminale per la regia di Eros Puglielli, che lo dirige anche in Viso d'angelo.
Per tutte queste interpretazioni, Garko ha vinto per tre anni consecutivi il premio come miglior attore protagonista del Roma Fiction Fest, sempre acclamato, all'arrivo al festival, come una rockstar. Fuori dal set, ama andare a cavallo o fare immersioni in mare ma ha anche una sana passione per il giardinaggio, insomma una vita - come dice lui - "normale" e una privacy che vuole fortissimamente proteggere. Si sa però che in questi giorni - i fan si preparino - sta ultimando le riprese del quarto capitolo di L'onore e il rispetto, in onda a settembre sull'ammiraglia Mediaset: nuovi colpi di scena e intrighi per il suo mafioso Tonio Fortebracci (chi segue, sa che l'avevamo lasciato con un colpo sparato contro di lui dal capo dei capi Tom Di Maggio, un Eric Roberts molto in parte, ma a quanto pare con una mira fiacca), quello che guardando un crocifisso disse un giorno: "Nessuno ha avuto pietà per quelli che amavo. Nemmeno tu".
Gabriel Garko, vero nome Dario Oliviero, cresciuto a Settimo Torinese, compie quarant'anni (il 12 luglio) e festeggia un anno d'oro in cui ha pure sfilato sul red carpet del Festival di Cannes insieme all'amica Asia Argento che l'ha diretto nel suo Incompresa, applaudito nella sezione Un certain regard. Poco prima era andato in onda su Canale 5 (con sbandierata scena di nudo integrale, anche se quella cosa lì era coperta da un'ombra) Rodolfo Valentino. La leggenda, regia di Alessio Inturri, in cui con complicate coreografie e un sacco di kajal ha restituito appeal al seduttore di Castellaneta.
Per il riservatissimo Garko (difficile conoscere dettagli della sua vita privata) la storia comincia con il titolo di Mister Italia, insomma il più bello del paese, fascia tricolore e coroncina. Ma - colpo di scena - lui il titolo lo rifiuta perché vuole fare l'attore e vuole che la sua carriera vada da un'altra parte. Dove poi, di fatto, è andata. "L'ho voluto in Incompresa perché credo che sia l'unico attore italiano dotato dello charme internazionale che avevano gli uomini di un tempo" ha detto Asia Argento, che al suo fianco ha messo Charlotte Gainsbourg che nel film lo gonfia di botte.
FOTO Quarant'anni da bellissimo (e non solo)
L'esordio sullo schermo è con il corto Troppo caldo, con Francesca Dellera, regia di Roberto Rocco, in concorso alla Mostra del cinema di Venezia nel 1995. L'anno dopo Rocco lo dirige ancora, il film è Una donna in fuga ma la grande popolarità arriva con la tv. Nel '98 è protagonista di Angelo nero, su Canale 5, in cui è un giovane restauratore vittima di una maledizione legata a un'opera d'arte. Nello stesso anno è nel cast di Paparazzi di Neri Parenti e poi nel film tv Rai Mashamal - Ritorno al deserto. E alla fine degli anni Novanta diventa il volto di punta di Mediaset: Tre stelle, Villa Ada, Il morso del serpente, Occhi verde veleno, Il bello delle donne (tre stagioni, dal 2001 al 2003, e un Telegatto per lui). Torna al cinema nel 2001, è bravo nell'interpretare un malato terminale di Aids in le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek.
Nel 2002 Ronconi lo dirige al Piccolo di Milano in Quel che sapeva Maisie con Mariangela Melato, nello stesso anno gira due film, Senso '45 (coraggioso rifacimento in chiave erotica del Senso di Luchino Visconti) di Tinto Brass, è un ufficiale nazista sedotto da un'Anna Galiena particolarmente disinibita, e Callas Forever di Zeffirelli, è un giovane cantante lirico, nel cast Fanny Ardant e Jeremy Irons. Passa pure per il doppiaggio (nel 2004, la versione italiana di Il principe di Persia nell'omonimo videogioco). La consacrazione - dopo I colori della vita di Stefano reali - è con L'onore e il rispetto a cui seguiranno Io ti assolvo (boom di ascolti) e Il sangue e la rosa di Salvatore Samperi, ambientata nella Roma dell'Ottocento. Torna al cinema con Una moglie bellissima di Leonardo Pieraccioni e subito dopo in Aspettando il sole di Ago Panini che lo mette alla prova nel ruolo di Samuel, ragazzo disadattato e dedito alla delinquenza. Nel 2010 veste i panni di un ufficiale fascistissimo e cattivissimo, Nito Valdi, nella serie Il peccato e la vergogna. Sempre nel 2010 esce il thriller Caldo criminale per la regia di Eros Puglielli, che lo dirige anche in Viso d'angelo.
Per tutte queste interpretazioni, Garko ha vinto per tre anni consecutivi il premio come miglior attore protagonista del Roma Fiction Fest, sempre acclamato, all'arrivo al festival, come una rockstar. Fuori dal set, ama andare a cavallo o fare immersioni in mare ma ha anche una sana passione per il giardinaggio, insomma una vita - come dice lui - "normale" e una privacy che vuole fortissimamente proteggere. Si sa però che in questi giorni - i fan si preparino - sta ultimando le riprese del quarto capitolo di L'onore e il rispetto, in onda a settembre sull'ammiraglia Mediaset: nuovi colpi di scena e intrighi per il suo mafioso Tonio Fortebracci (chi segue, sa che l'avevamo lasciato con un colpo sparato contro di lui dal capo dei capi Tom Di Maggio, un Eric Roberts molto in parte, ma a quanto pare con una mira fiacca), quello che guardando un crocifisso disse un giorno: "Nessuno ha avuto pietà per quelli che amavo. Nemmeno tu".