DESTINATA a essere sex symbol, per quello sguardo assassino e la bocca sensuale. A leggere il curriculum si potrebbe pensare che Scarlett Johansson compia 45 anni e invece il 22 festeggia il trentesimo compleanno. Un'irresistibile ascesa da gattona di talento, dal film in cui tredicenne grazie a Robert Redford, L'uomo che sussurrava ai cavalli - e non solo ai cavalli - riacquistava la sicurezza e la passione per l'equitazione, al fascinoso Lost in translation di Sofia Coppola in cui, appena diciannovenne, seduceva lo stralunato Bill Murray perso tra le mille luci di Tokyo. La ragazza bionda diventata musa di Woody Allen dopo Match point ("È di una bellezza devastante", disse il regista, e in quella definizione c'è tutto), qualsiasi cosa faccia, che si travesta da povera sguattera in La ragazza con l'orecchino di perla o da eroina dei fumetti in Captain America, lascia il segno.
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Redford spiegò: "She's thirteen going thirty", "ha tredici anni, quasi trenta". L'aveva fotografata, perché Scarlett non è mai stata bambina, adolescente, ma sempre avanti, più adulta, perfetta in tutti i ruoli che le hanno affidato, in quelli dell'"altra donna" (Match point) o della "rovinafamiglie" (La verità è che non gli piaci abbastanza) praticamente inarrivabile.
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Per il magazine Esquire è la donna più sexy del mondo e, va detto, non fa fatica a convincerci di esserlo perché è quel genere di Venere tascabile che muove l'aria quando entra in una stanza: sinuosa, lo sguardo felino anche quando beve un cappuccino. Progettata per sedurre, oggetto del desiderio e consapevole di esserlo, ha interpretato a Brodway Maggie in La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams, e non sfigurava nel ruolo che consacrò un'altra seduttrice curvy d'altri tempi, Liz Taylor. Spiegava, a chi la paragonava a Liz, "che l'etichetta di sex symbol non dura mai per sempre", ma lei fa eccezione.
Trent'anni, quaranta film, lodi che piovono da tutte le parti e neanche un Oscar. Un talento vero, visto che l'interpretazione più bella è quella in Her di Spike Jonze in cui seduce, ma solo con la voce: e che voce, roca e sensuale. Ma basta vederla in azione con quello spot capolavoro di Martin Scorsese, lei e Matthew McConaughey in una New York che strazia il cuore, per capire che Scarlett può arrivare ovunque. Perfetta nell'abito di pizzo anni 50, i capelli raccolti, il broncetto, tiene quel marcantonio di premio Oscar in pugno e che peccato dirsi addio sulla terrazza dove sono stati vissuti momenti migliori.
Il suo aspetto le piace, sebbene se la sia presa spesso con i mass media: "Prima ti puntano i riflettori addosso, sottolineano le imperfezioni i tuoi presunti difetti" ha spiegato a Vanity Fair "poi ti criticano perché hai cercato di sistemarli". Ma ha anche detto tante volte che è fortunata perché è cresciuta in una famiglia - padre architetto danese, mamma produttrice - "in cui si parlava di sesso con la massima libertà". Una ragazza libera e felice, la Scarlett adolescente, cresciuta col motto: "Fai quello che ti senti di fare". "Non ho mai scelto niente controvoglia".
È stata sposata con Ryan Reynolds (2008-2011) fidanzata con Joseph Gordon Levitt, ha frequentato assiduamente - e in quel periodo ci stava particolarmente antipatica - Sean Penn, ha l'aria di una che si prende chi vuole (standing ovation). Ora che è diventata mamma di Rose, la piccola avuta dal fidanzato Romain Dauriac, si è tagliata i capelli, porta un filo di perle e ha un'aria da signora posata "thirty going to forty", da quarantenne posata. Ma con le guerriere sexy mai fidarsi delle apparenze.
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Redford spiegò: "She's thirteen going thirty", "ha tredici anni, quasi trenta". L'aveva fotografata, perché Scarlett non è mai stata bambina, adolescente, ma sempre avanti, più adulta, perfetta in tutti i ruoli che le hanno affidato, in quelli dell'"altra donna" (Match point) o della "rovinafamiglie" (La verità è che non gli piaci abbastanza) praticamente inarrivabile.
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Per il magazine Esquire è la donna più sexy del mondo e, va detto, non fa fatica a convincerci di esserlo perché è quel genere di Venere tascabile che muove l'aria quando entra in una stanza: sinuosa, lo sguardo felino anche quando beve un cappuccino. Progettata per sedurre, oggetto del desiderio e consapevole di esserlo, ha interpretato a Brodway Maggie in La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams, e non sfigurava nel ruolo che consacrò un'altra seduttrice curvy d'altri tempi, Liz Taylor. Spiegava, a chi la paragonava a Liz, "che l'etichetta di sex symbol non dura mai per sempre", ma lei fa eccezione.
Trent'anni, quaranta film, lodi che piovono da tutte le parti e neanche un Oscar. Un talento vero, visto che l'interpretazione più bella è quella in Her di Spike Jonze in cui seduce, ma solo con la voce: e che voce, roca e sensuale. Ma basta vederla in azione con quello spot capolavoro di Martin Scorsese, lei e Matthew McConaughey in una New York che strazia il cuore, per capire che Scarlett può arrivare ovunque. Perfetta nell'abito di pizzo anni 50, i capelli raccolti, il broncetto, tiene quel marcantonio di premio Oscar in pugno e che peccato dirsi addio sulla terrazza dove sono stati vissuti momenti migliori.
Il suo aspetto le piace, sebbene se la sia presa spesso con i mass media: "Prima ti puntano i riflettori addosso, sottolineano le imperfezioni i tuoi presunti difetti" ha spiegato a Vanity Fair "poi ti criticano perché hai cercato di sistemarli". Ma ha anche detto tante volte che è fortunata perché è cresciuta in una famiglia - padre architetto danese, mamma produttrice - "in cui si parlava di sesso con la massima libertà". Una ragazza libera e felice, la Scarlett adolescente, cresciuta col motto: "Fai quello che ti senti di fare". "Non ho mai scelto niente controvoglia".
È stata sposata con Ryan Reynolds (2008-2011) fidanzata con Joseph Gordon Levitt, ha frequentato assiduamente - e in quel periodo ci stava particolarmente antipatica - Sean Penn, ha l'aria di una che si prende chi vuole (standing ovation). Ora che è diventata mamma di Rose, la piccola avuta dal fidanzato Romain Dauriac, si è tagliata i capelli, porta un filo di perle e ha un'aria da signora posata "thirty going to forty", da quarantenne posata. Ma con le guerriere sexy mai fidarsi delle apparenze.