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Mariel Hemingway: "Woody Allen cercò di sedurmi sul set di Manhattan"

La nipote del celebre scrittore sostiene nella sua autobiografia in uscita che il regista "ci provò" con lei nel 1979, quando aveva appena 17 anni

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LONDRA - Woody Allen cercò di sedurre Mariel, la nipote di Ernest Hemingway, quando lei era ancora adolescente. A scriverlo è il Daily Mail che ha pubblicato le anticipazioni delle memorie di Mariel Hemingway, nelle quali l'attrice accusa il regista americano di "averci provato" con lei quando aveva 17 anni e Allen 43, mentre giravano Manhattan, il film del 1979 che a lei valse la nomination come migliore attrice non protagonista.

Secondo il volume, che sta per essere pubblicato, Allen avrebbe ripetutamente e insistentemente invitato la ragazza a seguirlo a Parigi, dove avrebbero condiviso una camera di albergo. In passato Allen era stato accusato dalla moglie Mia Farrow di avere avuto attenzioni "particolari" nei confronti della loro figlia Dylan, quando aveva sette anni.
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Mariel Hemingway, 53 anni, attrice dalle alterne fortune, debuttò nel 1976 in un film che - ironia della sorte - raccontava una torbida vicenda di violenza sessuale, come il titolo, Stupro (Lipstick), fa subito intendere. Nel film Mariel recitava accanto alla sorella Margaux, morta (probabilmente suicida) nel 1996, dopo una vita inquieta e infelice. Mariel Hemingway è sposata con il regista Stephen Crisman da cui ha avuto una figlia, Dree Louise, modella e attrice.

Woody Allen, oggi settantanovenne, è sposato con la quarantacinquenne sudcoreana Soon-Yi: le nozze furono celebrate il  22 dicembre 1997 a Palazzo Cavalli-Franchetti a Venezia, città molto amata da Allen. La coppia ha poi adottato due bambine di origini coreane, Bechet e Manzie. Soon-Yi è la figlia adottiva di Mia Farrow e del direttore d'orchestra André Previn.