La notte prima di Halloween i protagonisti del film vengono rapiti e costretti a partecipare a un gioco sadico e omicida: dal set dell'annunciato 31 Rob Zombie passa ai baffetti irreverenti di Groucho Marx. Una notizia che ha lasciato di stucco i suoi fan quella del nuovo progetto del regista horror, di solito alle prese con apparizioni demoniache, assassini e scene di terrore.
Il regista è sempre stato un grandissimo fan del terzo, e più celebre, dei cinque fratelli Marx, ma un libro lo ha letteralmente folgorato. È un adattamento di Raised Eyebrows: My Years Inside Groucho's House di Steve Stoliar, che fu per qualche tempo il suo segretario e archivista, e racconta gli ultimi anni di vita del comico. A firmare la sceneggiatura sarà Oren Moverman, ex giornalista israeliano ora sceneggiatore e regista. L'idea è una sorta di Groucho Marx Sunset Boulevard. Zombie, infatti, non nasconde di ispirarsi a Bill Wilder e al suo Viale del tramonto, come ha dichiarato a Deadline. "Si tratta di una storia triste e molto oscura su una delle più grandi stelle di Hollywood". Questa volta non sarà la risata, dunque, a farla da padrona.
[[ge:rep-locali:repubblica:117151124]]
L'American Film Institute ha inserito i fratelli Marx al ventesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema. Tra i tre è stato Groucho il fratello leader: quello svagato, con il sigaro perennemente tra le labbra, capace di trascinare qualsiasi situazione in uno stato di grazia e bizzarra anarchia. Julius Herny Marx fece una lunga gavetta nel varietà e conquistò Broadway prima di approdare al cinema e divenire un'icona della comicità. Ricevette un Oscar alla carriera nel 1974.
Non solo un humour graffiante, ma anche una capacità di reinventarsi: è questo che ha permesso a Groucho di intraprendere un'altra carriera quando è iniziato il declino del trio Marx, con Harpo e Chico, all'inizio degli anni Quaranta. Prima della distribuzione del Bazar delle follie (nel 1941) Groucho aveva espresso l'intenzione di lasciare il cinema e non di non volersi più mettere dietro "quei baffi fasulli". Prigioniero del suo personaggio, continuò a comparire sporadicamente insieme ai due fratelli in alcuni film, per lo più - si pensa - per aiutare Chico, in ristrettezze finanziare a causa del vizio del gioco d'azzardo e al tempo stesso prese parte a numerosi show radiofonici.
Nel 1970 Groucho ha oramai 80 anni. Dopo il divorzio dalla terza moglie Eden Hartford, viene sottoposto a un intervento chirurgico per le adenoidi. Nel 1971 è colpito da un leggero ictus che ne compromette lievemente le articolazioni vocali e l'attività cerebrale. Non gode di ottima salute, dunque, quando conosce la ventinovenne Erin Fleming, un'aspirante attrice di origine canadese, che diventa la sua segretaria e manager, spronandolo a riprendere l'attività artistica. Una figura controversa quella di Erin, accusata in seguito da uno dei figli di Marx di averlo influenzato e plagiato.
Ci sarà anche lei nel film di Rob Zombie, che si concentra sulla seconda metà degli anni Settanta. Stoliar fu per tre anni testimone - e protagonista - della vita dell'attore, di cui divenne un collaboratore fidato arrivando ad abitare insieme a lui, nella sua casa. Tutto è finito nel libro, pubblicato per la prima volta nel 1996, che tanto ha colpito il regista horror. Groucho in quel periodo fece frequenti apparizioni, spesso a fianco della Fleming, nel talk show televisivo condotto dal presentatore Dick Cavett e nella situation comedy The Bill Cosby Show, nonostante fosse un po' malconcio. Stoliar, tra aneddoti e retroscena, tratteggia la lenta parabola della vecchiaia: quando si perdono gradualmente dignità e autonomia, sul viale del tramonto. Il tramonto di Groucho Marx, sul quale spetta ora a Rob Zombie far luce.
Il regista è sempre stato un grandissimo fan del terzo, e più celebre, dei cinque fratelli Marx, ma un libro lo ha letteralmente folgorato. È un adattamento di Raised Eyebrows: My Years Inside Groucho's House di Steve Stoliar, che fu per qualche tempo il suo segretario e archivista, e racconta gli ultimi anni di vita del comico. A firmare la sceneggiatura sarà Oren Moverman, ex giornalista israeliano ora sceneggiatore e regista. L'idea è una sorta di Groucho Marx Sunset Boulevard. Zombie, infatti, non nasconde di ispirarsi a Bill Wilder e al suo Viale del tramonto, come ha dichiarato a Deadline. "Si tratta di una storia triste e molto oscura su una delle più grandi stelle di Hollywood". Questa volta non sarà la risata, dunque, a farla da padrona.
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L'American Film Institute ha inserito i fratelli Marx al ventesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema. Tra i tre è stato Groucho il fratello leader: quello svagato, con il sigaro perennemente tra le labbra, capace di trascinare qualsiasi situazione in uno stato di grazia e bizzarra anarchia. Julius Herny Marx fece una lunga gavetta nel varietà e conquistò Broadway prima di approdare al cinema e divenire un'icona della comicità. Ricevette un Oscar alla carriera nel 1974.
Non solo un humour graffiante, ma anche una capacità di reinventarsi: è questo che ha permesso a Groucho di intraprendere un'altra carriera quando è iniziato il declino del trio Marx, con Harpo e Chico, all'inizio degli anni Quaranta. Prima della distribuzione del Bazar delle follie (nel 1941) Groucho aveva espresso l'intenzione di lasciare il cinema e non di non volersi più mettere dietro "quei baffi fasulli". Prigioniero del suo personaggio, continuò a comparire sporadicamente insieme ai due fratelli in alcuni film, per lo più - si pensa - per aiutare Chico, in ristrettezze finanziare a causa del vizio del gioco d'azzardo e al tempo stesso prese parte a numerosi show radiofonici.
Nel 1970 Groucho ha oramai 80 anni. Dopo il divorzio dalla terza moglie Eden Hartford, viene sottoposto a un intervento chirurgico per le adenoidi. Nel 1971 è colpito da un leggero ictus che ne compromette lievemente le articolazioni vocali e l'attività cerebrale. Non gode di ottima salute, dunque, quando conosce la ventinovenne Erin Fleming, un'aspirante attrice di origine canadese, che diventa la sua segretaria e manager, spronandolo a riprendere l'attività artistica. Una figura controversa quella di Erin, accusata in seguito da uno dei figli di Marx di averlo influenzato e plagiato.
Ci sarà anche lei nel film di Rob Zombie, che si concentra sulla seconda metà degli anni Settanta. Stoliar fu per tre anni testimone - e protagonista - della vita dell'attore, di cui divenne un collaboratore fidato arrivando ad abitare insieme a lui, nella sua casa. Tutto è finito nel libro, pubblicato per la prima volta nel 1996, che tanto ha colpito il regista horror. Groucho in quel periodo fece frequenti apparizioni, spesso a fianco della Fleming, nel talk show televisivo condotto dal presentatore Dick Cavett e nella situation comedy The Bill Cosby Show, nonostante fosse un po' malconcio. Stoliar, tra aneddoti e retroscena, tratteggia la lenta parabola della vecchiaia: quando si perdono gradualmente dignità e autonomia, sul viale del tramonto. Il tramonto di Groucho Marx, sul quale spetta ora a Rob Zombie far luce.