Addio a Laura Antonelli, la bellezza che ha fatto sognare generazioni
E' morta nella sua casa di Ladispoli Laura Antonelli, una delle icone del cinema erotico italiano degli anni Settanta e Ottanta, regina di film d'autore e della commedia sexy all'italiana. L'attrice irrompe nell'immaginario erotico degli italiani nel 1973 con "Malizia", il film cult di Salvatore Samperi in cui interpreta una sensuale cameriera nella Catania degli anni 50, ruolo che le vale un David di Donatello e un Nastro d'argento. Da quel momento si aprono le porte della notorietà: Laura recita in film come "Trappola per un lupo" di Claude Chabrol, "Sessomatto" di Dino Risi, "Mio Dio, come sono caduta in basso" di Luigi Comencini (per il quale vince un secondo Globo d'oro), "L'innocente" di Luchino Visconti e "Passione d'amore" di Ettore Scola, per il quale riceve una candidatura al David di Donatello. L'inizio del declino ha una data precisa: il 27 aprile 1991, quando vengono trovati a casa sua 36 grammi di cocaina, reato per cui viene arrestata e condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti, in seguito assolta dalla Corte d'appello. Nello stesso periodo torna a lavorare come protagonista di "Malizia 2000" sempre diretta da Samperi. Invece di rilanciarla, il film è l'ultimo colpo per la sua carriera: si rivela un flop e Laura Antonelli si allontana definitivamente dal mondo dallo spettacolo. Per cercare di mascherare i segni dell'età, durante le riprese si sottopone a iniezioni di collagene: un trattamento che la sfigura e la porta ad aprire un processo civile contro produttore e regista del film, per averla costretta al trattamento anti-rughe, e contro il chirurgo plastico. Da quel momento l'attrice decide di dire addio al mondo dello spettacolo, chiudendosi in un dignitoso silenzio
(a cura di Rita Celi)