Nella playlist del candidato compaiono anche i R.E.M., Elton John, Neil Young, alcune arie d'opera e altri classici del rock. Quando Trump partecipa a un'iniziativa elettorale, prima che arrivi sul palco il pubblico viene intrattenuto per circa cinquanta minuti di musica, scelta rigorosamente da lui. Fra i preferiti, proprio gli Stones con la loro You can't always get what you want del 1969. Una playlist che tuttavia, si diceva, sta diventando sempre più scarna.
Da Samuel L. Jackson a Whoopi Goldberg i vip che scapperebbero dagli Usa se vincesse Trump
Si allunga l'elenco di star che hanno dichiarato che lascerebbero gli Stati Uniti se Donald Trump diventasse presidente degli Stati Uniti. All'indomani del Super Tuesday che ha visto vincere il magnate americano in cinque stati sono molti gli attori di cinema, comici tv e persino un predicatore i vip che vogliono scappare in caso di vittoria di Trump: Rosie O'Donnell, Lena Dunham, Whoopi Goldberg, Cher, Eddie Griffin, l'attivista per i diritti Al Sharpton, Barry Diller e Samuel L. Jackson. E Trump non ha perso tempo dichiarando: "Se vinco ci liberiamo di Rosie O'Donnell? Oh sarebbe meraviglioso. A questo punto devo vincere per forza". D'altronde Rosie O'Donnell, attrice comica e autrice attivista per i diritti LGBT, è tra le prime avversarie di Trump e durante uno show a Broadway poche settimane fa ha offerto al suo pubblico una parodia del candidato repubblicano
I rapporti fra la band e il magnate prestato alla politica non sono mai stati troppo sereni. Come quella volta in cui Keith Richards impugnò un coltello per minacciarlo. Era il 1989 (testimone dei fatti, il promoter canadese Michael Cohl che li raccontò in un'intervista a Pollstar), gli Stones avrebbero dovuto tenere l'ultima data americana del loro "Steel Wheels Tour" al Convention Center di Atlantic City, lo sponsor era il Trump Plaza Hotel and Casino, a poca distanza - e Trump, del Convention Center, era il proprietario. L'entourage della band aveva chiuso un accordo per una diretta tv on demand (e a pagamento) dello show, ma Jagger & co. avevano chiesto espressamente che la loro immagine non fosse associata a quella del miliardario.
Cohl e Trump si misero d'accordo: la band sarebbe salita sul palco a patto che Trump non fosse stato presente alla serata, e che la sua figura non fosse stata pubblicizzata in alcuna maniera. Ma arrivati in sala stampa per l'intervista alla tv americana, gli Stones si accorsero che la conferenza stampa era già iniziata, e la stava tenendo proprio Trump. Inutili i tentativi di Cohl di far allontanare il magnate. E così, Keith Richards decise di passare alle maniere forti: tirò fuori un coltello, lo sbattè sul tavolo e gridò in faccia a Cohl che avrebbe dovuto cacciare Trump, altrimenti... Cohl tornò da Trump, il clima si riscaldò, lo stesso Trump minacciò il promoter. A chiudere la questione intervennero una quarantina di uomini della sicurezza della band.