Vicenza, com'è raro quel Vespro in musica, con tiorbe, bombarde e ghironde
Com'è raro quel Vespro di Monteverdi! O meglio, il Vespro della Beata Vergine è una delle pagine più note e celebrate della musica sacra e non manca ad ogni sua esecuzione di suscitare attenzione e curiosità. In questo caso, però, al teatro Olimpico di Vicenza, in occasione del Festival 'Vicenza in Lirica', diretto da Andrea Castello, la sua intepretazione sarà un momento raro, imperdibile. La Schola San Rocco si presenterà in un complesso organico che verrà disposto ad arte nella ‘macchina di suono’ teatrale progettata dal Palladio, e si esprimerà in un Vespro quasi mai ascoltato, con strumenti medioevali-rinascimentali che solo pochi musicisti al mondo sanno suonare. Il gruppo di ottoni antichi europeo La Pifarescha (per l’occasione in formazione con William Dongois, Núria Sanromà Gabàs, cornetti e Ermes Giussani, David Yacus e Mauro Morini, tromboni) vanno in scena con le stelle italiane Roberto Loreggian all’organo, Cristiano Contadin alla viola da gamba, Tiziano Bagnati alla tiorba, ed il gruppo di solisti scelti dal maestro Francesco Erle. Con loro, un tripudio di rari strumenti musicali dell'Alto medioevo-Rinascimento: dulciane, cornetti, trombe diritte, bombarde, cornamuse, ghironde, flauti, viella, viola da gamba, salterio, e molti altri. Un appuntamento centrale per la rassegna che porta, per la prima volta a Vicenza ed al Teatro Olimpico, una partitura che ne condivide teatralmente ed artisticamente il medesimo 'sentire' di capolavoro d'arte antica e musicale. L'appuntamento è mercoledì 7, alle ore 21, al Teatro Olimpico di Vicenza per 'Vespro della Beata Vergine' di Claudio Monteverdi, nell'ambito del festival musicale VicenzainLirica diretto da Andrea Castello.