Veronica Pivetti torna scrittrice: "L'importante è non prendersi troppo sul serio"
Silvia Fumarola
L'attrice si racconta nell'autobiografia 'Mai all'altezza - Come sentirsi sempre inadeguata e vivere felice': "La scrittura mi ha obbligato a guardarmi dentro, ma senza ironia non c'è gusto"
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L’ironia, l’arma più potente per non farsi inghiottire dal dolore e non farsi mettere ko: Veronica Pivetti l’ha scoperto subito che sorridere di se stessa e degli altri l’avrebbe salvata "nelle piccole e grandi tragedie della vita" spiega l’attrice. Dopo Ho smesso di piangere, in cui spiegava come ha combattuto la depressione, nell’autobiografia Mai all’altezza - Come sentirsi sempre inadeguata e vivere felice appena uscita da Mondadori, si racconta con ironia, dalla prima pagina: "Per una bambina di sette anni avere il trentasei di piede nel 1972 era come avere due teste o la barba".
Nel libro racconta dell’incendio che le ha distrutto la casa, dell’amore per i cani, del primo fidanzato, per comodità definito Cubo che come regalo le dona una pastaiola. "Ci rendiamo conto? Una macchina per fare la pasta!". Oggi le aspiranti chef esulterebbero, alla giovane Veronica sembrò una sanguinosa offesa: "Significava solo: stai a casa e cucina". Recitare e scrivere sono complementari.
"Ho capito quanto sia profondo il rapporto che instauri con te stessa quando ti metti a scrivere" racconta Pivetti, "per lavoro devi andare a memoria e cancellare. La scrittura mi ha aperto un mondo che è il mio, mi ha obbligato a guardarmi dentro. Con Mondadori ho firmato un contratto per due libri, il primo ha funzionato, mi è costato fatica, ho dovuto imparare una disciplina che non conoscevo".
La parola d’ordine nella vita di Veronica Pivetti, protagonista di fiction di successo (Commesse, Provaci ancora prof, di cui sta girando i nuovi episodi), valletta a Sanremo per Raimondo Vianello accanto a Eva Herzigova, strepitosa moglie di Carlo Verdone in Viaggi di nozze, è sempre stata "non prendersi troppo sul serio". A Sanremo con Eva Herzigova e Raimondo Vianello
"Perché nel mio lavoro" continua "l’ego sgomita e devi tenerlo a bada. Il mio sguardo è ironico e autoironico, se no non c’è gusto. Ho raccontato cose che sono qualunque, ma in cui tutti possono identificarsi. Lo zaino delle nostre esperienze è pieno di dolori, di piccoli traumi quotidiani che a dieci anni sono grandi come il mondo". Racconta con ironia anche dell’incendio che le ha distrutto la casa: come ha fatto? "Il libro è nato due anni dopo, è una cosa dalla quale non torni indietro. Qui non ci sono santi, le cose non si recuperano più, quello che ho descritto è tutto vero: ti guardi intorno, e intorno non c’è più nulla. Mi spiace per quello che ho perso ma la roba incenerita mi ha dato il desiderio di non avere più nulla per molto tempo" dice Pivetti. "E’ stato un periodo di grande dolore mi sono rimboccata le maniche poi ho avuto sempre Giordana al mio fianco, anche se lei mangia cartonato sanissimo e io sono per le cose che sbrodolano aromi artificiali... Rimane il fatto che non hai una casa, avendo salvato i cani per me l’incendio non ha fatto danni. Se fosse successo qualcosa a loro sarei morta". Con Verdone in 'Viaggi di nozze'
Per ricostruire il suo mondo, ha usato una tecnica personale: "Mi compro i libri usati che hanno dentro la vita di qualcun altro, simbolicamente, vedo pagine che hanno avuto una storia, sono scritte, sottolineate, macchiate. Le cose nuove non m’interessano più: una non ci pensa mai, ma di quante cose inutili ci circondiamo?".
Un pacchetto di patatine per consolarsi, gli amati cani Harpo e Nyo, Veronica, la ragazza più alta della classe che confessa di non sentirsi all’altezza, scava nei ricordi di una vita, dalla scuola alle lezioni di danza dov’è costretta a dichiarare ad alta voce, che sì, lei ha sette anni e a differenza di Barbara, Simona, Elena, Claudia, che arrivano al massimo al numero 31 di scarpa lei porta il 36; poi i sogni, di essere segata, fatta a pezzi da un compagno delle medie, lasciata sanguinare, ragazzina, nell’indifferenza generale. L’oratorio, il prete canterino e la cotta per Adriana: "Mi aveva conquistata con un’affabilità casalinga da sorella maggiore". "Ci sono donne che vogliono essere fighe", sorride l’attrice "è una cosa che non calcolo, non ci penso, facevo danza e mia madre mi diceva: “Sembri un cavatappi”… Sono contenta di essere alta un metro e 75 ma non è quello il fulcro del mio interesse. Mi piace il rapporto con la gente, le presentazioni dei libri sono sempre interessanti, c’è uno scambio. La gente ha fame di ascolto". Con Gigi Proietti ne 'Il maresciallo Rocca'
Dal libro si capisce che l’unico punto fermo nella sua vita sono Giordana e i cani. "Compiango quelli che non capiscono cosa ti dia un cane, l’amore la gioia la vita l’affetto. In tanti si perdono qualcosa di immenso. Peccato".