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Weinstein, anche il fratello Bob accusato di molestie

Lo scandalo si allarga. Nella polvere pure Roy Price: il capo Studios di Amazon costretto a mollare dopo essere stato sospeso

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MENTRE prosegue il successo della campagna "Me too", lanciata dall'attrice Alyssa Milano per denunciare molestie in situazioni di lavoro, anche Bob Weinstein, fratello di Harvey Weinstein nonché co-fondatore della omonima casa di produzione cinematografica,viene accusato di molestie sessuali. E intanto Asia Argento, al centro di una bufera sui social dopo aver rivelato di essere stata vittima di molestie, annuncia di voler lasciare l'Italia: "Non vedo cosa ci sto a fare, tornerò quando le cose miglioreranno per combattere le battaglie con tutte le altre donne".

I guai dell'altro Weinstein. Anche sul fratello di Harvey Weinstein si allungano ora ombre. In un'intervista a Variety, la produttrice Amanda Segel ha sostenuto che Bob Weinstein ha cominciato a farle avances la scorsa estate e ha insistito per tre mesi finchè un legale della donna non ha minacciato l'interruzione del rapporto di lavoro. "Un 'no' dovrebbe essere sufficiente", ha detto Segel. Un legale di Bob, intanto, ha negato ogni condotta inappropriata.

Si dimette capo Studios di Amazon. Ma non c'è solo Weinstein. In queste ore è finito nella polvere anche il direttore degli Amazon Studios, Roy Price. Il dirigente è stato costretto a dimettersi dopo essere stato sospeso cinque giorni fa dalla società per una denuncia, peraltro vecchia, di molestie sessuali da parte della produttrice Isa Hackett della serie The Man in the High Castle. Hacket aveva riferito che l'episodio era avvenuto nel 2015 e che lo aveva prontamente denunciato alla società di Jeff Bezos. Amazon all'epoca sostenne di aver preso seriamente la denuncia ma non fece nulla. Ma dopo il caso Weinstein, il clima negli Usa è cambiato.

Il sindacato dei produttori. Intanto, il sindacato dei produttori di Hollywood (la Pga) ha iniziato le procedure di espulsione di Harvey Weinstein, dopo le numerose accuse di molestie e violenza sessuale che lo riguardano. "Qualsiasi tipo di molestia è del tutto inaccettabile. Questo è un problema sistemico e diffuso che richiede l'intervento dell'intero settore", scrive l'organizzazione in un comunicato stampa. Il sindacato ha tenuto una riunione straordinaria nella quale il Consiglio, composto da 20 donne e 18 uomini, ha votato all'unanimità l'espulsione di Weinstein. L'espulsione, tuttavia, non sarà immediata poiché, secondo il regolamento sindacale, Weinstein avrà la possibilità di difendersi prima che la Pga prenda la decisione definitiva, prevista il 6 novembre.
 
Michelle Yeoh a colpi di arti marziali. La star malese di origine cinese Michelle Yeoh, intervistata a Hong Kong dall'Associated Press, ha definito Weinstein "un bullo" e di certo "non una persona onorevole". L'attrice protagonista di La tigre e il dragone, prodotto dalla Miramax, ha detto di essere consapevole della cattiva reputazione del produttore e che se mai avesse tentato di molestarla lei avrebbe messo in pratica "anni di allenamento alle arti marziali".

Il racconto di Reese Witherspoon. Reese Witherspoon, durante il suo discorso all'evento di Elle Women a Hollywood, ha raccontato degli abusi subiti quando aveva appena 16 anni. "Questa è stata una settimana veramente dura per le donne di Hollywood - ha detto l'attrice 41enne secondo quanto riporta People - e per le donne di tutto il mondo. Le esperienze che ho avuto sono tornate vivide e ora trovo difficile dormire, pensare e comunicare i miei sentimenti". Whiterspoon ha quindi spiegato di essere stata molestata da un regista quando aveva appena 16 anni e di provare ancora rabbia per tutti quelli che gli fecero capire che il silenzio era la condizione necessaria per continuare a svolgere il lavoro di attrice. "Mi piacerebbe poter dire che quello fu un episodio isolato della mia carriera - ha aggiunto -, ma purtroppo non è così. Ho avuto diverse esperienze di molestie sessuali e non ne parlo molto volentieri".

Gerini querela la modella Zoe Brock. "Ha fatto bene a denunciare gli abusi ma perchè mettermi in mezzo con un episodio falso che peraltro non c'entra nulla con la molestia che avrebbe subito da Harvey Weinstein? Mi dispiace è una cosa gravissima e io devo fermarla, sono costretta a fare un'azione legale contro questa modella Zoe Brock per diffamazione" dice all'ANSA Claudia Gerini. Zoe Brock, come riportato da alcuni media oggi, tra le vittime del produttore americano a Cannes nel 1997, ha raccontato della proposta di fare sesso a tre con Fabrizio Lombardo e la sua fidanzata di allora, Claudia Gerini appunto.

Scott Rosenberg, il post di scuse su Facebook. "Voglio essere chiaro su una cosa: tutti sapevamo. Non che stuprasse (le donne) ma eravamo consapevoli di un certo schema di comportamento terribilmente aggressivo. Sapevamo del suo appetito, della sua fame, del suo fervore. Non c'era nulla di segreto su questa sua voracità. Era come un orco dei fratelli Grimm". A raccontarlo con un lungo post su Facebook è Scott Rosenberg, produttore e sceneggiatore, che parla apertamente del caso che ha travolto Harvey Weinstein, accusato da almeno 40 donne di violenza sessuale e abusi.

Lo schiaffo di Jeffrey Katzenberg. Il presidente della Former Dreamworks, Jeffrey Katzenberg, ha pubblicamente ripudiato il collega Harvey Weinstein durante la conferenza stampa live al Wall Street Journal che si è tenuta ieri mattina a Laguna Beach, in California. Ha usato parole fortissime: "È un mostro". Katzenberg ha però sottolineato che Weinstein non può aver agito da solo raccontando di "un branco di lupi" e che è assolutamente urgente che Hollywood riveda le proprie politiche chiave.