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Lucca Comics: Raina Telgemeier, la tenerezza dei fantasmi

Il nuovo graphic novel dell'artista che ha vinto il prestigioso premio Eisner: l'amicizia di due sorelle in una città popolata da spettri

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I libri di Raina Telgemeier, regina del fumetto 'middle grade' (che ha come protagonisti ragazzi delle scuole medie), premiata dal più ambito dei riconoscimenti, il premio Eisner, sono sorretti da due colonne. Innanzitutto la preadolescenza: l’età invisibile tra la fine dell’infanzia e l’inizio del liceo, quando una ragazza già cresciuta, già vanitosa e intelligente, si ritrova intrappolata in un corpo che non le somiglia più perché ancora infantile e non le somiglia a sufficienza perché non abbastanza corretto (la preadolescenza è l’età delle correzioni: il busto, gli occhiali, l’apparecchio - proprio su quest’ultimo si basa Smile, storia di Raina e dei suoi denti, per oltre quattro anni fra i bestseller del New York Times). La seconda colonna è la sorellanza: gioie e dolori dell’avere un altro essere umano femmina in famiglia, una creatura troppo ostile per poterne essere complice e troppo amata per poterla detestare davvero (Sorelle è il secondo e altrettanto fortunato fumetto autobiografico, in cui Raina racconta cosa succede dopo la nascita di Amara).

Insieme alla prima mostra personale sul lavoro di Raina Telgemeier a Lucca Comics & Games e al suo primo viaggio nel nostro Paese, arriva adesso Fantasmi (tradotto come gli altri da Laura Bortoluzzi per Il Castoro), una storia per chi festeggia Halloween e per chi crede nel giorno dei morti, per chi ritiene che le due ricorrenze siano sincretiche e per chi invece, soprattutto nel Sud Italia, troverà nel 'Día de Los Muertos' messicano una vicinanza più stretta al culto del due novembre. Stavolta le due protagoniste non si chiamano Raina e Amara, anche se le somiglianze sono evidenti e non solo perché fra Cat e Maya c’è la stessa differenza di età: "Ho un sacco di materiale su Amara", ammette Raina, "e non credo che scriverò mai della nostra vita adulta: siamo così noiose".

Dietro le quinte di questo nuovo lavoro c’è però anche un diverso tipo di sorellanza, ovvero la cuginanza. Per il personaggio di Maya, la più piccola, malata di fibrosi cistica ai polmoni, Raina si è ispirata a Sabina, una cugina morta di cancro a tredici anni: "Ho osservato il modo in cui i fratelli hanno affrontato la tragedia, la consapevolezza di dover vivere senza di lei, l’orgoglio e il dolore insieme".

In Fantasmi, Cat e Maya si trasferiscono insieme alla famiglia a Bahía de la Luna, una città cupa, piena di nebbia e vento. Una città abitata soprattutto da spettri che si mescolano ai vivi e aspettano novembre per divertirsi all’unica vera occasione mondana della zona. Cat, la più grande, non crede a nulla, nemmeno quando in un luna park abbandonato fa conoscenza di certi signori morti un po’ di tempo addietro; Maya invece è felice di un entusiasmo infantile, si sente rassicurata dalla loro presenza.

C’è di più: Maya sa che diventerà di anno in anno più debole, motivo per cui la famiglia si è spostata dove l’aria è migliore per i suoi bronchi. Proprio lei, che sa di poter scomparire da un momento all’altro, invita la sorella maggiore a non chiudersi nel terrore e nel rifiuto di un possibile legame con chi non c’è più: 'Che succede se muoio, Cat? Avrai paura anche del mio fantasma?' chiede nella tavola più commovente, che svela la grandezza di Telgemeier nel raccontare il personaggio più difficile, una bambina che ha già coscienza della propria finitezza.

"In America non abbiamo molte vie per parlare della morte sotto una luce positiva. Il giorno dei morti celebra la memoria dei nostri cari che ci hanno lasciato e crea spazio persino per la gioia in mezzo alla tristezza", dice Raina: parole che valgono sia per la tradizione latina sia per la delicatezza e il coraggio di chi ha saputo raccontarla.