Spettacoli

J-Ax contro i cellulari: "Grandi come citofoni per farci selfie, creano psicosi e fanno male"

Sono almeno quattro le ansie determinate dai telefonini: "Perderli è più grave che perdere un figlio, perché sanno a memoria numeri e codici"

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Altro che libertà e possibilità di essere in contatto con tutti e in qualsiasi momento. Avere un cellulare in tasca, da quando percisamente 45 anni fa partì la prima telefonata da apparecchio mobile, ci rende schiavi di ansie e psicosi. E fa male. È questo il giudizio impietoso di J-Ax che, in un video postato su Instagram, fa una classifica delle paure che assalgono almeno una volta nella vita (ma certamente ciascuno di noi le affronta ben più spesso) i possessori di telefonini.

4 psicosi ricevute in omaggio col mio cellulare.???? Voi ne avete altre? I miei due centesimi.

Un post condiviso da J-Ax (@j.axofficial) in data:

A far sudare freddo, secondo il cantante, è prima di tutto avere poca batteria: "Il 2% di batteria, quando arriva, io raggiungo dei livelli di sudorazione che a Bruce Willis in Die Hard gli faccio dei coppini sulla pelata".

C'è, poi un'altra fobia diffusa: perdere l'apparecchio. "Perdere il telefono oggi è come perdere un figlio", afferma il cantante. Già così il paragone e un po' troppo forte. Ma, per J-Ax, l'evento è ancora più grave, perché "è un figlio che sa a memoria tutti i nomi e i numeri di telefono di chiunque ti conosca, i tuo dati bancari e un sacco di altre cose" che sarebbe il caso tenere per sé. 

Il terzo gradino della classifica delle catastrofi non è meno inquietante e si scatena nel momento in cui si fa il semplice gesto di mettere le mani in tasca: "Praticamente una puntata di Lost: un momento stai bene e dopo ti tocchi la tasca vuota e sei perso, solo e su un'isola deserta".

Ma è l'ultimo punto quello che forse fa riflettere di più, perché mette in evidenza quanto sia a volte assurdo il comportamento del popolo 'mobile'. Dopo anni trascorsi ad inseguire apparecchi sempre più piccoli, sulle cui tastiere (il tuch sullo schermo è una novità abbastanza recente in 45 anni di storia), ora si punta ad avere il cellulare più ingombrante. "Ormai sono delle protesi. Ci siamo accorti che potevamo farci i selfie e siamo tornati ai citofoni".

Il suo, spiega J-Ax, non vuole essere uno sprone a vivere nei boschi come gli elfi, ma solo una riflessione sul fatto che l'uso essessivo dei cellulari può essere dannono "senza che ce ne accorgiamo". E lancia al mondo social l'invito a segnalare quali sono le psicosi generate dagli oggetti 'infernali'.