Certe volte basta poco per scatenare 'l'inferno', soprattutto sui social. Fedez, ad esempio, ha deciso di rispondere con un video alla pioggia di critiche arrivata su Instagram, dopo che alla domanda sulla data del battesimo di Leone ha ironizzato dicendo: "Il 30 febbraio, cioè mai". Per il rapper e per la sua futura moglie non è giusto "convertire un figlio a una religione senza potergli chiedere se lo desidera". E giorni prima Fedez aveva anche rivelato ai fan che loro non credono in Dio e che per questo anche il loro matrimonio - programmato per il primo settembre a Noto - non verrà celebrato in chiesa.
Così il cantante spiega: "Se un bambino viene esposto mediaticamente da una coppia che inevitabilmente è già esposta mediaticamente, quindi per la proprietà transitiva, lui stesso sarà esposto mediaticamente: ci si indigna, però quando lasci il libero arbitrio a un bambino e non lo battezzi, ci si indigna lo stesso".
Fedez allarga il campo dei suoi attacchi in velocità rap e si rivolge a tutti quelli che criticavano lui e la Ferragni per quanto espongono sui social il figlioletto Leone: "Punto primo - afferma - ho 28 anni, Chiara ne ha 30, insieme abbiamo due società con una ventina di dipendenti che danno da mangiare ad altrettante famiglie. La nostra fortuna, di certo, non la dobbiamo alla nascita di nostro figlio, ma al lavoro".
In secondo luogo, Fedez spiega come sia lui che Chiara non utilizzino il figlio per scopi economici: "Punto secondo - aggiunge - non ha molto senso utilizzarci come paradigma dell'esporre il figlio in cambio di benefici economici per placement, quando io non ho mai fatto un post pubblicizzato con mio figlio, quando ci sono personaggi pubblici che usano il figlio come se fosse un espositore da centro commerciale, da anni".
E ancora: "Terzo punto, abbiamo semplicemente deciso di pubblicare le foto della nostra famiglia, senza pixellare la faccia di nostro figlio come se fosse un collaboratore di giustizia, perché tanto non avrebbe avuto molto senso, data l'esposizione mediatica a cui siamo sottoposti. Quindi scelta opinabile o meno, a cui inevitabilmente un figlio neonato si deve adattare, non essendo senziente a tal punto da poter indicare le proprie preferenze".
"È tutta una questione di punti di vista: per chi vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto, siamo una famiglia che ha costruito il suo riscatto sociale sulle basi dell'analfabetismo di ritorno, per chi vuole vederlo mezzo pieno, siamo due persone che sono venute dal nulla e si sono costruite le cose senza i sistemi clientelari a cui l'Italia è abituata". Conclude così il suo discorso che, preparato o no, è molto piaciuto ai suoi follower.
Così il cantante spiega: "Se un bambino viene esposto mediaticamente da una coppia che inevitabilmente è già esposta mediaticamente, quindi per la proprietà transitiva, lui stesso sarà esposto mediaticamente: ci si indigna, però quando lasci il libero arbitrio a un bambino e non lo battezzi, ci si indigna lo stesso".
Fedez allarga il campo dei suoi attacchi in velocità rap e si rivolge a tutti quelli che criticavano lui e la Ferragni per quanto espongono sui social il figlioletto Leone: "Punto primo - afferma - ho 28 anni, Chiara ne ha 30, insieme abbiamo due società con una ventina di dipendenti che danno da mangiare ad altrettante famiglie. La nostra fortuna, di certo, non la dobbiamo alla nascita di nostro figlio, ma al lavoro".
In secondo luogo, Fedez spiega come sia lui che Chiara non utilizzino il figlio per scopi economici: "Punto secondo - aggiunge - non ha molto senso utilizzarci come paradigma dell'esporre il figlio in cambio di benefici economici per placement, quando io non ho mai fatto un post pubblicizzato con mio figlio, quando ci sono personaggi pubblici che usano il figlio come se fosse un espositore da centro commerciale, da anni".
E ancora: "Terzo punto, abbiamo semplicemente deciso di pubblicare le foto della nostra famiglia, senza pixellare la faccia di nostro figlio come se fosse un collaboratore di giustizia, perché tanto non avrebbe avuto molto senso, data l'esposizione mediatica a cui siamo sottoposti. Quindi scelta opinabile o meno, a cui inevitabilmente un figlio neonato si deve adattare, non essendo senziente a tal punto da poter indicare le proprie preferenze".
"È tutta una questione di punti di vista: per chi vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto, siamo una famiglia che ha costruito il suo riscatto sociale sulle basi dell'analfabetismo di ritorno, per chi vuole vederlo mezzo pieno, siamo due persone che sono venute dal nulla e si sono costruite le cose senza i sistemi clientelari a cui l'Italia è abituata". Conclude così il suo discorso che, preparato o no, è molto piaciuto ai suoi follower.