Geoffrey Rush, premio Oscar nel 1997 per il ruolo del pianista David Helfgott nel film Shine, ha vinto la causa per diffamazione contro il quotidiano australiano The Daily Telegraph, proprietà dell'azienda statunitense News Corporations. Il giornale lo aveva accusato, attraverso due articoli pubblicati nel 2017, di "comportamenti sessuali inappropriati" nei confronti di un'attrice durante l'allestimento del King Lear della Sydney Theatre Company. Michael Wigney, il giudice di Sidney che ha deciso in favore di Rush, ha affermato che "il giornale non ha difeso efficacemente la sua verità" nel processo e ha definito gli articoli "irresponsabili, espressione di giornalismo sensazionalista".
Dopo la sentenza, il giudice Wigney ha riconosciuto all'attore danni per un valore di 600mila dollari, ma probabilmente Rush riceverà altri risarcimenti da una successiva udienza che si terrà a maggio. Da parte sua il premio Oscar ha ringraziato la corte, ma ha specificato " non ci sono vincitori in questo caso, è stato estremamente faticoso per tutti quelli coinvolti". Già all'inizio del processo, lo scorso anno, Rush aveva definito il periodo tra la pubblicazione della notizia e l'avvio del caso giudiziario "i peggiori undici mesi della mia vita".
Il caso è scoppiato lo scorso dicembre quando l'attore australiano, 67 anni, popolare pirata Barbossa nella saga dei Pirati dei Caraibi, è stato accusato da una compagnia teatrale di Sydney di "comportamento inappropriato". Geoffrey Rush ha prima respinto ogni accusa e poi ha lasciato l'incarico di presidente dell'Australian Academy of Cinema and Television Arts (Aacta). I due articoli che riportavano le accuse erano usciti uno col titolo King Lear, l'altro con quello di Star's Bard Behaviour.
In sua difesa il giornale ha affermato di non aver mai definito l'attore un molestatore sessuale o un pervertito, e che avevano comunque inserito il fatto che Rush negasse qualsiasi tipo di accusa. Quanto raccontato negli articoli aveva la sua base in alcune dichiarazioni dell'attrice Erin Norvill, anche se all'epoca il suo nome non era stato fatto esplicitamente. Pronunciando il verdetto, il giudice Wigney ha detto di "non essersi mai convinto che la testimonianza della signora Norvill fosse interamente credibile", anzi ha definito Erin Norvill stessa "tendente all'esagerazione e all'infiorettatura".
Dopo la sentenza, il giudice Wigney ha riconosciuto all'attore danni per un valore di 600mila dollari, ma probabilmente Rush riceverà altri risarcimenti da una successiva udienza che si terrà a maggio. Da parte sua il premio Oscar ha ringraziato la corte, ma ha specificato " non ci sono vincitori in questo caso, è stato estremamente faticoso per tutti quelli coinvolti". Già all'inizio del processo, lo scorso anno, Rush aveva definito il periodo tra la pubblicazione della notizia e l'avvio del caso giudiziario "i peggiori undici mesi della mia vita".
Il caso è scoppiato lo scorso dicembre quando l'attore australiano, 67 anni, popolare pirata Barbossa nella saga dei Pirati dei Caraibi, è stato accusato da una compagnia teatrale di Sydney di "comportamento inappropriato". Geoffrey Rush ha prima respinto ogni accusa e poi ha lasciato l'incarico di presidente dell'Australian Academy of Cinema and Television Arts (Aacta). I due articoli che riportavano le accuse erano usciti uno col titolo King Lear, l'altro con quello di Star's Bard Behaviour.
In sua difesa il giornale ha affermato di non aver mai definito l'attore un molestatore sessuale o un pervertito, e che avevano comunque inserito il fatto che Rush negasse qualsiasi tipo di accusa. Quanto raccontato negli articoli aveva la sua base in alcune dichiarazioni dell'attrice Erin Norvill, anche se all'epoca il suo nome non era stato fatto esplicitamente. Pronunciando il verdetto, il giudice Wigney ha detto di "non essersi mai convinto che la testimonianza della signora Norvill fosse interamente credibile", anzi ha definito Erin Norvill stessa "tendente all'esagerazione e all'infiorettatura".