Roman Polanski è stato espulso dall'accademia dei César, che assegna ogni anno i più importanti premi cinematografici francesi. Il regista è stato estromesso a seguito delle polemiche sul suo ingresso da membro onorario sollevate dalle femministe e per le nuove accuse contro di lui di violenza sessuale. Insieme a Polanski sono stati estromessi altri 17 membri onorari.
Il 28 febbraio Polanski aveva rinunciato a partecipare all'ultima cerimonia dei César sotto la pressione delle proteste femministe seguite alle nuove accuse di violenza sessuale, dopo che era stato ammesso "d'ufficio" tra i 182 membri della nuova assemblea generale dell'Académie des arts et techniques du cinéma, l'accademia che dal 1976 assegna annualmente i premi César ai migliori film e alle principali figure professionali del cinema francese.
Sempre a febbraio, qualche giorno prima della cerimonia dei César, a seguito delle proteste nate dalle nomination del film di Polanski, L'ufficiale e la spia, in ben 12 categorie dei premi dell'edizione 2020, si era dimesso l'intero consiglio di amministrazione dei César. Durante la cerimonia di consegna Adele Haenel, l'attrice simbolo del #MeToo francese, era uscita dalla sala in polemica con la vittoria di Polanski come miglior regista.
Da quel momento, l'accademia dei César ha avviato una riforma, anche sulla base delle modifiche allo statuto richieste da attiviste che avevano a lungo criticato la mancanza di pari opportunità all'interno dell'ente. Ora l'assemblea generale è composta da 164 membri eletti: 82 uomini e 82 donne.
Il 28 febbraio Polanski aveva rinunciato a partecipare all'ultima cerimonia dei César sotto la pressione delle proteste femministe seguite alle nuove accuse di violenza sessuale, dopo che era stato ammesso "d'ufficio" tra i 182 membri della nuova assemblea generale dell'Académie des arts et techniques du cinéma, l'accademia che dal 1976 assegna annualmente i premi César ai migliori film e alle principali figure professionali del cinema francese.
Sempre a febbraio, qualche giorno prima della cerimonia dei César, a seguito delle proteste nate dalle nomination del film di Polanski, L'ufficiale e la spia, in ben 12 categorie dei premi dell'edizione 2020, si era dimesso l'intero consiglio di amministrazione dei César. Durante la cerimonia di consegna Adele Haenel, l'attrice simbolo del #MeToo francese, era uscita dalla sala in polemica con la vittoria di Polanski come miglior regista.
Da quel momento, l'accademia dei César ha avviato una riforma, anche sulla base delle modifiche allo statuto richieste da attiviste che avevano a lungo criticato la mancanza di pari opportunità all'interno dell'ente. Ora l'assemblea generale è composta da 164 membri eletti: 82 uomini e 82 donne.