In principio c'è stato un francese grande e grosso a "tenere cuore italiano", quel Gérard Depardieu che nello spot Cirio, firmato da Ricky Tognazzi, tentava di cantare il classico della canzone napoletana 'O paese d' 'o sole mentre serviva a una tavolata di suoi connazionali - vista Tour Eiffel per non farsi mancare nulla - una zuppiera ricolma di pasta irrorata da abbondante pummarola; poi, qualche anno dopo, è arrivato Ferzan Özpetek, il regista nato a Istanbul nel 1959 e autore di drammi casalinghi come Le fate ignoranti, a prendere in mano la regia promozionale del consorzio specializzato nelle conserve alimentari con un altro spot, anche se senza volti noti.
Ferzan però, ormai più italiano che turco, deve proprio avere una passione sfrenata per la pasta visto che non solo le ha dedicato un intero film, Mine vaganti, incentrato sulla famiglia dei Cantone, proprietari di un grande pastificio industriale, ma è tornato sul tema annunciando che avrebbe diretto la prossima campagna pubblicitaria per la De Cecco. Per lo spot della premiata ditta abruzzese di pasta e affini, che vedremo in onda a fine gennaio, accanto a Claudia Gerini, già testimonial dei video precedenti, Ferzan ha scelto Can Yaman.
Can chi? dirà qualcuno. Risposta: state scherzando? Proprio così: perché da qualche anno a questa parte la fama di Can Yaman, fresco 31enne (li ha compiuti lo scorso 8 novembre), è diventata strabordante, infilandosi in ogni meandro della comunicazione, anche nei più stupidi meme (avrete intravisto, in qualche chat di messaggi augurali di fine anno, la simpatica immagine di un giovane barbuto, vestito da Santa Claus, con lo slogan 'quest'anno non passa Babbo Natale, passo io. Va bene lo stesso?'. Ecco, era Lui).
Yaman, 182 cm per 83 chili - segnalano i numerosi siti di fan - fisico massiccio (naturalmente si allena ore in palestra, così intensamente da essersi guadagnato una copertina del mensile Men's Health oltre a essere stato eletto 'Uomo dell'anno' da GQ per finire sulla prima di Chi) e vita privata rimasta più o meno tale (si sa che è stato legato a una giovane attrice del suo paese, Bestemsu Özdemir, e che la loro storia è terminata nel 2017), è diventato in una manciata di anni una superstar del piccolo schermo in Turchia.
Figlio unico (siamo spiacenti) della professoressa di lettere macedone Güldem Hanim e dell'avvocato di origini albanesi-kosovare Güven Yaman - uno zio celebre, si tratta del calciatore e allenatore Fuat Yaman - frequenta prima il liceo italiano della sua città, Istanbul, dove in seguito prosegue gli studi al Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Yeditepe, laureandosi nel 2012 ma abbandonando la carriera di avvocato - tradendo forse le aspettative del papà - per dedicarsi completamente alla recitazione. E così è stato: la notorietà arriva quasi contemporaneamente ai primi passi sul set, nel 2014, anche se il successo vero e proprio, almeno in patria, giunge qualche anno dopo, nel 2017, quando gli viene affidato il ruolo del ricco uomo d'affari Ferit Aslan nella serie televisiva Bitter Sweet - Ingredienti d'amore.
Da quel momento in poi - a parte il flop di Bay Yanlis, la serie girata con Özge Gürel e non disponibile in Italia essendo già stata cancellata in Turchia per i mediocri ascolti - è tutto un salire verso l'Olimpo della televisione dove arriverà definitivamente, come un vero Dio, grazie al serial turco DayDreamer - Le ali del sogno (titolo originale Erkenci Kus) in cui è Can Divit, un fotografo 'figlio di' che però è libero come l'aria e gira il mondo intero, dove recita accanto alla 'sorella' Demet Özdemir (riguardo la bellissima attrice Can ha tenuto a precisare che "è solo un'amica", nonostante i siti di gossip abbiano verificato una relazione, ormai finita, tra i due).
Su Canale 5 DayDreamer incolla gli spettatori - è sessista dire prevalentemente le spettatrici? - soprattutto a causa sua: Can Divit; di questo ruolo, il vero Can spiega che "tra i personaggi che ho interpretato è il mio preferito. Siamo simili. Il suo soprannome è Albatro, l'uccello che può percorrere 80mila chilometri in sette anni senza mai fermarsi e ha un'apertura alare di quattro metri. Can se lo è fatto tatuare. È un ribelle, un avventuriero, appassionato di sport estremi".
Sarà forse l'apertura alare o la ribellione, o i suoi modelli ("Brad Pitt, Mel Gibson e Johnny Depp per lo stile. Questi tre attori mi hanno sempre ispirato", dice), che han fatto sì che Can entrasse in picchiata nei cuori dei telespettatori. E anche di Ferzan, che sui social del settimanale Hello! Türkiye è apparso in compagnia del giovane concittadino in uno scatto mentre, a un tavolino elegantemente apparecchiato su una meravigliosa terrazza romana, sta discutendo di vita e lavoro: "Sempre in contatto attraverso i social, si sono incontrati per la prima volta faccia a faccia a Roma e hanno parlato di progetti per il futuro", si legge sotto al post. Si vocifera infatti che, oltre allo spot per la pasta, Özpetek lo voglia per il suo prossimo lungometraggio.
Intanto, però, la palestra è quel che conta per Can: tutta colpa del suo prossimo impegno, Sandokan. Quello che fu il ruolo del glorioso Kabir Bedi nell'altrettanto gloriosa serie diretta da Sergio Sollima nel 1976, ora entrerà - è il caso di dirlo - nel corpo che da mesi popola i pomeriggi dei salotti televisivi italiani, da Verissimo (a Silvia Toffanin, confidandosi a fronte di un cachet che ignoriamo, ha parlato delle sue pene d'amore spiegando che "in questo momento sono single ma come a tutti mi piacerebbe avere una relazione. Aspetto l'amore") a C'è posta per te di Maria De Filippi e che con DayDreamer ha salvato gli ascolti delle soap Mediaset, passando da una media di 1.900.000 telespettatori a oltre 2.100.000 con uno share dell'11,2%.
Can, è stato annunciato trionfalmente, reciterà accanto a Luca Argentero, che sarà Yanez De Gomera, nei panni (o meglio senza panni) della Tigre della Malesia, inventata alla fine dell'Ottocento da Emilio Salgari. Un ruolo impegnativo, per questo remake, dal punto di vista fisico. Basta fare un giro sul profilo ufficiale Instagram di Can - quasi 8 milioni di follower - per capire quanto. In un post datato 22 dicembre mostra i suoi progressi esibendo il petto nudo, con ogni muscolo scolpito, capelli lunghi e barba, e delle fasce tricolori avvolte attorno ai palmi delle mani per proteggersi durante gli attacchi di boxe. Testo: "Ora ci si prepara per Sandokan" (nessuna scimitarra in vista, purtroppo). Altro che "Mamma... li turchi!", come verrebbe banalmente da dire: stavolta mamma sarebbe probabilmente più che contenta.